Metromare: di sicuro c’è solo la segnaletica

Metromare: di sicuro c’è solo la segnaletica

Operai al lavoro di domenica sul tracciato dell'autobus forse più costoso del mondo. E dunque sembrava tutto pronto per l'attesissima entrata in servizio. Invece se ne riparla a novembre. E come al solito è tutta colpa di Renata Tosi. Ma se Riziero Santi & C. sono convinti di avere ben operato, perché temono il parere legale chiesto dai riccionesi?

Il Pd di Riccione è scandalizzato. Perché l’amministrazione comunale a guida Renata Tosi, nel “disperato tentativo per opporsi alla messa in funzione di Metromare”, ha deciso di spendere ben 12mila euro per un incarico legale che dovrà “valutare la legittimità delle decisioni assunte dal Comitato Tecnico di Coordinamento del TRC nella riunione del 22.08.2019”. Ovvero l’istituzione della linea, contestata dalla sindaca già all’interno del Comitato tecnico, come riporta il verbale della seduta. Ma per l’avviamento e i costi di gestione dei primi otto mesi, ha rivelato l’assessore riccionese Luigi Santi, partiranno 1 milione 100mila euro: 640mila euro di costi di gestione fino a luglio 2020, più 460mila euro per le spese di avviamento. Altroché 12mila euro. Nel dettaglio l’avviamento comporterebbe 80mila euro per la pellicolatura da allestire e disallestire nei veicoli, 57mila euro per il canone di locazione dei veicoli, 188mila euro per l’installazione dei sistemi di segnalazione a bordo dei veicoli.
Al costo di 1,50 euro a biglietto se ne dovrebbero vendere un treno per tentare di bilanciare i costi.

Perché l’assemblea dei soci di Pmr che si è tenuta ieri non ha deliberato l’aggiudicazione della gestione del Metromare a Start Romagna? Non è che i dubbi che Riccione si è preso la briga di formalizzare e approfondire accomunano anche molte altre amministrazioni? Ora però lo slittamento dell’inaugurazione a novembre è “colpa di Riccione”. Ma se Riziero Santi e quanti con lui stanno cercando di accelerare per la messa in servizio dell’opera sono convinti di avere bene operato, perché temono la diffida di Riccione? Perché rimandano? Nelle parole del presidente della Provincia raccolte dal Carlino si può leggere una certa insicurezza: “Nel momento in cui assistiamo al Comune di Riccione deciso a procedere per vie legali, è logico compiere ogni singolo passo con la maggiore attenzione possibile”. Sarebbe logico compiere ogni atto con attenzione indipendentemente dallo spauracchio delle carte bollate. E poi, certi del proprio operato, filare dritto verso il taglio del nastro. Invece la decisione di tirare il freno tradisce qualche incertezza di troppo.

A vedere gli operai sul tracciato del Metromare lavorare di domenica per ripassare le strisce pedonali, si sarebbe pensato ad un avvio imminente. Invece no.

“La verità e che manca ancora il contratto dei mezzi sostitutivi e anche l‘atto di affidamento formale a Start Romagna, uno scoglio non da poco. Si vuole affidare a Start un servizio nuovo integrando un contratto scaduto dal 2011 e in prorogatio. Sulla legittimità di un tale atto ho dei seri dubbi giuridici e forse iniziano ad averli anche la giunta e il presidente della Provincia”, dice Mario Erbetta di Rinascita civica. “Per me è un nuovo contratto e come tale ha bisogno di un bando europeo e se così fosse chi farà il contrario si assumerà una grande responsabilità. Intanto il PD va avanti con i proclami di spostamento dell’inaugurazione a novembre. La telenovela continua… e pensare che l’avevo detto in tempi non sospetti che non sarebbe partito prima di fine anno, se non nella primavera prossima“.

Per l’assessore al bilancio del Comune di Riccione, Luigi Santi, i costi per mettere in funzione mezzi provvisori rappresentano “un ingente dispendio di risorse pubbliche, che verranno sperperate per avviare una sperimentazione della durata di soli 8 mesi con l’impiego di autobus ibridi e a metano. Dubbi espressi tra l’altro dall’organo Revisore dei Conti circa la copertura di alcune voci di spesa. Anziché adoperare una linea di prudenza e di parsimonia nella gestione delle risorse pubbliche, si preferisce anticipare di qualche mese l’avvio del Trc, con un sistema che nulla ha a che fare col promesso e tanto sbandierato sistema di trasporto innovativo ed ecologico atteso”. Non solo. “Il bilancio di previsione di PMR si sostiene su un ipotetico introito dell’affitto del Trc che dovrebbe versare AMR a PMR per un canone di 1.100.000 euro stimato in base ad una semplice perizia senza alcuna documentazione ufficiale. A fronte di spese certe per partire con mezzi provvisori, sono inseriti a bilancio incassi aleatori e accensione di mutui. Credo che questa sollecitudine sia dettata da un pressapochismo e da una fretta mal gestiti che nulla hanno a che fare con una pianificazione oculata e attenta alle casse dei Comuni soci e di tutti i cittadini”.

Sono state impresse sui marciapiedi le M di Metromare (foto d’apertura) col caratteristico logo che contraddistingue le vere metropolitane. Ma si può chiamare metropolitana quella del Metromare? “La UITP (Associazione internazionale del Trasporto Pubblico) definisce la metropolitana come un sistema di trasporto, nell’ambito delle conurbazioni, provvisto di sede propria priva di interferenzialità (vale a dire completa separazione del proprio tracciato da quello di altri sistemi di trasporto)”. Ma la prima tratta che attende di entrare in funzione e che collega le stazioni di Rimini e Riccione, in prossimità del sito di Officine Grandi Riparazioni, viene tagliata dalla linea ferroviaria, con tanto di passaggio a livello.

E’ stato anche stilato un programma d’esercizio. L’assetto transitorio prevede 176 corse al mese, 92 feriali e 84 festive, per una percorrenza di circa 27mila chilometri mensili. Per il periodo ottobre-dicembre 2019 ne erano stati conteggiati 81.426 di chilometri, ma poi è arrivato lo slittamento.

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