Ancora oggi si occupa di formazione nell’ambito della lettura e della scrittura, è l'autrice del famoso manuale “La pedagogia del maiale, appunti per un riciclo linguistico”
Nata a Rimini nel 1954. Insegnante di lettere, ha pubblicato quattro romanzi, di cui tre per ragazzi e si occupa di formazione nell’ambito della lettura e della scrittura. Questo dice la stringata biografia della quarta di copertina del quinto romanzo di Daniela Donati, da qualche giorno in libreria: “Le ragazze della Reginella”. Ma oggi vi sveliamo qualcosa di più sulla vita di questa donna, che per una strana coincidenza, ha lo stesso nome (ovviamente al femminile) e cognome del marito, Daniele Donati.
Daniela per una vita ha insegnato lettere prima alle elementari poi, negli ultimi quindici anni prima della pensione, nella scuola media. Naturalmente si è trovata, oggi molto più che ai suoi (e nostri) tempi, di fronte a un profluvio di errori, ripetizioni e inesattezze. Lei stessa racconta che da questa esperienza è nato un manuale (purtroppo rimasto nei file privati dell’autrice e mai pubblicato) che tuttavia è stato notato dalle autorità scolastiche provinciali e usato nei corsi di aggiornamento per gli insegnanti alle prime armi: “La pedagogia del maiale, appunti per un riciclo linguistico”. Non credo ci sia bisogno di ricordare, come fa Paolo Cevoli in una delle sue esilaranti battute con un detto popolarissimo, che del maiale non si butta via niente…
Dice Daniela Donati: <Correggendo i compiti e gli scritti degli alunni, come per certi versi è ovvio, ci si trova di fronte alla marea di errori. Lo si può far notare all’alunno in modo secco con la classica matita rossa e blu ma tutto resta come prima. Invece partendo da qui c’è un modo più proficuo di insegnare e cioè usare questi errori o ripetizioni per arricchire il testo, svelarne più particolari, renderlo più scorrevole”. Si tratta di un metodo oltretutto più apprezzato e meno frustrante per gli studenti>.
Un metodo che trapela anche dall’andamento della scrittura del romanzo che oggi vogliamo recensire: “Le ragazze del Reginella” edito da Nutrimenti Mare una casa editrice di Roma che, pur non avendo alle spalle la potenza industriale dei grandi nomi, è nata nel 2001 ed ha in catalogo libri considerati non come semplice svago o qualcosa di superfluo, piuttosto come essenziali, necessari come il cibo, appunto nutrimento. Con autori peraltro di tutto rispetto, italiani e stranieri.
Com’è nata l’idea di questo libro? <Io e mio marito _ dice Daniela _andiamo spesso in giro col camper. In una di queste vacanze mi sono ritrovata a Marotta. Nei giardinetti c’è una lapide che ricorda un fatto di cronaca realmente accaduto nel novembre del 1917. La storia reale la racconto nell’ultimo capitolo. Un monitore della Marina Militare, in viaggio verso Ancona dopo la disfatta di Caporetto, viene sorpreso dalla tempesta e resta incagliato sul fondale davanti a Marotta, rischiando il naufragio e l’annegamento degli oltre cento marinai che erano a bordo. Undici giovanissime ragazze dai 13 ai 17 anni (due sole di queste avevano 20 e 28 anni) con una imbarcazione riescono a raggiungerlo nonostante il mare mosso e a portare soccorso>.
<Questi i fatti. Con queste poche informazioni ha scritto il romanzo, sulla base di quanto scrive lo scrittore Alessandro Barbaglia che non per niente è anche un libraio e che cioè “le storie esistono perché alla realtà manca sempre qualcosa”. L’idea mi è venuta da queste domande: “Cosa ha spinto queste undici giovanissime ragazze a rischiare la vita per soccorrere persone in pericolo?” E poi: “Perché erano così abili e coraggiose nel manovrare una barca durante la tempesta?”. Da lì ho immaginato che un pescatore poeta e musicista (Carlo) s’era messo in testa di dover realizzare una barca e addestrare le ragazze di un equipaggio che partecipasse alle Olimpiadi. Il perché il nome dell’imbarcazione cambio del nome in Reginella, dall’iniziale Lucetta, lo faccio risalire alla canzone napoletana, composta proprio in quel periodo, che le ragazze cantavano, nel percorso tra i marosi, per andare a salvare il pontone militare in difficoltà>.
A questo punto mi fermo per non spoilerare troppo e invitare i lettori alla lettura del libro, poco più di 120 pagine al prezzo di 17 euro. Ma ci sono alcune cose che mi preme sottolineare: come mai la dedica a Daniele B. (Daniele Biondi, un caro amico dell’autrice morto il 15 agosto 2025) “amico per l’eternità”?
<Quell’espressione “per l’eternità”, non è solo un complemento di tempo ma anche un complemento di scopo. Eravamo grandi amici e ci sentivamo spesso, era infatti interessato e apprezzava i miei scritti dedicati ai ragazzi>.
E infine: come hai trovato l’editore? <Ma sai, in realtà le cose accadono, non per caso (questo no) ma perché in qualche modo devono accadere. Dopo alcuni tentativi con altri che temporeggiavano, in primavera ho inviato a “Nutrimenti mare” il manoscritto che mi ha risposto abbastanza prontamente. Anzi posso dirti una cosa che se non scrivi fa niente: era una di quelle giornate, come tante in verità, in cui ricevevo telefonate spam a getto continuo e quindi a qualcuna ho evitato di rispondere. Poi la casa editrice mi ha raggiunto per mail, dicendo di essere interessata. Così dal 2 ottobre il libro si trova in tutte le librerie>.


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