Per l’ampliamento della strada a Viserba abbattuti una settantina di alberi

Per l’ampliamento della strada a Viserba abbattuti una settantina di alberi

Piante anche molto robuste, che avevano impiegato parecchi anni per diventare grandi, in poco tempo sono state rase al suolo per realizzare il doppio senso di marcia a ridosso della linea ferroviaria. Ma stavolta le associazioni ambientaliste non si sono mobilitate.

“E’ in arrivo tanto verde”, rassicura una scritta (naturalmente di colore verde) che compare su un gigantesco pannello in tessuto che delimita il cantiere di viale Mazzini a Viserba. Ma il verde che è stato distrutto, nel silenzio di tutte le sigle ambientaliste, non era tanto? Eccome se lo era, e anche con profonde radici, perché in molti casi si trattava di alberi imponenti, nulla a che vedere con quelli, insomma, che saranno piantumati in futuro e che per assomigliare ai defunti impiegheranno molti anni. Prima si è proceduto di sega e poi di ruspa, e in alcuni casi non è stato facile sradicare certi colossi che erano lì da una vita.

Chi ci dice il numero dei tronchi, e relative chiome, spariti in un batter d’occhio a causa del progetto in corso di realizzazione che prevede l’allargamento della strada, che diventerà a doppio senso di marcia, e che interessa i viali Domeniconi, Caprara, Serpieri e Mazzini? Le mappe di Google.
Il grosso del verde era posizionato fra le vie Genghini e Polazzi (foto qui sopra): se ne potevano contare circa 70. Non ne è rimasto nemmeno uno.

“Fate largooo, la strada diventa XL”, reclamizza un altro messaggio lungo il cantiere. E largo in effetti se lo sono fatto. A spese degli alberi. Bisogna aggiungere che lungo la nuova carreggiata che parte da via Diredaua e prosegue per via Eritrea, di piante non c’è traccia.

Per evitare una strage analoga, pianificata per realizzare il percorso del Psbo all’interno dei parchi Cervi, Bondi e Fabbri, si mobilitarono le associazioni ambientaliste raccogliendo oltre 5mila firme. In quel caso il taglio preventivato era di 74 alberi, certi, ai quali se ne sarebbero potuti aggiungere altri 57. La protesta ne salvò parecchi, perché l’accordo finale col Comune di Rimini ne mise a morte una trentina.
Forse gli alberi di Viserba valgono meno di quelli dei parchi. Ma stavolta tutti zitti. Il progetto di Rimini nord costerà oltre 5 milioni di euro. Il decesso degli alberi non è stato quantificato.

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