Il sindaco viaggia col “monster” di proprietà Ducati e lo parcheggia nell’atrio del Comune

Il sindaco viaggia col “monster” di proprietà Ducati e lo parcheggia nell’atrio del Comune

Andrea Gnassi si è anche ritagliato un inedito ruolo da "ambasciatore" di Rimini motorizzato. Titolo che gli consente di utilizzare un gioiello da 12mila 500 euro immatricolato e assicurato dalla casa motociclistica di Borgo Panigale solo per lui. Che oltre a scorrazzare se stesso porta in giro il "manifesto turistico" della città. I riminesi pagano la benzina. Non è un fenomeno?

Difficile parcheggiare la moto? Non per il sindaco, che se la porta dentro il Comune. Anche perché è una moto fichissima e costosa, non di sua proprietà e dunque da custodire con cura. Avevate perso le tracce del fiammante Ducati Monster 797 ricevuto dal sindaco di Rimini nel luglio di due anni fa? Ricorderete però molto bene l’insolito “regalo” atterrato sul primo cittadino. Personalizzato dal designer Aldo Drudi, fu consegnato ad Andrea Gnassi nella sede di Borgo Panigale della Ducati dall’Ad Claudio Domenicali.

Gli ottimi rapporti fra il sindaco e la casa motociclistica non sono un segreto per nessuno e hanno visto concretizzarsi diverse collaborazioni a Rimini: dalla presentazione del nuovo Monster 821 al Villaggio Ducati, dalla mostra “La Rossa ed il Lungomare: 1946 – 2016. 70 anni di passione Ducati in Riviera” alla “Rimini Street Food”, la prima guida on the road dedicata ai cibi di strada, ed altro.
Perché personalizzato? Perché l’obiettivo è stato quello di farne il “manifesto turistico” di Rimini, così venne spiegato in quel luglio del 2017. La solita sparata mediatica? Molto fumo e poco arrosto? Fate un po’ voi. Sta di fatto che serbatoio e parafango della moto sono stati tempestati dai simboli della città di Fellini: quindi il Grand Hotel, la piadina, gli eventi (Al Meni, Molo Street Parade, Notte Rosa, il Ponte di Tiberio…). Una moto iconica.

Ma di fatto è la moto del sindaco. E’ lui che la inforca e solo lui. “L’utilizzo della Ducati monster è regolamentato da un comodato d’uso gratuito a favore del sindaco, l’unico autorizzato a utilizzarla (assieme, per motivi operativi e di servizio, ad un dipendente dell’autoparco comunale)”, ci spiega l’amministrazione comunale. Gnassi va in ufficio, cioè in Comune, in sella a questo gioiello. Non deve fare nemmeno la fatica di trovare uno stallo libero. Parcheggia nell’atrio di palazzo Garampi, si toglie il casco, sale le scale e comincia la sua giornata di mayor. Un vero “monster”. Sulla stampa si è letto che questa Ducati è stata messa a disposizione del sindaco di Rimini, ed anche che è stata donata. Facendo una visura al pubblico registro automobilistico risulta che il mezzo è stato immatricolato dalla Ducati Motor Holding appena il 5 giugno scorso, quasi due anni dopo la cerimonia bolognese. Ed è anche assicurato dalla stessa società, che paga pure il bollo. Quindi il sindaco viaggia a spese Ducati. Ma a scopi promozionali. Per il bene dei riminesi, insomma. Fa l’ambasciatore di Rimini col sedere sopra una moto da 12mila e 500 euro. Ma poi percorrerà “in lungo e in largo lande e territori”, per usare il suo slang, trasportando “in giro per il mondo” grazie al Monster “il genio e il fascino” del made in Rimini? Oppure farà il bullo rombante fra il Borgo e piazza Cavour, e dunque regalando poca visibilità ai “marchi” di Rimini?

La Ducati del sindaco parcheggiata nell’atrio del Comune di Rimini

Tutto gratis per il sindaco motorizzato Ducati, o quasi. La benzina è a carico dei riminesi.

E’ opportuno che il sindaco riceva un “regalo” di questa natura, seppure per i fini dichiarati? Se esiste un Codice di comportamento al quale sono tenuti i dipendenti comunali, non dovrebbero attenersi ad analoghe condotte anche i pubblici amministratori? Il “Codice” prevede ad esempio che “il dipendente non accetta regali o altre utilità, salvo quelli d’uso di modico valore (non superiore a 100 euro e cumulativamente a 500 euro)”, e se di importo superiore li “mette immediatamente a disposizione dell’Amministrazione, per la restituzione o per essere destinati, ove possibile, a fini istituzionali, ovvero per essere devoluti ad associazioni di volontariato operanti sul territorio comunale”.

Il concetto di utilità è abbastanza ampio e probabilmente comprende anche una fattispecie come quella della moto in uso al sindaco. Non si rischia poi di creare un precedente? Se altre aziende che intrattengono rapporti “di lavoro” col Comune di Rimini decidessero di offrire al sindaco utilità di vario tipo, seppure brandizzate, cosa accadrebbe? E le accetterebbe tutte?

Per chi entra in Comune fa un certo effetto quella naked piazzata nel palazzo. Il primo pensiero che ti salta in mente è quello di chiamare la polizia municipale e far multare il proprietario che ha avuto tanta sfrontatezza. Il secondo pensiero è che se il mezzo si trova lì significa che è in uso a qualcuno che può tutto. Il terzo pensiero è che l’unico che in questo momento può tutto all’interno di quell’antico palazzo, che pure ne ha visti molti e variamente assortiti di sindaci ma assai diversi dal suo “stile di guida”, risponde al nome di Andrea Gnassi. Poi però s’insinua anche un quarto pensiero: ma non potrebbe volare più basso? Cominciando col parcheggiare, come fanno tutti gli altri umani, in uno spazio all’aperto e non all’ingresso del Municipio? In fondo la pubblicità è l’anima del commercio, come ben dovrebbe sapere Andrea Gnassi, e dunque più persone la vedono la sua Ducati e meglio è per la mission di quell’oggetto. E il quinto arriva a ruota: e una bicicletta iconica no?