L’islamica Sumaya letta dal PD nelle scuole e i Fratelli Musulmani. Quello che c’è da sapere

L’islamica Sumaya letta dal PD nelle scuole e i Fratelli Musulmani. Quello che c’è da sapere

È stata dirigente della principale espressione dei Fratelli Musulmani in Europa

Sumaya Abdel Qader, letta dal PD ai bambini delle elementari di Santarcangelo, ha legami con il movimento integralista dei Fratelli Musulmani? Per anni è stata dirigente della principale espressione dei Fratelli Musulmani in Europa. Ad affermarlo è proprio la Vice-Guida Suprema dell’associazione islamista. Nel “bagaglio culturale” di Sumaya spunta il nome di Hasan Al Banna, il fondatore dei Fratelli Musulmani. Ora attendiamo le dimissioni di chi l’ha propagandata nelle scuole.

Come abbiamo già potuto appurare nella puntata precedente, la madre di Sumaya Abdel Qader tifa per i terroristi islamici di Hamas, mentre il padre Mohamed Abdel Qader stringe con fierezza la mano al leader dei Fratelli Musulmani egiziani Morsi, ora in galera. Non solo entrambi i genitori di Sumaya e suo marito Abdallah Kabakebbji hanno legami con il movimento integralista islamista dei Fratelli Musulmani. Anche per Sumaya ci stanno parecchie cose da dire. Questa è la mia risposta alle obiezioni di chi, per tentare l’ultimo disperato tentativo di arrampicata sugli specchi, dice con una certa dose di nonchalance: “Se la cosa riguarda i suoi familiari, lei che colpa ha?”.

Andiamo con ordine. Sumaya Abdel Qader ha sostenuto sul proprio blog ufficiale che nel suo “bagaglio culturale” trovano posto autori musulmani tra cui Hasan Al Banna. Nessuna parentela qui, molto semplice. Non è lo zio del cugino di tizio o il fratello di caio. L’integralista Hasan Al Banna è proprio il fondatore dei Fratelli Musulmani. Un simpaticone che amava predicare: “La natura dell’Islam è dominare, non essere dominati. Imporre la sharia a tutte le nazioni ed estendere il suo potere nell’intero pianeta”. Insomma, non proprio un amante della libertà e della democrazia. Come può essere considerato un punto di riferimento culturale un islamista come Al Banna che aveva come progetto quello di dominare il mondo con l’islamizzazione forzata, imponendo la legge coranica a tutti i paesi presenti sulla faccia della Terra? Quale bagaglio potrà mai costituire un estremista islamico che ha creato un movimento ad hoc, purtroppo ancora oggi presente e diffuso, per poter perseguire questa folle strada? Senza poi dimenticare le sue frasi intrise di antisemitismo: “Israele esiterà e continuerà ad esistere fino a quando l’Islam lo cancellerà, proprio come ha cancellato altri prima di esso”. Ma tutto ciò non fa più notizia. Così come non ho visto indignati a sinistra per la manifestazione antisemita svoltasi nella democratica Milano dove Sumaya Abdel Qader è consigliere comunale eletto nel PD. Centinaia di islamici hanno gridato “morte agli ebrei, l’armata di Maometto ritornerà”. Dimostrazione pratica che i Fratelli Musulmani sono già arrivati in Italia.

Ma non solo la figura di Hasan Al Banna lega in un certo senso Sumaya Abdel Qader all’orbita dei famigerati “Muslim Brotherood”. Lei nega ovviamente di far parte dei Fratelli Musulmani e infatti in Italia, almeno nominalmente, non esiste ancora l’associazione dei “Fratelli Musulmani italiani”. Però leggendo le precise parole da lei pronunciate, ho notato una pesante contraddizione attraverso un’accurata ricerca. Sumaya chiosò: “Affermare di non appartenere ai Fratelli Musulmani è per me un semplice atto di onestà. La mia storia è diversa da quella dei Fratelli Musulmani. Lo è quella dei musulmani europei e non potrebbe essere altrimenti”. A questo punto mi sono chiesto quale sia la storia di questo Islam europeo di cui parla.

