Antonio Barboni: “Sono una garanzia di governo per Rimini e la Romagna”

Antonio Barboni: “Sono una garanzia di governo per Rimini e la Romagna”

Sicurezza del territorio, infrastrutture e rilancio dell'economia le priorità

"La partita si gioca tra me e Tiziano Arlotti. Ma il centrodestra è l'unica coalizione che stavolta ha la possibilità di vincere e di essere autosufficiente nella formazione di un governo". Intervista al candidato di Forza Italia per il Senato al collegio uninominale Rimini-Cesena. E sulle possibili ripercussioni locali del voto del 4 marzo dice: "Se Civica Popolare non sfonda a Rimini secondo me ci sarà anche qualche ripercussione sull'amministrazione comunale".

“Sicurezza del territorio, infrastrutture e rilancio dell’economia di Rimini e della Romagna, sono queste le priorità del mio impegno da parlamentare di Forza Italia”. Antonio Barboni è “carico”. Anzi, molto carico. E’ pienamente convinto di potersi giocare fino in fondo la chance che Forza Italia gli ha concesso con la candidatura al Senato per la coalizione di centrodestra nel collegio uninominale Rimini Cesena. Ma il discorso della chance si potrebbe anche ribaltare perché l’uomo delle preferenze non è un politico messo lì perché raccomandato da Arcore, ma capace di correre per far vincere Forza Italia. Sposato con Annarita (nella foto) due figlie (Laura Olga ed Angelica), medico, ha a lungo orgogliosamente indossato la divisa dell’aeronautica, è stato fra i fondatori di Forza Italia a Rimini, consigliere comunale e provinciale, e ogni volta ha sbancato nelle preferenze. E’ a lui che Forza Italia si affida per piantare una importante bandiera il 4 marzo e per riaccendere l’orgoglio del centrodestra per puntare a palazzo Garampi alla scadenza di Gnassi.

Barboni, come è nata la sua candidatura?
Per una coincidenza di fattori. Il collegio probabilmente poco si prestava ad un paracadutato… una volta che i partiti della coalizione hanno stabilito la ripartizione dei candidati e questo era in quota Forza Italia, penso abbiano scelto la persona che più potesse rappresentare nel territorio l’obiettivo da raggiungere, cioè un tipo di candidato in grado di muovere un certo tipo di elettorato e con un consenso elettorale.

L’elettorato storico di Fi, che magari si è perso per strada nelle ultime consultazioni e che ha scelto anche l’astensionismo, pensa possa confluire su di lei?
Se non pensassi questo non sarei qui. Il mio impegno da adesso al voto sarà quello di parlare a tutto quell’elettorato, davvero ampio, che votava Forza Italia e centrodestra più in generale, che ora ha la possibilità di mandare in Parlamento un candidato espressione di una forza di governo, un moderato, che ha già dato dimostrazione di capacità amministrativa sul territorio.

Da uno a dieci qual è la possibilità di successo di questa sfida che ha accettato?
Difficile dare un numero. Sondaggi alla mano, data la conformazione del collegio, che comprende un territorio geograficamente enorme, non è facile avventurarsi in previsioni attendibili. Ho di fronte un candidato forte, la partita si gioca tra me e Tiziano Arlotti. Abbiamo entrambi una storia, non solo politica, riminese… Ma il centrodestra è l’unica coalizione che stavolta ha la possibilità di vincere e di essere autosufficiente nella formazione di un governo. Io sono il naturale “sostituto” di Arlotti, un elettore di questo collegio che vuole che il proprio voto conti, non può che scegliere me. Sento di potermela giocare fino in fondo. Il mio slogan è: garanzia di governo per il territorio.

Su cosa punterà nel suo messaggio elettorale?
Vorrei riportare a votare tutti coloro che sono scontenti di un certo tipo di politica, e credo che in questa direzione possa essere utile far capire la mia storia politica: non ho mai fatto una politica urlata, vengo dalla scuola democristiana – che poi è la stessa di Arlotti – sono un uomo della mediazione che ha sempre cercato in politica di portare a casa dei risultati concreti. Penso di essere un candidato che può fare convergere il voto dell’elettore disilluso, che rifugge il teatrino della politica parolaia e dello scontro e bada alla concretezza dei problemi.

Cosa direbbe invece ad un elettore orientato a votare 5 Stelle?
Gli ultras di qualunque appartenenza non è semplice convincerli. Il m5s catalizza soprattutto il voto dei giovani, che non sanno cos’è la politica e ne hanno una visione completamente negativa, quindi se devono esprimere un voto si rivolgono ad una forza che fa dell’antipolitica il proprio modus operandi. Bisogna far capire a questi giovani che la politica è un’altra cosa; un conto è la protesta, ma governare è un’altra cosa, vuol dire fare politica mettendo la soluzione dei problemi al primo posto.

