Sei casi di scabbia alle “Grazie” (e non uno come ha detto l’assessore Lisi in consiglio)

Sei casi di scabbia alle “Grazie” (e non uno come ha detto l’assessore Lisi in consiglio)

A questo punto l'affare si fa pruriginoso anche per il vicesindaco e assessore Gloria Lisi. Ieri in consiglio comunale, rispondendo alla interrogazion

A questo punto l’affare si fa pruriginoso anche per il vicesindaco e assessore Gloria Lisi. Ieri in consiglio comunale, rispondendo alla interrogazione di Eraldo Giudici, l’assessore in maniera molto sbrigativa (riservandosi di rispondere per iscritto) ha sostenuto che alla residenza per anziani “Le Grazie” si sarebbe verificato solo un caso di scabbia. Non era informata oppure ha voluto minimizzare? In entrambe le ipotesi non si tratta di un comportamento ineccepibile.
“Chiedo notizie più precise circa alcuni casi di dermatosi o di scabbia che avrebbero indotto le autorità sanitarie ad un trattamento diffuso su tutti gli ospiti della residenza Le Grazie e anche sugli operatori”, ha detto Giudici. Tutto sotto controllo, ha risposto l’assessore, e circoscritto a nulla più di un caso.
Ma la realtà è un’altra rispetto a quella raccontata da Gloria Lisi e ci torniamo dopo aver verificato con l’Ausl. Il caso di scabbia è stato diagnosticato da un medico che effettua periodicamente, come da normative, visite presso la struttura protetta, e comunicato all’Ausl in data 6 maggio. A seguito di questa diagnosi il Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Ausl di Rimini ha provveduto ad effettuare visite nella struttura, come da protocolli sanitari, su tutti i 53 ospiti, sempre in stretta collaborazione con la cooperativa che gestisce la struttura. E da tali controlli è emerso che, complessivamente, le persone affette da scabbia sono 6. Non “un unico caso”, come ha detto ieri l’assessore.
Non solo. Le visite sono state estese anche a tutto il personale della struttura (47 persone) e ai parenti dei 6 pazienti. Al momento nessuna di queste persone successivamente visitate ha presentato sintomi ma, come da protocolli, sono state sottoposte a trattamento preventivo con pomate e, in virtù dei lunghi tempi di incubazione della scabbia, la sorveglianza sanitaria da parte dell’Ausl sulla struttura – effettuata attraverso visite periodiche – si protrarrà per altre sei settimane circa.
Come è arrivata la scabbia? Rispetto alle modalità di diffusione, il sospetto diagnostico è che si sia diffusa dal primo dei pazienti diagnosticato dal medico che opera nella struttura. Non risulta invece alcun caso di scabbia nella struttura di San Fortunato e quindi non è stata effettuata presso quella struttura alcuna profilassi, non essendo appropriata in queste condizioni.
La scabbia non è una patologia grave, sebbene si possa trasmettere con relativa facilità, e i pazienti stanno rispondendo molto bene alle terapie somministrate. Ma non altrettanto bene ha risposto in consiglio comunale il vicesindaco, che ora farebbe bene a spiegare il suo comportamento.