Torna il festival del Mondo antico e ancora una volta lascia al “margine” l’Anfiteatro romano

Torna il festival del Mondo antico e ancora una volta lascia al “margine” l’Anfiteatro romano

Un’Amministrazione che rappresenta tutti i cittadini, in seno a questo evento dovrebbe inserire un tema così importante; raccontarne la storia, discutere sul futuro del monumento, dialogare con chi finalmente vorrebbe vedere una soluzione

Anche quest’anno la città assisterà all’annuale festival del Mondo antico, anticipato dalla presentazione del volume “La domus del Chirurgo di Rimini. Un eccezionale contesto archeologico”, che racconta della scoperta del nostro meraviglioso sito archeologico.
Nella pagina Facebook dei Musei di Rimini (qui) si può leggere, tra l’altro, che “il tema di quest’anno, Confini, margini, aperture, rappresenta un’occasione di dialogo e riflessione su un concetto cardine che ha modellato civiltà, società e pensiero, tanto nel passato quanto nel presente”. Poi andando oltre si arriva a chiarire meglio il concetto: “Il programma del Festival è quindi, ancora una volta, un viaggio attraverso i secoli: dai confini percepiti come minacce, come nel caso di Roma e Atene, fino ai confini dell’arte e della politica moderna, dove il margine può rappresentare sia una barriera che una soglia verso nuove aperture, assunto sul quale ci soffermeremo perché calzante ad un frangente che ci interessa da vicino. E queste parole sembrano proprio scritte per quel contesto.
A meno di sviste non si parlerà dell’Anfiteatro Romano in alcuno dei suoi aspetti storici, culturali o sociali del suo tempo. Il povero mutilo ma importante monumento, non ha avuto, e non avrà, l’onore di partecipare a quel “viaggio attraverso i secoli” poiché dopo le sue tante traversie, quel percorso è stato inesorabilmente arrestato ottanta anni or sono. Ma la sua sventurata storia si inquadra ottimamente ai “confini dell’arte e della politica moderna”, quella locale (la politica), solo capace di impegni per una risoluzione fatta di promesse mai mantenute, finalizzate solamente a procrastinare “sine die” il grottesco stato che lo affligge, mostrando palesemente la volontà di non restituire al monumento in questione la dignità che merita. E qui la nostra interpretazione di “margine”.
In questo caso il margine è ben rappresentato solo da una barriera, ma non una soglia verso nuove aperture. Ci sono state tante possibilità, e ce ne sarebbero ancora, di potere avere sia il CEIS in un luogo più idoneo al suo compito educativo, che l’Anfiteatro restituito finalmente alla città e non solo. Ma invece di cercare soluzioni nel solco dell’interesse pubblico, solenne compito precipuo di chi amministra una città, va in scena di tutto. Il copione è sempre il solito, banale e scontato; dagli annunci, poi smentiti dai fatti, da certe affermazioni istituzionali che “il CEIS vale un anfiteatro” oppure dall’invocazione di presunte “guerre ideologiche” o altre fantasiose motivazioni. Un insieme ben orchestrato ma ormai privo di ogni credibilità, dato che anche l’ultima trovata, la relazione affidata agli archeologi propedeutica a qualcosa di successivo, è caduta nell’oblio più completo o quantomeno forzatamente interpretata per il solito scontato fine.
Un’Amministrazione che rappresenta tutti i cittadini, in seno a questo evento dovrebbe inserire un tema così importante; raccontarne la storia, discutere sul futuro del monumento, dialogare con chi finalmente vorrebbe vedere una soluzione. Ma è più facile prevaricare tutti coloro che si auspicherebbero ciò, ad esclusivo vantaggio di un interesse privato, che seppur nobile ma tale è, peraltro difficilmente tollerato in altri casi di cui abbiamo avuto concreto esempio a Rimini.
Quindi in questo Festival, un importante protagonista della storia e della cultura riminese non festeggerà proprio nulla; anzi è il classico non invitato scomodo, però nonostante la sua importanza imbarazzante da tenere fuori dalla barriera e da far sì che non oltrepassi quella soglia. Parole, concetti che in questo caso si rivoltano a descrivere una deplorevole situazione.

COMMENTI