“9 milioni di euro per il Mercato Ittico, ma in mezzo alla città: non era meglio al CAAR e vicino all’autostrada?

“9 milioni di euro per il Mercato Ittico, ma in mezzo alla città: non era meglio al CAAR e vicino all’autostrada?

"Il pesce arriva dal mare, ma il mercato ittico è un'infrastruttura logistica: lavorazione, celle frigorifere, distribuzione. Ha bisogno dell'autostrada, non dell'ingorgo urbano"

“Ci sono notizie che, lette insieme, sfiorano il paradosso”, avvertono dal Comitato Sinistra del Porto. “Da un lato, i pescatori riminesi sono all’asfissia: il gasolio schizza oltre 1,30 euro al litro e la redditività è al collasso. Un’emergenza destinata solo a peggiorare: gli studi storici e le analisi del Centro Studi Unimpresa e del Codacons basate sui dati europei evidenziano che nell’ultimo decennio il prezzo del gasolio ha registrato rincari da record (fino al +75,5% al netto delle accise temporanee), mentre le proiezioni BNEF (BloombergNEF) indicano una costante pressione sui costi dei combustibili fossili prima di toccare il picco della domanda, condannando le marinerie a costi operativi sempre più insostenibili nei prossimi dieci anni”.
“A questo si aggiunge la mazzata del cambiamento climatico”, fanno notare i residenti della zona: “Morie di vongole, mucillagini, mare bollente e raccolti crollati fino al 100%. Perfino la Regione Emilia-Romagna ha aperto gli Stati generali della pesca ammettendo la crisi profonda del settore. E il Comune di Rimini come risponde a questo scenario catastrofico? Investendo oltre 9 milioni di euro per costruire un nuovo mercato ittico su due livelli… nel cuore della città urbana e del porto  in zona a pericolosità idrogeologia elevata (6,85 milioni di fondi ministeriali e 2,3 milioni di casse comunali)”.
Da qui la critica, con una premessa: “Chiariamoci, sostenere la pesca è sacrosanto. Ma edificare un polo del genere lì è una scelta miope. Perché non trasferire il mercato ittico al CAAR, a ridosso dell’autostrada, dove esiste già una cittadella logistica e agroalimentare pronta all’uso? E allora perché insistere a cementificare un ultimo spazio verde a San Giuliano oggi più che mai indispensabile salvaguardarlo? Perché intasare la città con il traffico dei camion, la movimentazione pesante e i problemi di viabilità quotidiani quando soluzioni diverse ci sarebbero?”
Domande che attendono una risposta. Mentre il trasferimento al CAAR segue logiche abbastanza semplici: “Il pesce arriva dal mare, ma il mercato ittico è un’infrastruttura logistica: lavorazione, celle frigorifere, distribuzione. Ha bisogno dell’autostrada, non dell’ingorgo urbano. Spostarlo al CAAR significherebbe: Zero camion in centro e meno impatto ambientale per i residenti; Più efficienza e spazi veri per far crescere la filiera; Un investimento strategico proiettato ai prossimi trent’anni, non il compimento di un progetto di 25 anni fa non più al passo dei tempi; Di fronte a un mare che cambia e a costi energetici destinati a strozzare le imprese nei prossimi dieci anni, non possiamo progettare il futuro guardando allo specchietto retrovisore”.
Insomma, “se oggi avessimo un’area logistica già pronta e collegata alla A14, a nessuno verrebbe in mente di piantare un mercato ittico all’ingrosso in mezzo al traffico cittadino. Rimini abbia il coraggio  di farsi questa domanda prima di posare il primo mattone e sprecare 9 milioni di risorse pubbliche”.

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