“Una norma per esentare dai permessi delle Soprintendenze e dalla tassa occupazione suolo pubblico”

“Una norma per esentare dai permessi delle Soprintendenze e dalla tassa occupazione suolo pubblico”

Secondo le "regole" ricordate dal soprintendente Cozzolino sarà difficile per i locali allargarsi all'esterno. Ma il ministro Franceschini annuncia un provvedimento temporaneo per aggirare l'ostacolo. Il problema è che il tempo passa e molti rischiano di non riaprire.

Il soprintendente Giorgio Cozzolino nella sua recente comunicazione ai Comuni romagnoli e alle prefetture, che non ha mancato di attirare forti critiche dagli operatori e dalle forze politiche, l’aveva in qualche modo previsto il “lasciapassare” del governo: “Fatti salvi eventuali provvedimenti specifici che le autorità governative intendessero assumere sull’argomento al fine di agevolare l’attività di competenza di questa Soprintendenza, a tutt’oggi, si ritiene utile anticipare suggerimenti alle problematiche sollevate”. E subito dopo aveva spiattellato tutta una serie di regole per collocare tavoli, ombrelloni, sedie …, partendo dal presupposto che “…le disposizioni sul distanziamento delle persone e le ulteriori disposizioni sul contenimento dell’epidemia in atto richiedono probabilmente una diversa distribuzione degli elementi da collocare”, spiegava il soprintendente. Chiedendo che “per le occupazione di suolo pubblico temporanee le Amministrazioni Competenti dovranno fare pervenire a questo Istituto al solo fine di consentire di valutare se sussistono i presupposti per attivare un procedimento di divieto così come disciplinato dal comma 1 dell’art. 20 del Codice dei Beni Culturali la seguente documentazione:
1) Relazione descrittiva relativa all’intervento da realizzare (generalità del richiedente, ubicazione, materiali, finiture, periodo di installazione, attestazione che non verranno eseguite opere e la perfetta reversibilità delle stesse);
2) Documentazione fotografica dell’area interessata estesa al contesto circostante;
3) Planimetria dell’area e distribuzione delle opere”. Scartoffie su scartoffie, mentre i tempi sono più che stretti e la posta in gioco è la sopravvivenza di migliaia di imprese del settore.
Per quanto riguarda “ampliamenti o nuove installazioni” il soprintendente forniva un lungo elenco di prescrizioni: “non vengano realizzate pedane (in legno, metalliche, o altro materiale) poste sopra il piano pavimentale; non siano installate fioriere o altri elementi di tamponamento a delimitazione delle aree e qualora fosse necessario dovranno essere utilizzate strutture perfettamente permeabili alla vista e all’aria; gli ombrelloni, con struttura autonoma, ed eventualmente distanziati fra di loro, abbiano una copertura massima di 3,5÷4,00 ml., realizzata in tela di cotone pesante; tavolini e sedie siano in struttura metallica (non rifinita a lucido) e/o legno Dovranno essere evitate soluzioni che prediligono elementi in materiale plastico”.
Questo il quadro fino ad ora noto. Qual è la novità? Il ministro per i beni, le attività culturali e il turismo, Dario Franceschini, per consentire che i locali si allarghino all’esterno, annuncia: “Approveremo una norma temporanea, per questa estate, che esenterà dal pagamento della tassa di occupazione del suolo pubblico e dai permessi delle soprintendenze”. Lo dice oggi al Corriere. Approveremo? Ma quando?