Nuovo direttore dei Musei comunali: “impallinato” l’avviso pubblico

Nuovo direttore dei Musei comunali: “impallinato” l’avviso pubblico

Secondo gli annunci di palazzo avrebbe già dovuto essere al proprio posto da gennaio. Invece tutto è in ritardo. E l'Ordine provinciale degli architetti ha chiesto al Comune di integrare tra i titoli di studio dei candidati anche le lauree in architettura, inizialmente escluse per premiare, stranamente, quelle "dell'area umanistica". Ora i termini di presentazione delle domande sono stati spostati a inizio agosto. Un caso. Clamoroso.

Non c’è pace per i Musei comunali. Dopo soli due anni ha salutato l’amministrazione comunale guidata da Jamil Sadegholvaad l’ex direttore Giovanni Sassu, per “motivi personali e familiari”: composta allegria e parole di circostanza all’addio, ma di fatto una partenza mai spiegata del tutto. Ci torneremo. Ancora prima era stato l’assessore alla cultura Massimo Pulini a fare le valigie e a dire “ciao ciao” ad Andrea Gnassi. Un’altra doccia gelata immediatamente riscaldata in una sauna di giustificazioni e supercazzole che hanno fatto sudare… freddo.
Entrambe le figure erano, a parere degli addetti ai lavori, quotate e meritevoli. Evidentemente quella di Rimini non è una piazza facile e, ancora più evidentemente, deve esserci qualche problema di fondo, non in capo alle figure “tecniche” (che, lo ripetiamo, avevano tutte le carte in regola) ma nella catena di comando politico, a partire dai primi cittadini e arrivando ai Lari e Penati dei giorni nostri. Nessuno però, purtroppo, sembra chiedersi dove stia il vulnus.
Ora i guai continuano, anzi deflagrano, e si annidano nella scivolosissima procedura di individuazione del nuovo dirigente, contro la quale ha avuto qualcosa da ridire nientemeno che l’Ordine provinciale degli architetti.
Stanno succedendo cose incredibili, inspiegabili in una città che ha avuto l’ardire di candidarsi e ricandidarsi a capitale della cultura. O forse no, era già tutto previsto, come insegna Riccardo Cocciante: Era già tutto previsto / Fino al punto che sapevo / Che oggi tu mi avresti detto / Quelle cose che mi dici.
Dunque, con ordine.
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Primo novembre 2024. Il sindaco annunciava: “A fine anno il direttore dei Musei, Giovanni Sassu, terminerà la sua esperienza a Rimini”. Terminerà? Ma se aveva appena cominciato (aprile 2022). A leggere il post social con foto di rito del sindaco (col sorrisetto) che restava e del dirigente che partiva (invertire no?), era sembrato di trovarsi davanti a questa narrazione: il destino imperscrutabile ci ha privati di un’altra risorsa. Ma a noi che ci cambia? Niente! Siamo i numeri uno. Le vinciamo tutte.
Eppure, altroché sorrisetto. Ci sarebbe stato da piangere pensando anche alla ancora caldissima bocciatura di “Vieni oltre”. Insomma, tutto bene, anzi benissimo, come sempre. Sassu “continuerà a collaborare con i Musei per alcuni progetti speciali”. Nient’altro che un raffreddore di stagione, di quelli però che falcidiavano i capi ingrigiti della vecchia Unione Sovietica. E poi: “Siamo comunque già pronti a trovare chi dovrà raccogliere la sua eredità: in questi giorni si apre la procedura pubblica per selezionare il nuovo direttore, che sarà operativo già all’inizio del nuovo anno. Una chiamata a livello nazionale che ambisce ad individuare una figura altamente qualificata, al pari del suo predecessore”. E fortuna che erano già pronti a palazzo Garampi perché se fossero stati impreparati… meglio non pensarci. La stampa che abbaia e che nella tradizione anglosassone è stata definita “watchdog journalism”, spiegò che a gennaio 2025 il nuovo direttore dei Musei sarebbe apparso all’orizzonte.
Invece, pronti non erano e i Musei sono, come nel recente passato è accaduto non di rado, senza direttore da sette mesi.
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13 giugno 2025. Nella pomposa cornice del lancio su Marte del piano strategico della cultura, l’assessore Michele Lari si proiettò anche lui in avanti e profetizzò: “Ne approfitto […] per annunciare che proprio questa mattina è uscito il bando di selezione per il nuovo direttore dei Musei, avviso che starà fuori 20 giorni e che ci permetterà di avere in organico il nuovo direttore già a settembre”. Settembre 2025? Inizio o fine? Vieni oltre che ti aspettiamo.
