Piazza Malatesta al buio: dopo il danno (dell’impianto da 230mila euro che non funziona), la beffa di un nuovo progetto esecutivo?

Piazza Malatesta al buio: dopo il danno (dell’impianto da 230mila euro che non funziona), la beffa di un nuovo progetto esecutivo?

La storia della piazza mai illuminata a dovere ha fatto capolino più di una volta in Consiglio Comunale, ma non è l'unica: anche Piazza Tre Martii ha dei problemi, così come Porta Montanara

«Ho visto la luce!» è una frase pronunciata da Jake Blues (interpretato da John Belushi) nel film cult del 1980 The Blues Brothers, diretto da John Landis, ma ciò non avviene certo a Rimini. Nonostante i dispendiosi allestimenti illuminanti natalizi che si stanno materializzando in questi giorni, sembra proprio che gli impianti di illuminazione interrati a Rimini non abbiano fortuna; forse sarà una congettura sfavorevole, magari gli astri avversi, chissà.
Da anni (qui) l’illuminazione dell’ex Piazza Malatesta, ora degli Incubi©, poiché landa desolata di giorno e inquietante di sera, è quasi al buio dato che il costoso impianto costato ai cittadini ben € 230.000,00 ha cessato presto di funzionare, e per questo sono seguite molte interrogazioni in proposito da parte dei Consiglieri di minoranza.
L’Assessore a tante cose e, in questo caso, ai Lavori Pubblici, durante un Consiglio Comunale ha risposto in merito, che i lavori sono stati “regolarmente collaudati nell’anno 2021” ai quali, sempre così dichiarato, negli anni successivi la ditta esecutrice ha eseguito “interventi di manutenzione a titolo gratuito”; proseguiva inoltre affermando che “dal 2023 in poi i malfunzionamenti si verificarono a causa di interventi metereologici a carattere straordinario”, e dichiarando infine che “dal 2026 partono i lavori per ridare luce e lustro e sicurezza … in una delle più felici (badate bene!) nuove opere di questa città” (sic!). Appare strano che un’impresa effettui “interventi di manutenzione a titolo gratuito” in un’opera appena realizzata e che non funziona, ma soprattutto occorrerebbe conoscerne la loro natura, ma così sembra. E arriviamo ai tempi recenti.
Il Consigliere Ceccarelli, tra le altre magagne che affliggono quello sfortunato sito, chiedeva anche di comprendere il perché la predetta illuminazione continuasse a non funzionare, significando di conseguenza la pericolosità e la non gradevolmente fruibilità del luogo. Lo stesso Assessore rispondeva – udite udite! –  annunciando un iter in corso che ipotizzava di completare la verifica e l’approvazione del progetto esecutivo entro il corrente mese di ottobre, per poi potere dare seguito ad una gara da effettuarsi entro i quattro mesi seguenti, al fine di consegnare i lavori entro il mese di marzo dell’anno successivo. Un nuovo progetto quindi, una nuova gara e nuovi lavori? Una sola parola; sconcertante, anche perché non è mai stato spiegato il perché un impianto di recente costruzione non ha quasi mai funzionato, e che oggi mostra qualche faretto mancante che, oltretutto, crea una situazione di pericolo poco evidente data la lugubre atmosfera serale.
A questo punto i cittadini che hanno speso ben € 230.000,00 hanno il diritto di avere risposte perché, specie nei lavori pubblici, esiste una chiara e inequivocabile filiera di responsabilità che investe il progettista, l’esecutore, chi in corso d’opera ha controllato la realizzazione del progetto “a regola d’arte” e, soprattutto, chi infine ha collaudato quanto eseguito. Ma invece di dare conto ai “sudditi” dell’accaduto, oggi invece nel totale buio (nel senso totale della parola), istituzionale e non solo, emerge la necessità di rifare completamente l’impianto in questione, con un ulteriore aggravio economico per la collettività. A nulla vale invocare l’improbabile “causa di interventi metereologici a carattere straordinario” quando si sapeva chiaramente l’ubicazione sotterranea e la funzione dell’impianto, considerate anche le alte tecnologie oggi esistenti per casi analoghi anche in condizioni estreme. Nulla di che meravigliarci quindi, ormai abituati ad un’Amministrazione sempre prodiga a dispensare proclami sui propri presunti mirabolanti successi nella radiosa trasformazione della città, ma pronta a tacere o a glissare di fronte a scomode domande che attengono invece alla realtà dei fatti.
Ma non è tutto, anche perché il tema comprende altro. Da qualche tempo anche l’illuminazione – sempre sotterranea – del discutibile allestimento di Piazza Tre Martiri per ricordare il luttuoso capitolo della nostra città … non funziona; è spento e non si sa, come sempre, il motivo. Fulminato, reso inutilizzabile dall’acqua o cosa? Certo che anche questo esempio in una zona assai frequentata del Centro non rende una bella immagine della città.

Infine per concludere questa carrellata di degrado e sciatteria diffusa, non manca all’appello neppure porta Montanara, la cui illuminazione, sempre a terra, manca di luce in certi fari; anche in questo caso il motivo – si presume – è ignoto. Una sorta di Damnatio.
In tutto questo buio però una sola cosa è chiara e rifulge di luce, ed è l’approssimazione con la quale si eseguono le opere pubbliche, e qui ci sarebbe tanto altro da dire, ma anche di come poi queste si manutengano o, meglio, si abbandonino al loro destino. Quel che conta è solo mostrare di fare cose, quali essi siano poi i risultati; o rifarle come spesso capita incuranti che tutto ciò avviene con i denari pubblici, nostri. E il tutto va in scena in un clima consolidato di autorefenzialità che non solo non ammette critiche costruttive, ma non rende neppure dovute risposte ai quesiti posti relativamente agli evidenti insuccessi.

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