Emergenza furti

Emergenza furti

Rassegna dai quotidiani oggi in edicola

Nuovo colpo ai "Malatesta" ma è emergenza furti anche nelle abitazioni. Abusi edilizi: sequestrato cantiere a Covignano, 300 violazioni finite in procura nel 2017. Crac 'Voce', spariti 3 milioni: i conti sammarinesi sono vuoti. Scatta l’allerta alluvioni, paura per il Marecchia. Foresta galleggiante in mare. Le barche rischiano di affondare.

Nuovo colpo ai “Malatesta” ma è emergenza furti anche nelle abitazioni. “Si calano dal tetto e mettono a segno un colpo sovrapponibile al furto della scorsa settimana ai danni di alcuni esercizi commerciali del centro commerciale “I Malatesta”. I ladri anche stavolta si sono trasformati in acrobati, ma la loro spregiudicatezza è probabilmente giustificata da una buona conoscenza, perfino sospetta, dei meccanismi di sicurezza e di sorveglianza. Il tetto non è dotato di allarme, in alcune ore non c’è vigilanza e il percorso che hanno seguito, lontano dalle gallerie, non è inquadrato da telecamere (o almeno non da telecamere funzionanti). Una serie di circostanze che hanno fatto ipotizzare l’azione di un basista…. Stavolta hanno svaligiato cinque negozi di abbigliamento, accessori, videogiochi e telefonia, gli stessi della scorsa settimana più altri due”. E’ stato di 40mila euro il bottino quantificato nel furto precedente. (…) “…quella dei furti resta un’emergenza per Rimini, al primo posto in Italia per le statistiche. Una recrudescenza si è avuta in occasione del “ponte” festivo, sebbene gli stessi numeri dicano che negli ultimi anni il numero dei furti in abitazione in provincia sia diminuito da più di cinque a poco meno di quattro colpi al giorno”. (Andrea Rossini, Corriere di Rimini)

Abusi edilizi, scattano i controlli. Sequestrato cantiere a Covignano (Mario Gradara, Carlino Rimini). “Dopo le verifiche preliminari la stessa municipale ha messo a segno la nuova operazione in materia di antiabusivismo edilizio, che ha portato al sequestro del cantiere, sorto in una zona sottoposta a vincolo paesaggistico, sul ‘colle’ di Rimini. Il titolo edilizio era scaduto fin dall’aprile del 2016. Nonostante ciò i lavori continuavano. (…) Sia i proprietari dell’immobile che il direttore dei lavori sono stati denunciati per la violazione alla normativa edilizia e sismica. La proprietà però nega ogni addebito: «Nessun abuso, è un errore degli uffici, l’autorizzazione è in corso, chiariremo tutto». Nel 2017 gli agenti della Polizia municipale hanno fatto 1.670 accertamenti edili, 185 in più rispetto all’anno precedente, che hanno portato nel solo ambito penale a 989 atti di polizia giudiziaria, 137 in più del 2016; 245 le notizie di reato redatte dopo accertamenti svolti; 38 violazioni penali contestate per la mancanza del collaudo; 25 violazioni per dichiarazioni false: 308 abusi edilizi finiti in Procura (309 l’anno precedente). Inoltre, per conto della Procura, sono state svolte 98 indagini. Sono sei i cantieri sequestrati, e 310 le pratiche inoltrate allo sportello unico per l’Edilizia”.

Crac ‘Voce’, spariti 3 milioni: i conti sammarinesi sono vuoti (Carlino Rimini). “Le indagini su Gianni Celli, l’ex editore de ‘La Voce’ (difeso dagli avvocati Alessandro Catrani e Nicola Mazzacuva), sono concluse. Le imputazioni contestate spaziano da bancarotta fraudolenta distrattiva a quella societaria con altre ipotesi come il falso in bilancio e la distrazione di contributi per l’editoria. E’ di ieri la notifica dell’atto, firmato dal pm Luca Bertuzzi che dal 2016 indaga, in seguito al fallimento della società che editava il quotidiano, sulla sparizione dei fondi per l’editoria, oltre tre milioni di euro, ottenuti per la sua attività di editore ed invece dirottati ad altre sue società, del settore immobiliare. Insieme a Celli sono indagati anche l’ex direttore del ‘La Voce’, Raimondo Baldoni, il figlio di Celli, Camillo, e il nipote Gabriele Domeniconi”.

Scatta l’allerta alluvioni, paura per il Marecchia: «Bloccati dalla burocrazia» (Andrea Oliva, Carlino Rimini). “Alvei fluviali con arbusti alti, rami a terra e canneti. Un potenziale pericolo in caso di alluvioni. Il caso più eclatante è quello del Marecchia nella zona a ridosso della foce, dal ponte della Ss16 guardando verso mare (…) «Ci siamo già mossi – premette il responsabile del servizio tecnico di bacino, Mauro Vannoni -. Stiamo nominando il direttore dei lavori e a breve partirà l’intervento, ma non è semplice. Dobbiamo sottostare a tante norme ed anche a vincoli che ci impediscono di svolgere i lavori nei mesi ottimali, quelli tra la primavera e l’estate». (…) Sull’Uso è già in atto la manutenzione – riprende Vannoni -. L’impresa sta lavorando a pieno regime. Non ci sono situazioni critiche, ma manutenzioni ordinarie da fare, anche nel resto dei fiumi».

«Foresta galleggiante in mare. Le barche rischiano di affondare» (Mario Gradara, Carlino Rimini). “Le acque dell’Adriatico riminese si stanno riempiendo di tronchi d’albero e rami. Una vera giungla, arrivata sinora al largo della parte nord del territorio. Ma la corrente spinge verso Sud. Una quantità di legname finita in mare – spiegano gli addetti ai lavori – senza precedenti. Che mette a rischio le attività di pesca e diporto”. (…) «E il peggio deve ancora arrivare – attacca Gian Carlo Cevoli, presidente della cooperativa Lavoratori del mare di Rimini –. I tronchi arrivano dopo tutte le fiumane, ma questa volta si annunciano più consistenti. I radar dei pescherecci, quando gli alberi sono a pelo d’acqua, non li registrano. Di giorno i pescatori cercano di individuarli a vista, di notte c’è poco da fare. Se sarà il caso limiteremo le uscite di pesca alle ore di luce. Ma il peggio sarà quando affondano: si impigliano nelle reti e le distruggono».