“Laudes Evangelii” per il concerto di San Gaudenzo: omaggio a San Francesco nell’ottocentesimo anno dalla sua morte

“Laudes Evangelii” per il concerto di San Gaudenzo: omaggio a San Francesco nell’ottocentesimo anno dalla sua morte

Il concerto, organizzato dalla Diocesi nell’ambito delle celebrazioni della festa del Patrono San Gaudenzo, sarà proposto nella basilica cattedrale di Santa Colomba martedì 13 ottobre alle ore 21

Il tradizionale concerto di San Gaudenzo omaggia San Francesco nell’ultima parte dell’anno giubilare a lui dedicato per gli ottocento anni dalla sua morte: Laudes Evangelii di Valentino Bucchi, diretto dal maestro della Cappella musicale Malatestiana Filippo Maria Caramazza.
L’opera attinge ai testi del Laudario di Cortona, la più antica raccolta di canti in lingua volgare (prima nella liturgia si usava il latino) composti da Jacopone da Todi, che pur non avendo mai incontrato di persona il santo di Assisi (è nato infatti cinque dopo la sua morte) ne ha raccolto lo stile poetico e religioso utilizzando come lui il linguaggio del suo tempo. Probabilmente infatti il famoso Cantico delle Creature fu composto da Francesco in musica ma lo spartito è andato perduto. In questa circostanza, il recupero della vera importanza del patrono d’Italia sarà più aderente alla verità storica della sua vita di quanto non abbia fatto Roberto Benigni nel suo recente monologo televisivo, che ha dipinto Francesco come un moderno pacifista, ecologista, femminista ante litteram; con categorie moderne che mal s’addicono alla società ed alla chiesa del tempo. Il pur bravo mattatore del palcoscenico Benigni così però, se non proprio in grossolani errori, è incappato in parecchie imprecisioni.
A questo proposito, dice Filippo Maria Caramazza, che ha pensato e preparato il repertorio del concerto di San Gaudenzo edizione 2026: <Vogliamo dedicare a San Francesco la serata degli 800 anni dalla sua morte attingendo alla poesia religiosa cantata nel suo tempo: un lavoro antico e tuttavia contemporaneo, fusi nell’essenzialità della spiritualità francescana. Se san Francesco nel Cantico delle Creature fa emergere gioia e letizia per la presenza di Dio riconosciuta nella natura e nell’umanità, in Jacopone da Todi, come ha rilevato Ungaretti, “c’è una voce talmente profonda e potente da innalzarsi fino a comunicare con l’Assoluto”. Anche se Jacopone nasce quattro anni dopo la morte di Francesco, pur nella differente drammaticità, la centralità dell’ispirazione è la tensione di scrivere e comporre nella contemplazione del Mistero>.
Le Laudes Evangelii, furono rappresentate per la prima volta alla Sagra musicale umbra, il 20 settembre 1952, per iniziativa di Francesco Siciliani (1911 – 1976), un genio musicale e direttore, considerato uno tra i più grandi del secolo scorso, cattolico, amico di don Sturzo fu per anni consulente Eiar (antesignana della Rai) e direttori di tanti teatri in Italia, fra questi La Scala di Milano. Fu Siciliani a chiedere al compositore Valentino Bucchi, di approntare questo lavoro sinfonico e corale, che raccontasse la vita di Cristo attraverso i brani del Laudario di Cortona. Si devono allo stesso Siciliani le uniche cinque rappresentazioni in Italia di quest’opera, che ha un andamento teatrale con otto quadri del vangelo cristiano: Annunciazione, Natività, Strage degli Innocenti, Fuga in Egitto, Orto del Getsemani, Via Crucis, Deposizione, Resurrezione. L’opera venne rappresentata anche negli Stati Uniti ma in Italia fu messa nel cassetto e dimenticata. Ad eccezione però di don Luigi Giussani che ne faceva cantare brani nelle Vie Crucis che si svolgevano (e si svolgono tuttora) anche dalle nostre parti, per esempio oltre che a Rimini, a San Leo, Casteldimezzo e Fiorenzuola di Focara sul monte San Bartolo nel pesarese. Comunque l’ultima volta che l’opera venne rappresentata in Italia fu nel 1976, dall’orchestra di Santa Cecilia, diretta da un poco più che ventenne Filippo Maria Caramazza.
Il concerto, organizzato dalla Diocesi nell’ambito delle celebrazioni della festa del Patrono San Gaudenzo, sarà proposto nella basilica cattedrale di Santa Colomba martedì 13 ottobre alle ore 21. Ingresso libero. All’orchestra e al coro della Cappella musicale Malatestiana si unirà una parte del coro Voci Bianche Rimini, dell’istituto comprensiva Dante Alighieri di Rimini, diretto dall’insegnante Maria Elvira Massani. Col loro i solisti Federica Livi, Isabella Orazietti, Marco Mustaro e Li Shuxsin. La serata gode del patrocinio del Comune di Rimini, dell’Aerco (Associazione regionale dei cori) e del comitato per le celebrazioni dell’ottavo centenario della morte di San Francesco, presieduto da Davide Rondoni.

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