Covid-19 e partite Iva: ecco quali misure sono davvero utili per reggere l’urto della crisi

Covid-19 e partite Iva: ecco quali misure sono davvero utili per reggere l’urto della crisi

"E’ immaginabile che nei prossimi mesi, il virus sarà contenuto o addirittura eliminato, ma la crisi finanziaria che ci ha colpito produrrà i suoi effetti negativi sull’economia “reale”, sulle imprese e le famiglie e scalfirà l’intero sistema economico produttivo con effetti gravi sotto l’aspetto sociale, impoverendo quanti fino ad ora hanno lottato per sopravvivere". Lo dice il presidente regionale dell'Associazione “Partite Iva Insieme per cambiare”. Che avanza proposte mirate, spiega quali provvedimenti sono efficaci e quali non lo sono. Ma bisogna intervenire in fretta: lavoratori autonomi e piccoli imprenditori non possono reggere per mesi senza incassi.

Il popolo delle partite Iva per la maggior parte è fatto da lavoratori autonomi e piccoli imprenditori che non ha uno stipendio ma vive grazie agli incassi delle proprie attività con tanti sacrifici, sopraffatti, spesso, da concorrenza sleale di altri operatori stranieri.

Detto questo, non possiamo sottovalutare questo aspetto vitale delle attività che non potrebbero “reggere” senza incassi per 3, 4 o 5 mesi.
Non è risolutivo né di aiuto posticipare il versamento delle Imposte quando, comunque a distanza di poco tempo bisogna versarle o rateizzarle per un massimo di 5 rate.
Pertanto è necessario che il Governo metta in atto una serie di provvedimenti che esonerano il Popolo delle Partite Iva dal pagamento di qualsiasi imposta, tasse e contributi per almeno tre mesi (ovvero fino al 31 maggio 2020), oltre alla eliminazione delle rate dei debiti tributari e cartelle esattoriali per lo stesso periodo.
Nel contempo dare la possibilità con procedure “veloci” di acquisire un minimo di liquidità con garanzia statale (nel Decreto si fa riferimento a CDP Spa). Sotto alcuni numeri di riferimento del MEF:

Se lo Stato rinunciasse ad un solo mese di incassi, (importo in neretto della tabella) potrebbero essere sufficienti per dare fiato ed arginare gli effetti catastrofici all’economia nazionale.

Nel provvedimento vengono riconosciuti 500,00 euro per tre mesi agli autonomi. Quindi un lavoratore autonomo, secondo il legislatore vale ricavi per € 6.000,00 all’anno oltre alle imposte?

Si è salvaguardato troppo il reddito da lavoro dipendente con alcuni incentivi con fini discutibili. La cassa integrazione in deroga per tutti è un buon provvedimento.

Per le partite Iva è necessaria liquidità immediata oltre alla sospensione dei mutui e finanziamenti. Non è pensabile che il legislatore non abbia considerato che gli autonomi e imprenditori che non incassano possano pagare le rate dei mutui e dei finanziamenti. Solo così possiamo avere una chance di ripartire.

Per le botteghe e negozi è inutile un provvedimento che permette un credito d’imposta del 60% de canone di locazione per il solo mese di marzo:

– Difficilmente quest’anno si farà utile

– Bisogna finanziarlo per intero e per almeno tre mesi.

Alberghi, ristoranti, bar, negozi e altre attività merceologiche sono entrati in una crisi profonda dovuta all’elevato indebitamento dovuto ai mancati incassi. Se non si vendono beni e servizi non si riescono a pagare imposte, fornitori, mutui, dipendenti e servizi. Alcune di queste attività pagano canoni consistenti (categoria D) e devono essere finanziate con provvedimenti che riescano ad ammortizzare almeno parte della stagione turistica 2020 (30 giugno 2020). Bisogna elargire contributi che permettano di coprire almeno i costi di affitto da febbraio a maggio.
Una strada percorribile potrebbe essere, come è stato già proposto dal Popolo delle Partite Iva:

– Azzeramento dell’Imu categoria D, quota a carico dello Stato; questo permetterebbe ai proprietari degli immobili di diminuire il canone di affitto con effetto diretto sulla liquidità aziendale. (è necessario un provvedimento contestuale che obblighi i proprietari a calmierare il canone d’affitto); Dati ufficiali incasso massimo potenziale per Imu categoria D per la quota Stato:

– Circa 5 mld per aiutare veramente e non con il meccanismo del credito d’imposta.

– Azzeramento della Tari per il periodo di chiusura delle attività commerciali, delle quali si dovrà fare carico il Governo Centrale con trasferimenti agli Enti Locali a copertura del mancato incasso;

– Blocco delle rate relative alle cartelle esattoriale di Agenzia Entrate
Riscossione per un anno;

– Sospensione dell’applicazione degli Studi di Settore;

E’ immaginabile che nei prossimi mesi, il Virus sarà contenuto o addirittura eliminato, ma la crisi finanziaria che ci ha colpito produrrà i suoi effetti negativi sull’economia “reale”, sulle imprese e le famiglie e scalfirà l’intero sistema economico produttivo con effetti gravi sotto l’aspetto sociale, impoverendo quanti fino ad ora hanno lottato per sopravvivere.

E’ auspicabile che gli interventi a livello centrale vengano fatti in tempo utile facendo sentire il proprio peso positivo prima e non quando è oramai troppo tardi. Riteniamo che i provvedimenti presi possano essere solo una parte e non pensiamo nemmeno che possano essere i soli!

Associazione “Partite Iva Insieme per cambiare”
Corrado Della Vista
Presidente Regionale Emilia Romagna