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17 giugno 2025. Dagli oracoli si passa a qualcosa di leggermente più concreto, cioè – in burocratese – all’atteso “avviso pubblico”. Cosa dice? Che si cerca la figura professionale a cui affidare la direzione dei Musei comunali di Rimini. Amarcord? È la figura che stando alle anticipazioni avremmo già dovuto avere da sei mesi. Durata dell’incarico, fino al termine del mandato del sindaco, ma di questo passo quel termine arriverà presto e al futuro dirigente non rimarrà troppo tempo a disposizione. Perché anche beneficiando dello “slittamento” in avanti delle prossime elezioni comunali, non si andrà oltre la primavera del 2027.
Dovremo essere per forza di cose sintetici a proposito di questo avviso pubblico (che comunque si può leggere qui integralmente), non firmato dal dirigente del settore “Sistemi culturali di città” ma dal segretario e direttore generale. L’oggetto è questo: “Avviso pubblico per l’assunzione […], con rapporto di lavoro a tempo determinato di durata pari alla durata residua del mandato del Sindaco in carica, salvo proroga o rinnovo, di un funzionario socio-culturale cui affidare i compiti e le funzioni di direttore dei Musei comunali”.
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Tra i requisiti di accesso si legge:
«a) abbia conseguito uno dei diplomi di laurea (DL) di cui all’ordinamento previgente al D.M. 3 novembre 1999, n. 509 (lauree del vecchio ordinamento) o titoli ad essi equiparati (Decreto interministeriale 9 luglio 2009: “equiparazione tra lauree di vecchio ordinamento, lauree specialistiche e lauree magistrali”) o equipollenti: Lauree appartenenti all’area umanistica; secondo la classificazione delle Aree e delle Classi di Laurea adottata dal MIUR (https://offf.miur.it/pubblico.php/ricerca/aree_e_classi/p/miur);
b) abbia conseguito altresì un Master universitario di II livello o un Diploma di specializzazione ‘post lauream’ o il dottorato di ricerca in materie appartenenti all’area umanistica; oppure, in alternativa al requisito di cui al punto b);
c) abbia maturato un’esperienza lavorativa di almeno 5 anni, anche non continuativi, presso o in favore di musei pubblici e/o privati, con riferimento allo svolgimento di attività afferenti alla programmazione culturale, oppure, ancora;
d) abbia ricoperto la posizione di direttore di musei pubblici e/o privati per almeno 2 anni».
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Come come? Laurea umanistica? Stando a quanto stabilisce nella sua “Carta” (adottata anche nel nostro Paese) il Comitato nazionale italiano dell’International Council of Museums (ICOM), cioè l’organizzazione mondiale che rappresenta i musei e i professionisti museali, i requisiti per l’accesso all’incarico di direttore di museo dovrebbero includere: una competenza specialistica in museologia e nelle discipline attinenti alla specificità del museo; una laurea specialistica o laurea del vecchio ordinamento nelle discipline attinenti alla specificità del museo; esperienza pluriennale in ambito museale pubblico o privato o in istituti affini; conoscenza almeno della lingua inglese.
Ergo, la richiesta “competenza specialistica in museologia” sembrerebbe non essere garantita da “lauree in discipline umanistiche”.
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Avanti senza intristirsi perché le sorprese sono ancora tante. Nell’avviso pubblico di cui sopra vi era un termine tassativo per la presentazione delle domande: “entro e non oltre le ore 12.00 del 3 luglio 2025”. Si precisava, altresì, che “lunedì 7 luglio 2025 sarà pubblicata una comunicazione inerente all’ammissione dei candidati alla selezione, e alla data di pubblicazione degli esiti della valutazione dei curricula. Successivamente verrà pubblicato l’elenco dei candidati ammessi ai colloqui con il Sindaco, nonché il calendario dei colloqui stessi”.
Macché! Il 7 luglio, con quattro righe l’amministrazione comunale rinviava all’11 luglio per “informazioni inerenti all’ammissione dei candidati e alla data di pubblicazione degli esiti della valutazione dei curricula”. E l’11 luglio il colpo di scena, che riportiamo integralmente, perché si riaprono le danze con una “integrazione in merito all’ampliamento dei titoli di studio ammessi per la partecipazione”:
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«SI COMUNICA
Che l’avviso di selezione sarà oggetto di integrazione in merito all’ampliamento dei titoli di studio ammessi per la partecipazione.