Per scoprirlo occorre spulciare il curriculum di Sumaya. È stata membro direttivo del FEMYSO (dipartimento giovani e studenti della FIOE) per due anni dal 2003 al 2005. Ed è stata dirigente della stessa FIOE (Federation of Islamic Oragnizations in Europe) per altri due anni. Da sempre i critici della FIOE hanno etichettato quest’ultima come il covo dei Fratelli Musulmani in Europa. Sappiamo bene che questi critici, bollati come islamofobi dal pensiero unico politicamente corretto, non vengono ascoltati dai “progressisti”, ma censurati sistematicamente, se non colpiti dall’arma giudiziaria. Ma quando a parlare non sono più i “nemici” della FIOE e di Sumaya, ma i Fratelli Musulmani stessi, direi che si possa chiudere completamente il discorso. Ibrahim Munir, Vice-Guida Suprema dei Fratelli Musulmani, in un’intervista rilasciata ad un quotidiano egiziano nel 2009 ha confermato che la Federazione delle Organizzazioni Islamiche in Europa (FIOE) è responsabile delle operazioni dei Fratelli Musulmani nel nostro continente. Fine delle scuse.

Valentina Colombo, ricercatrice di Storia dei Paesi musulmani all’Università europea di Roma, conferma: “Quello di Sumaya è un attivismo in una Fratellanza Musulmana 2.0. Il Fioe è l’istituzione che in Europa rappresenta e raccoglie le organizzazioni che sono legate all’ideologia della Fratellanza Musulmana. La prova di quello che dico sta nel fatto che ogni comunicato della Fioe compare regolarmente nella ‘Lettera dei Fratelli Musulmani’, pubblicata in arabo ogni venerdì a Londra. La Femyso è la corrispondente giovanile della Fioe”. E rincara la dose: “Quando parliamo di Fratelli Musulmani in Europa non parliamo dei Fratelli Musulmani così come sono in Egitto, la cui storia è legata al terrorismo. In Europa la strategia è diversa. Ma ho sentito con le mie orecchie persone vicine alla Femyso dire: “Ci accusano di essere legati ai Fratelli Musulmani? Ma se crediamo in Hasan al-Banna che male c’è?”. Insomma, sono sempre loro, ma dove sono numericamente inferiori (almeno per il momento) si comportano in modo diverso, con tanta furbizia e accurata strategia, per farsi accreditare dalle istituzioni.
Davanti a queste informazioni, appare pressoché imbarazzante l’affermazione pronunciata dalla stessa Sumaya al quotidiano “Il Giorno”, quando, durante le polemiche elettorali, disse: “Non mi risulta che nel Coordinamento Associazioni Islamiche di Milano (CAIM) vi siano persone vicine alla Fratellanza Musulmana”. Un po’ smemorata. Qualcuno dovrebbe far presente a Sumaya che la sua campagna elettorale è stata fortemente sostenuta da un certo Davide Piccardo, il fondatore ed ex coordinatore (dal 2011 al 2016) del CAIM. Adesso le ricordiamo i legami tra questo attivista islamico e i Fratelli Musulmani.

Piccardo, due giorni prima delle elezioni amministrative, ha invitato per un convegno a Milano il presidente dell’European Muslim Network Tariq Ramadan. Il signor Ramadan, oltre ad essere proprio il nipote di Hasan Al Banna, fondatore del movimento integralista e terrorista dei Fratelli Musulmani, è colui che si rifiutò di condannare l’imam che difese le mutilazioni genitali femminili perché “fanno parte della tradizione islamica”. Davide Piccardo prese anche le difese dell’Imam Tareq Al Suwaidan (già citato nel precedente articolo, poiché seguito su Facebook dalla madre di Sumaya). Tareq Al Suwaidan è leader dei Fratelli Musulmani del Kuwait, noto per le sue posizioni integraliste e antisemite. Per questo motivo bandito da Stati Uniti, Belgio e recentemente pure dall’Italia per decisione dell’ex ministro dell’Interno che, tra le motivazioni, ha indicato proprio la vicinanza di Suwaidan ai Fratelli Musulmani. Piccardo, dal canto suo, il 7 aprile affermò: “Ho avuto il piacere di conoscere Tareq Al Suwaidan e posso dire senza timore di smentita che non ha mai in nessun modo sostenuto posizioni estremiste o violente, tutt’altro”. Arrivati a questo punto andiamo a leggere la smentita che, invece, incute un po’ di timore, ovvero alcune tesi sostenute dall’Imam Tareq Al Suwaidan: “Tutte le madri della nazione islamica, non solo quelle palestinesi, dovrebbero nutrire i loro figli con l’odio verso gli ebrei. Li odiamo. Loro sono il nostro nemico. Dobbiamo instillare questo nelle anime dei nostri figli, finché una nuova generazione crescerà e li spazzerà via dalla faccia della Terra. È questo ciò che vogliamo”. Ecco cosa pensa il sedicente Imam pacifico e non violento che per Piccardo non avrebbe “mai in nessun modo sostenuto posizioni estremiste o violente”.