Alle ultime elezioni politiche, quando non c’era Forza Italia, il Pdl al Senato in Emilia Romagna ottenne il 16,76% e in provincia di Rimini il 20,48%. Alla Camera il 16,27% e il 19,86%. Cosa pensa accadrà questa volta?
I sondaggi parlano di un centrodestra intorno al 31% in questo collegio ma sono convinto che possa crescere. C’è, ripeto, sicuramente un trend nazionale favorevole, e intercettando quel consenso che era venuto meno per varie ragioni, stavolta si può vincere. Molto inciderà anche la spaccatura all’interno del centrosinistra.

Come valuta la candidatura Chicchi?
E’ una candidatura di tutto rispetto.

Pensa possa fare danno al Pd?
Faccio fatica ad immaginare un nostalgico del Pci, un iscritto classico, che possa votare Pizzolante, la scelta di Chicchi per un certo elettorato la vedo abbastanza scontata.

Ha parlato di alcune priorità per il territorio, la prima è la sicurezza.
Se il procuratore generale della Corte d’Appello di Bologna dice che deve far riflettere l’entusiasmo con il quale Igor il Russo ha fatto sapere di accettare l’estradizione “visti gli sconti di pena che il nostro sistema potrebbe riconoscergli”, beh, abbiamo già detto tutto. Se questo lo dice non Salvini, non il sottoscritto e nemmeno un ultras del centrodestra, ma il procuratore generale presso la Corte d’Appello vuol dire che nell’ordinamento c’è qualcosa di importante da modificare, subito. Il problema della sicurezza va affrontato con interventi anzitutto di natura legislativa e poi con una serie di misure sul piano locale, dove i problemi sono tanti e seri.

Un po’ di anni fa, coi genitori

E dal punto di vista dello sviluppo dell’economia del territorio?
L’economia del territorio è ancora zavorrata dalla crisi. L’impegno dovrà essere quello di mettere a punto una visione e delle strategie per il rilancio della Romagna, anche in termini di infrastrutture (il tema degli aeroporti richiede una immediata risposta) e in un’ottica di destagionalizzazione del turismo. C’è bisogno di far ripartire la nostra economia.

Concessioni demaniali: si è pasticciato e molto e non si concluso quasi nulla. Che fare?
In questo momento guardo alle norme approvate lo scorso novembre dalla Regione Liguria che a gennaio sono state impugnate dal governo. Arrivati a questo punto ritengo che prima di muovere qualunque altra pedina sia decisivo attendere il pronunciamento della Corte costituzionale. Chiaramente si dovrà assolutamente tenere conto delle esigenze e del giusto rispetto di chi ha investito in quel settore.

Con la sua amata divisa

Ci sono state polemiche sullo stop al disegno di legge che Forza Italia ha definito “ammazzabalneari”…
Il governo uscente è approdato ad un disegno di legge delega, cioè sostanzialmente ad una cornice ancora tutta da riempire di contenuti, un provvedimento di natura elettorale. Era del tutto evidente che si sarebbe andati al voto e che il nuovo governo avrebbe potuto utilizzare o meno quella delega. Ci si è avvicinati alle elezioni cercando di far credere che si risolveva un problema mentre in realtà si lasciava tutto al governo successivo.

Il problema è che continua a trascorrere il tempo e non si arriva a un risultato per le tante imprese balneari che vivono nella incertezza.
Se la madre di tutti i problemi è la Bolkestein, bisognerebbe ricordarsi che il parlamentare locale di centrodestra c’era sin dall’epoca.

Pizzolante…

Sì. All’inizio il tema è sfuggito al governo Berlusconi perché probabilmente qualcuno non ha fatto notare l’importanza del problema, o perché non sollecitato. Tutti siamo fulminati sulla via di Damasco, però….

Pensa che un buon risultato per il centrodestra a Rimini il 4 marzo possa favorire un percorso di rilancio e una botta d’orgoglio per una aggregazione alternativa alla sinistra in vista delle prossime amministrative?
Sicuramente. E molto dipenderà da quello che accadrà alla lista della Lorenzin. Il 5 marzo faremo i conti e valuteremo: se Civica Popolare non avrà sfondato a Rimini secondo me ci sarà anche qualche ripercussione sull’amministrazione comunale.