La programmazione fallimentare degli ultimi decenni ispirata dal "non servono i parcheggi", è diventata poi "realizziamo nuovi parcheggi"... e nel frattempo si sono spesi 1,6 milioni di soldi pubblici per un servizio che usano sempre poche persone
Puntuale come un’influenza stagionale, ecco la solita annuale notizia: “Anche quest’anno il servizio di trasporto a chiamata gratuito, svolto da Start Romagna, debutterà in occasione della Festività del 25 aprile e, fino al 2 giugno, sarà attivo tutti i weekend e festivi, per poi passare ad una frequenza giornaliera fino al 13 settembre (orario 9:00 -21:00).” (sic!); così si legge enfaticamente nel sito ufficiale del Comune di Rimini.
Si tratta della solita celebrazione di un evidente fallimento nella programmazione urbanistica della città, che viene sapientemente ribaltato come una grande innovazione, scomoda peraltro in quanto quel servizio cessa alle ore 21:00. Istituito nel 2021 quando dopo avere tentato di convincere i riminesi, e forestieri, che gli evaporati parcheggi della marina non sarebbero più serviti, e che comunque – peraltro – ve n’erano pure troppi e superflui nel resto della città, fu una delle classiche inefficaci toppe alle varie scelte improbabili a cui abbiamo assistito a Rimini in tema urbanistico, specie nel trascorso oltre decennio ad oggi.
Ma nel solito bollettino garampiano se ne omette però il costo che dal principio del lussuoso servizio, e fino al termine dello scorso anno, i riminesi e i corregionali hanno sostenuto a causa di scelte sbagliate; tanto per buona memoria pari a Euro 1.644.710,00 (qui). Ma ciò che è peggio è il fatto che l’eliminazione dei parcheggi sul lungomare e la strada di transito, nonché lo shuttlemare, non solo non ha risolto il problema ma lo ha esasperato. La via delle regine a doppio senso di circolazione, stretta e caotica piena di attività commerciali e non solo, in cui peraltro transitano pedoni e mezzi di ogni genere, dove basta un mezzo che sosta per le quotidiane e frequenti operazioni di scarico delle merci, per paralizzare il traffico; poi inquinamento, parcheggi selvaggi e degrado completano il tutto.
Ma siccome il lussuoso servizio e i parcheggi non servivano (così di fatto ci dissero), ecco il “coniglio dal cilindro” di grande effetto scenico: il parcheggio di Piazza Tripoli. Urbanisticamente sbagliato, non siamo i soli a sostenerlo ma anche esperti del settore, e accessibile da un’arteria già di per sé al collasso in periodo estivò – via Tripoli – alla quale è sottoposta.
Siccome anche quest’ultima trovata (il parcheggio) viene sbandierata come una panacea ai problemi qui enarrati, dei quali – pare – che solo i lungimiranti amministratori si siano accorti solo in un recente passato, che senso ha ancora tenere in vita il costosissimo shuttlemare? E qui siamo al momento della verità occorrendo una risposta chiara. Se ciò non avverrà allora avremo la prova che il parcheggio non risolve, come ci hanno detto, il problema, ma oltretutto si certifica finalmente, qualora ce ne fosse bisogno, il totale fallimento di chi amministra la città e della mancanza di una lungimirante strategia e visione di pianificazione.
Se invece cesserà il servizio Shuttlemare poi tutti gli utenti del “provvidenziale” parcheggio di Piazza Tripoli dovranno pensare poi a come raggiungere i luoghi di destinazione date le distanze (qui), e ciò con tutti i disagi possibili. Ma in tutto ciò, e comunque vada, i soli perdenti saranno il turismo già in affanno, e i riminesi che ci hanno messo pure i soldi propri. La politica non ascolta, non ammette mai i propri errori, non li paga, ma neppure si scusa specie se di conduzione autoreferenziale. Ed è in questo clima che allontana il cittadino dalla vita pubblica, e ne scoraggia l’interesse, assuefacendolo alla rassegnazione. E seppure i risultati negativi sono palesemente evidenti, la stessa macchina è altresì assai attrezzata dal punto di vista della comunicazione, tanto da far passare grandi fallimenti per opere mirabolanti quali solo essa è capace di realizzare.


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