Volete abitare a Sabrygrad o a Tosilandia?

Volete abitare a Sabrygrad o a Tosilandia?

Pd alla frutta: una zavorra a Riccione, perde a Coriano e a Morciano.

Esasperante lentezza agli scrutini riccionesi. Tutto come previsto: Renata in testa, la Vescovi insegue. M5S abbattuto, le liste civiche sono uno scherzo. Il Patto Civico di Pizzolante fa flop.

Cocciante canta sull’estate riccionese
Benvenuti a Tosilandia.
Il cielo è limpido, la luna fa la sua benedetta figura, la Storia va avanti, mentre i seggi elettorali riccionesi sono inermi, inerti, come pulcini che aspettano la chioccia.
Alle 2 di notte, tre ore dopo le elezioni con la più bassa affluenza di sempre, perforo in bicicletta il vuoto che adombra Riccione. Dopo tre ore, una sezione scrutinata su 31. Alle ore 5,20, ora, mentre tento di avviare uno straccio di articolo, sono 15 le sezioni scrutinate secondo i dati ufficiali. Pazzesco. Morfeo è il re della città balneare, tutti muoiono di sonno, di noia, hanno spogliato più schede a Genova e a Parma e a Verona, non proprio dei borghi con una manciata di cittadini, che a Riccione.
Comunque, era già tutto previsto, intonava Riccardo Cocciante, ed è questo il refrain estivo riccionese. Al ballottaggio vanno Renata Tosi, Sindaco uscente, contro Sabrina Vescovi, il candidato del PD. Quello che sorprende è la nonchalance con cui la Tosi, vero, ringhioso, animale politico, ha vinto la battaglia del primo turno. Ottiene poco meno del 40%, migliorando la performance del 2014 (34,72%), pur dimostrando, durante il suo Governo, di essere incapace a tenere a bada il Consiglio comunale – che le si è ritorto contro – e di aver avvelenato la vita politica cittadina. Probabilmente, è una strategia cinese: Renata, per galvanizzarsi, ha bisogno dello scontro, è inabile al confronto. I riccionesi – quei pochi che ancora votano – evidentemente, la amano.

La fine della politica
Partiamo da un dato, agghiacciante. Nonostante il clima civico effervescente – non c’è famiglia riccionese che non abbia un parente tra i candidati consiglieri in lizza, in lista – Riccione fa il record negativo di affluenza alle urne di sempre. Ha votato il 61,81% degli aventi diritto. Come a dire, metà città se ne frega, va al mare, dorme, fa altro. Nel 2014 votarono il 71,15% dei riccionesi, nel 2009 l’81,2%. In 8 anni si è dileguato il 20% di elettori. Cosa è successo? Che i ‘giovani’ non esercitano l’arte del voto, che l’italiano demanda al niente il proprio diritto alla democrazia, che la ‘rappresentanza’ è una parola di polistirolo. La politica è finita, baby, resta solo il grande show di chi urla più alto. Tra l’altro, ora, anche gli elettori si sono accorti che il Movimento 5 Stelle non è più una alternativa, ma un partito come gli altri – a Riccione è stato un disastro imprevedibile, che rispecchia la situazione nazionale.
Quanto a me, sono certo che tanti candidati Sindaco di Riccione ci hanno ‘messo la faccia’ per apparire fotogenici sui manifesti.

La fine del PD
Il PD locale ha ri-perso a Coriano e ha perso a Morciano. A Riccione si piazza al secondo posto per puro merito di un candidato-maestrina apparso a tutti, globalmente, preciso, preparato, educato. Anche Sabrina Vescovi sa – ma non può ammetterlo – che il PD è una zavorra alla sua candidatura, e che le liste in suo appoggio sono degli oneri più che degli allori. Il PD resta – per limpidezza di numeri – il partito più rappresentativo di Riccione, ma i tempi dei plebisciti bulgari del passato – comunque, Massimo Pironi ha vinto al primo turno, nel 2009, con il 56,9% e Fabio Ubaldi, nel 2014, ottenne il 45% al primo turno – sono archeologia, Samarcanda rispetto a New York. La Vescovi ha limitato l’emorragia, è il dito mignolo nel buco del Titanic tarlato dagli squarci. Il PD riccionese, dai musi lunghi e dai lunghi coltelli, è un partito triste, imbolsito, eccitante come uno sbadiglio nel pieno del petting.

La fine delle ‘liste civiche’
Finisce anche l’epoca – francamente un po’ farlocca – del civismo galoppante. Renata Tosi vince il primo turno con una corazzata che tiene insieme Lega Nord, Forza Italia, Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, i talebani della famiglia, e due ‘civiche’ – Noi Riccionesi e la ‘civica Renata Tosi’ – che più politiche non si può. Non basta non avere parenti parlamentari a Roma per essere ‘civici’, il civismo si dimostra sul campo, e qui nessuno è innocente e nisciuno è fesso. Per non parlare del Patto Civico per Carlo Conti, un fallimento capitale. Nessuno ha creduto alla ‘civica’ costruita in vitro dall’Onorevole e dal fu Vice Sindaco e dall’ex candidato Sindaco del PD, con un tot di berlusconiani delusi, un mix di camerati, un spritz di vecchi& giovani ‘compagni’.

La fine del sistema – amicale – delle alleanze
E ora? In era elettorale, tutti si scoprono Machiavelli della politica, come tutti, quando ci sono i Mondiali di calcio, sono meglio di Sacchi, di Lippi, di Bearzot. Bigino in mano, gli arconti delle elezioni dicono: la Vescovi fa il patto con Patto Civico: la Tosi magari porta nel suo praticello qualche grillino. Carissimi, il sistema becero delle alleanze sottobanco, da sotterfugio, e delle poltrone promesse in cambio dell’aiutino all’ultima ora, è finito, è finita la politica, non capite? Se al primo turno si vota con la testa, al ballottaggio conta il cuore – e una sana razione di c**o per vincere. A Riccione, tra l’altro, la politica è femmina: hanno votato più donne – 9.177 rispetto a 8.552 maschietti – votando due donne. Che vuol dire? Che i candidati, smarrita la credibilità di partiti, partitini e civiche nate per opportunismo politico, devono affrontarsi con rara durezza e cervello di diamante. Allestiamo un ring in Piazzale Roma, piazziamo lì la Vescovi e la Tosi. 24 ore continue di domande a go-go e di sketch. Meglio di un concerto dei Rolling Stones.

Morale della favola…
La disfida tra la biondina e la moretta, tra ciò che resta del PD – nulla, tolta la Vescovi – e ciò che resta del centrodestra – pochino, in tre Lega, Forza Italia e Fratellid’Italia-Alleanza Nazionale non fanno quanto la fatidica lista civica per la Tosi – ha il suo fascino. I riccionesi sono chiamati a scegliere se abitare a ‘Sabrygrad’, dominati dalla zarina Vescovi – che, siamo certi, così brava, buona, elegante, per prima cosa dovrà falciare il campo dei papaveri del PD – o a ‘Tosilandia’, il regno dell’ego di Renata, la quale, ha giurato, non farà prigionieri. Due settimane per sprigionare gesti di gloria e vigliaccate. Alcuni cambieranno residenza, altri soffriranno in silenzio. Vi prego, però, ora, cominciate a supporre – se non a farci sognare – la Città del Domani, la Riccione delle meraviglie. Del grigiore elettorale non se ne può più.

I risultati definitivi del primo turno al Comune di Riccione

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