Ryanair aumenta i voli in Emilia-Romagna, ma li suddivide tra Rimini, Forlì e Parma. La “guerra dei cieli” porta allo spezzatino di tratte e passeggeri da condividere con gli altri

Ryanair aumenta i voli in Emilia-Romagna, ma li suddivide tra Rimini, Forlì e Parma. La “guerra dei cieli” porta allo spezzatino di tratte e passeggeri da condividere con gli altri

Grazie all'abolizione della council tax per gli scali che registrano un traffico inferiore ai 700mila passeggeri l’anno, richiesto dalla Regione e approvato dal Governo

La notizia dei 4 nuovi voli previsti da Ryanair dall’Aeroporto Fellini di Rimini ha scatenato la solita corsa al commento positivo degli amministratori locali, tutti a soffiare sulle ali del turismo estero, che sicuramente verrà rinvigorito dalle nuove tratte. Ma sfugge, ai più, che Ryanair ne ha attivati 9, non solo 4, spezzettandoli tra i tre aeroporti “minori” in tutta la Regione, ovvero i vicini di Forlì e i “cugini alla lontana” di Parma. Il termine “minori” non è dispregiativo, ma è fondamentale per comprendere la questione. Tutto infatti, si ricorderà, nasce dalla richiesta degli stessi operatori dei cieli, Ryanair in testa, di abolire o comunque rivedere la council tax per gli scali che registrano un traffico inferiore ai 700mila passeggeri l’anno. Una richiesta fatta propria dal Presidente Michele de Pascale che fa parte della strategia della Regione per il rilancio degli aeroporti regionali e che era stata già approvata dal Governo nell’ultima legge di Bilancio grazie a un emendamento proposto dai parlamentari emiliano-romagnoli di maggioranza e minoranza.
A partire dall’estate prossima saranno quindi 20 in totale le rotte che interesseranno i tre aeroporti: 3 a Forlì, con 2 nuove rotte per Cagliari e Londra Stansted; 5 a Parma, con 3 nuove rotte per Tirana, Reggio Calabria e Londra Stansted; 12 a Rimini, con 4 nuove rotte per Breslavia, Manchester, Colonia e Catania.
Tutti contenti, certamente, ma per Rimini, il cui bacino turistico era il più importante della Regione al tempo, si tratta sempre di condividere una torta che poteva benissimo essere tutta sua. La famosa “guerra dei cieli”, che ha portato alla riapertura del Ridolfi di Forlì (e al suo rilancio anche con il sostegno della Regione), non dà tregua. E infatti a gongolare su questo “spezzatino” è stato tra i primi anche l’ex Presidente, ora europarlamentare, Stefano Bonaccini, che sui social ha dato il suo personale placet al successore, con un “Bravo @micheledepascale” che conferma la continuità dell’operazione impostata ormai da anni.
Un’impostazione che se da un lato mantiene in piedi i diversi scali “minori”, dall’altro rende complicato immaginare uno sviluppo importante degli stessi, perché spezzettare i voli significa spezzettare anche i passeggeri. Per cui anche gli “oltre 250mila posti aggiuntivi e più di 660mila passeggeri l’anno a supporto di oltre 370 posti di lavoro”, annunciati dalla Regione sulla base delle comunicazioni di Ryanair, devono essere suddivisi tra i tre scali oggetto dell’aumento di offerta.
Suddivisi anche per target, non solo per provenienza. E qui la comunicazione gioca un ruolo fondamentale: “Lo ‘scacchiere aereo’ dell’Emilia-Romagna si arricchisce di nuove, strategiche tratte– sottolineano le assessore regionali Roberta Frisoni (Turismo, Sport e Commercio) e Irene Priolo (Infrastrutture, Mobilità e Trasporti)- che renderanno la nostra regione ancora più vicina e facilmente accessibile da tutta Europa. Un risultato che è la concreta espressione dell’impegno assunto dalla Regione. I collegamenti aerei giocano un ruolo vitale per l’internazionalizzazione dell’Emilia-Romagna e delle sue proposte di vacanza. Il turismo non è solo una voce importante del Pil regionale, ma anche un efficace veicolo di valorizzazione e promozione dei territori e della loro identità. Chi scenderà da un aereo a Parma, Forlì o Rimini troverà una ricca offerta di opportunità, dalle Ciclovie ai Cammini, per godere a ritmo slow di quanto di meglio la nostra regione sa offrire”. Il “ritmo slow” va benissimo, ma costa troppo sforzo aggiungere ogni tanto la parolina magina “mare”, su cui si fonda e fa leva il turismo balneare di Rimini e di tutta la riviera romagnola? Un turismo che ha il suo naturale approdo dal cielo al Fellini?
Detto questo, Manchester (che si aggiunge a Londra, ndr) e Colonia sono due mete top per il territorio riminese: inglesi e tedeschi rappresentano quella fetta di mercato europeo che dobbiamo assolutamente recuperare e in fretta. Il collegamento ora c’è, bisogna sfruttarlo e investirci.

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