Altro che fuochi… Con 11mila euro finanziate i ‘Malatesta Cantos’

Altro che fuochi… Con 11mila euro finanziate i ‘Malatesta Cantos’

All’urlo di “una figata così, solo Rimini” il principesco Sindaco si dimentica che il compito di un Comune è fare cultura. Due esempi. Il Museo Fellini con ‘l’aiutino’ degli incarichi professionali esterni. E il sito felliniano ‘internazionale’ fermo dal 2011.

Benvenuti in Riviera, tutto fica, verga e c**o
Sono, invero, momenti straordinari per la vita civica riminese. Dopo Alea Iacta Est, dopo il “non sembra un tempio dei Cristiani ma un covo di adoratori del demonio”, con cui papa Piccolomini, ossia Pio II, declina la didascalia del Tempio Malatestiano onorando Sigismondo, il lupo di Rimini, “il miglior perdente della storia” (Pound dixit), del titolo di Anticristo, c’è capitato quel bravo cristo di Fabri Fibra, l’Hegel del rap italiano, a dare un logo idiota alla città, decapitando definitivamente la sua identità foriera di ferocia. “Una figata così, solo Rimini”, ha filosofeggiato il rapper; una frase buona da stampare sulle magliette, che l’augusteo Sindaco se la faccia tatuare dove dico io. Certo se a figata – da ficata, cioè “cosa molto bella”, sostantivo ormai archeologico, lo usava Jovanotti poco più che maggiorenne – sommiamo le allusioni, già rilevate a suo tempo, riguardo al logo rimining, che rimanda all’arte erotica del rimming – approfondite voi, semanticamente e letteralmente – vien fuori che tra fica, verga e culo – inteso come “buona sorte”, che culo tutta ‘sta gente alla Molo, avrà esultato l’augusteo Sindaco facendo yeah a Fabri Fibra – a Rimini ogni cosa va in vacca, a dirla buona.

Si ripiglia il bel Castello. E caccia a calci Sigismondo
Contenti i riminesi. Contento, lui, il principesco, il principino, lo è davvero. Ora Andrea II Gnassi, Sindaco che sogna di essere malatestiano, di malatestiano s’è preso, intanto, il Castel. “Parere favorevole della IV e V commissione alla riconsegna al Comune di Rimini del Complesso della Rocca Malatestiana da parte della Fondazione Carim”, recita la velina comunale inviata ieri. E cosa ci fa il Sindaco malatestiano del bel castello marcondirondirondello. Fa sloggiare Sigismondo e ci mette il Museo Fellini. Il progetto, ancora fumoso, prevede – leggiamo dalla velina – che “le sale rinascimentali siano valorizzate e trasformate in botteghe e set felliniani; l’Ala di Isotta sarà dedicata a call di artisti internazionali chiamati a rievocare e rielaborare temi e atmosfere dei film di Fellini”. Scritta così, è roba da urlare al macello estetico: la parola call fa venire in mente un film horror – in effetti, l’idea, che funziona negli apericena di sinistra, che figata, diranno, brindando con Fabri Fibra, è una sonora stortura – figuriamoci le ‘botteghe’ e i ‘set felliniani’ – ma cosa vuol dire? ma cosa ci mettono? Intanto, però, l’augusteo sta cominciando a spender soldi nel fumoso Museo Fellini. Stando alla Delibera di Giunta n. 165, dei 9 milioni ministeriali – cioè, degli italiani tutti – hanno stabilito gli 850mila euro per il “Giardino del Castello”. La cosa sicura e certificata è l’aiutino di “Euro 41.424,89 per incarichi professionali esterni già finanziati a carico dell’ente”. Buon esempio di come un progetto che ‘tanto paga lo Stato’, poi lo paga anche il Comune, cioè voi, riminesi, tanto, una figata così, solo Rimini.

Il sito internazionale su Fellini: fermo da 6 anni
Ma, a proposito di Fellini. Non sarebbe bene partire dalle piccole cose di altissima utilità, come vuole il libro dei sogni della brava azdora? Prendiamo il sito della fu Associazione ‘Fondazione Federico Fellini’, www.federicofellini.it, che ora è lo specchio della Cineteca Comunale del Comune di Rimini, da quando Sua Potestà Gnassing – cioè, voi, miei cari riminesi – si è pappato tutti gli averi, i documenti e i cimeli della fu Fondazione. Del sito – che costò parecchio, quel dì – frega poco un po’ a tutti. La versione in italiano è aggiornata al gennaio 2017, pazienza. Il fatto è che il sito, con lungimiranza digitale – chi vive oltre Italia guarda solo quello, mica fa una call a Gnassing – fu costruito anche nella versione inglese, spagnola, tedesca e francese. Beh, quella parte del sito è ferma al 2011. Sei anni di stallo. Che senso ha edificare un Museo Fellini a vocazione internazionale se poi non dai agli stranieri la possibilità di informarsi? Misteri gnassiani.

Altro che fuochi… Con 11mila euro finanziate i ‘Malatesta Cantos’
Ma, a proposito del Castel Sismondo. Cosa ne fa il principesco Andrea II Gnassi? Gli dà letteralmente fuoco. I fuochi artificiali hanno onorato i 600 anni dalla nascita del più illustre riminese di sempre – d’altronde, veniva da Verucchio ed era nato a Brescia – Sigismondo Pandolfo Malatesta. Spesa, come da Determina dirigenziale n. 1284, 12.749 euro. In particolare: 1.464 euro vanno a Marina Massironi per la lettura del testo di Lia Celi; 305 euro se ne vanno in Siae; 10.980 euro sono andati per “realizzazione dello spettacolo pirotecnico”. Ora, vanno bene i fuochi d’artificio, per carità. Ma non c’è solo lo ‘spettacolo’. Ogni tanto, specie se si parla di SPM, dovrebbe esserci la ‘cultura’. Con poco meno di 11mila euro il Comune avrebbe potuto finanziare la traduzione con un commento adatto dei ‘Malatesta Cantos’ di Ezra Pound. Facendo quello che dovrebbe fare un Comune: attività culturale. Invece, niente. Pound e il Malatesta, probabilmente, non rientrano nella categoria Una figata così, solo Rimini. C’è da mordersi le mani e da strapparsi le palle, perché il lavoro è tanto, tantissimo. Un esempio? Eccolo. Nel numero di Encounter del maggio 1976 C. David Heymann pubblica e commenta le Letters from Ezra Pound to Benito Mussolini. Frega a qualcuno? A nessuno. Benissimo. Me le tengo per me.