E dato che Sumaya per difendersi dalle pesanti critiche sorte in campagna elettorale, ha puntualizzato: “Sono stata tra i fondatori dell’associazione Giovani Musulmani d’Italia (GMI), rinomata per il suo impegno contro la radicalizzazione dei giovani”, vediamo, invece, chi sono i giovani di questa associazione. Tra i fondatori dei GMI troviamo subito suo marito, Abdallah Kabakebbj, che partecipa ad animati convegni con esponenti dei Fratelli Musulmani. Non può mancare ovviamente Davide Piccardo che oltre ad essere cofondatore dei GMI, diventò pure il responsabile della comunicazione. Mentre Chaimaa Fatihi, ex portavoce dei Giovani Musulmani d’Italia, pochi giorni dopo la decisione dell’ex Ministro dell’Interno, decise di esibire il “rinomato impegno contro la radicalizzazione” cianciato da Sumaya, schierandosi come Piccardo dalla parte di Tareq Al Suwaidan, definendo questo islamista antisemita in stile favolesco: “che uomo, che meraviglia di sapiente”.

Tornando a Davide Piccardo, nel caso non bastasse quanto già ricordato, quando in Francia vennero assaltati gli ebrei in una sinagoga, condivise su Facebook il video e commentò l’aggressione di matrice islamica con un vergognoso “è finita la pacchia.

Anche se a Sumaya “non risulta che nel CAIM vi siano persone vicine alla Fratellanza”, Davide Piccardo ha manifestato il suo sostegno ai Fratelli Musulmani, indossando una maglietta gialla con il gesto delle quattro dita e mimandolo anche con la sua mano. Questo simbolo, conosciuto come “R4BIA”, è utilizzato dai Fratelli Musulmani e da chi li sostiene. Il simbolo prende il nome dalla piazza Rabaa al-Adawiya, dove era stato tenuto un sit-in dai Fratelli Musulmani e dai suoi fiancheggiatori in Egitto, durato circa quaranta giorni. Del resto, sul sito ufficiale R4BIA.com fino a un po’ di tempo fa erano elencati i “valori” di questo simbolo, tra cui: “R4BIA is the grandchildren of Hasan Al Banna”. In poche parole R4BIA rappresenta i “nipotini” del fondatore dei Fratelli Musulmani.

Del resto, pure la signora Khalil, madre di Sumaya, sul suo profilo Facebook ha postato foto di Mohamed Morsi, leader dei Fratelli Musulmani in Egitto e del Presidente della Turchia Erdogan, mentre esibiscono il gesto delle quattro dita “R4BIA” dei Fratelli Musulmani.

Ricapitolando, dovremmo credere che Sumaya, a sua insaputa, è stata per anni dirigente della principale espressione dei Fratelli Musulmani in Europa (FIOE) ed ha elencato il fondatore dei Fratelli Musulmani Hasan al Banna nel suo “bagaglio culturale”. Inoltre, dovremmo pure credere al fatto che non abbia mai visto persone legate alla Fratellanza Musulmana nel Cordinamento delle Associazioni islamiche di Milano, Monza e Brianza, nonostante il pubblico sostegno pro-Fratelli Musulmani manifestato attraverso precisi riferimenti simbolici da Davide Piccardo (non a caso fondatore CAIM, ex coordinatore CAIM e sostenitore della campagna elettorale di Sumaya). E soprattutto, dovremmo convincerci che Sumaya, fosse all’oscuro del fatto che suo marito Abdallah Kabakebbj (il cui padre Maher Kabakebbj è presidente del CAIM) abbia collaborato per la tenuta di un convegno pubblico al Westin Palace con esponenti di spicco dei Fratelli Musulmani, riportato da diversi tg nazionali?

Stanco di essere preso in giro, sono convinto che sia giunto il momento che chi ha sbagliato paghi. Chi ha promosso a Santarcangelo il progetto “Oltre il velo” rivolto soprattutto alle scuole e nello specifico ai bambini di quarta e quinta elementare, che hanno dovuto ascoltare la lettura/propaganda del libro di Sumaya Abdel Qader, deve consegnare le dimissioni immediate, perché non solo si è reso protagonista di una clamorosa decisione, sfociata in una propaganda islamica di personaggi che hanno legami con i Fratelli Musulmani, ma ha anche negato tutto, nonostante questi fatti, nei mesi successivi. Dico “nonostante”, perché questo materiale era stato già inviato dal sottoscritto anche al Sindaco, al Vice-Sindaco, alla Giunta e ai consiglieri di maggioranza (Presidente del Consiglio Comunale incluso). Hanno preferito tacere e far finta di nulla.