Di conseguenza ai sensi dell’art. 6 per il Regolamento per la disciplina dei concorsi e delle procedure selettive di accesso agli impieghi presso il Comune di Rimini, saranno riaperti i termini di pubblicazione dell’avviso modificato.
La nuova pubblicazione è prevista DAL 14 LUGLIO AL 4 AGOSTO 2025.
Il nuovo avviso di selezione e il provvedimento di integrazione e riapertura dei termini saranno disponibili sulla presente pagina web dedicata alla selezione, da lunedì prossimo, 14 luglio 2025.
Sono fatte salve le domande pervenute entro i termini di scadenza del precedente avviso di selezione, approvato con Determinazione dirigenziale n. 1575 del 12 giugno 2025».
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Cosa sia intervenuto nel frattempo lo si scopre solo leggendo il nuovo avviso, comparso ieri. Anche in questo caso la documentazione è cospicua e rimandiamo al portale dedicato (qui).
Ma, anzitutto, dalla determina dirigenziale n. 1873 del 9 luglio 2015, salta fuori che “VISTA la nota registrata al prot. N. 229128 del 2 luglio 2025 dell’Ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori della Provincia di Rimini, in cui si chiede l’integrazione dei titoli di studio ammessi, includendo anche le lauree in architettura (classe LM-4 o titoli equipollenti) in quanto ritenute coerenti con il profilo professionale ricercato;…”. È una notizia, anche abbastanza clamorosa. E d’altra parte anche solo guardando alla storia dei Musei comunali di Rimini, l’integrazione reclamata dall’Ordine degli architetti appare non solo corretta ma anche in linea con la storia della città, che ha avuto a lungo un direttore del Museo di via Tonini con la qualifica di architetto.
L’amministrazione comunale incassa, accoglie il “suggerimento” e, “al fine di consentire la più ampia partecipazione alla selezione, e tenuto conto della professionalità e della preparazione culturale richieste per il posto da ricoprire, di integrare, l’art. 2 comma 2 lettera a) dell’avviso di selezione includendo, oltre alla laurea appartenente all’area umanistica, anche le seguenti o equiparate o equipollenti:
LM-4 – Architettura e ingegneria edile-architettura;
LM-10 – Conservazione dei beni architettonici e ambientali;
LM-11 – Scienze per la conservazione dei beni culturali;
10/S – conservazione dei beni architettonici e ambientali;
12/S – conservazione e restauro del patrimonio storico-artistico”.
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Sembra, ribadiamo sembra, che sostanzialmente il chiarimento e la riapertura del bando abbiano questa volta attinto ai titoli specifici richiesti dall’ICOM, compresi quelli di architettura, ma lasciando ancora le “lauree umanistiche”. C’è qualche contraddizione?
Ripetiamo, non è possibile trattare in questa sede tutte le sfumature contenute negli atti e per ogni approfondimento rimandiamo a quelli già linkati sopra. Ma tutta questa trafila zoppicante è davvero poco allettante.
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Il primo avviso pubblico contemplava solo le “lauree umanistiche” escludendo quelle in architettura. Perché? Non di rado i direttori dei musei sono architetti e lo sono stati anche a Rimini. E allora cosa pensare? Il divo Giulio ci inviterebbe a non pensare male, anche davanti ad un sindaco che gongola annunciando una “chiamata a livello nazionale che ambisce a individuare una figura altamente qualificata” e poi mette fuori un avviso nel quale le lauree entrano in gioco come cavalli al rodeo. La sensazione di un piccolo guazzabuglio rimane.
Riassumendo: avviso pubblico tardivo, contestato per i suoi contenuti, necessaria integrazione dei requisiti d’accesso e riapertura dei termini di presentazione delle domande, con uno slittamento dei termini che lascia il museo acefalo, come lo è da quasi un anno.
Ora non resta che attendere le ore 12 del 4 agosto, data ultima (per ora) per la presentazione delle istanze, e poi l’8 agosto per conoscere le novità sull’ammissione dei candidati alla selezione e sulla data di pubblicazione degli esiti della valutazione dei curricula. Incrociamo le lauree… pardon, le dita.
E Giovanni Sassu dove si è posizionato? In aspettativa dal Comune di Rimini dal 1° gennaio per i motivi noti, è funzionario al Comune di Cento (Pinacoteca). Ovvero ha risolto la sua aspettativa con Rimini per andare altrove. Vieni oltre, nuovo direttore! E poi però resta con noi, anche quando scenderà la sera.

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