Continua l’invasione dei nomadi a San Vito, residenti arrabbiatissimi: “Il Comune non ha fornito vere soluzioni”

Continua l’invasione dei nomadi a San Vito, residenti arrabbiatissimi: “Il Comune non ha fornito vere soluzioni”

I blocchi di cemento, oltre a creare ulteriori disagi, non sono serviti a nulla. I nomadi continuano ad invadere San Vito e iniziano a minacciare di morte chi si lamenta. Esplode la rabbia dei residenti. In tutto questo marasma solo il PD, accecato dal buonismo, non si accorge della situazione reale del paese.

“La situazione è nettamente migliorata” è il mantra degli ultimi giorni, ripetuto come se fosse un disco rotto dagli esponenti del Pd locale che sostenevano allegramente di aver risolto il problema una volta per tutte. Già un mese e mezzo fa dissi, con sano realismo e non per spegnere gli entusiasmi, che i blocchi di cemento avrebbero originato più disagi che altro e che una sorta di “soluzione provvisoria” come questa non avrebbe cambiato proprio nulla. Piaccia o meno, è stato così. A San Vito dopo l’installazione dei new jersey sono aumentate solo le scomodità per i cittadini, in quanto i blocchi di cemento hanno ridotto a metà la carreggiata (con un senso unico alternato a due semafori), mentre i nomadi hanno continuato a fare i loro comodi indisturbati. Anzi, con più aggressività. Su un gruppo Facebook frequentato dai sanvitesi in tanti hanno scatenato la protesta in questi ultimi giorni. Qualcuno ha già subito minacce di morte da parte dei nomadi, solo per essersi lamentato, specificando che non si tratta della prima volta. C’è chi ha segnalato di aver visto l’autobus bloccato in piazza, perché non riusciva a passare a causa della roulotte, chi punta il dito contro lo spreco di risorse pubbliche per costruire questi blocchi di cemento per girare attorno al problema e non risolvere mai niente, chi accusa l’amministrazione comunale di rasentare il ridicolo e l’imbarazzante: “mettere i New Jersey lì è come fermare l’acqua a Venezia con tre sassi, evidentemente avevano soldi da buttare”. Questi sono i cittadini di San Vito.
Poi c’è chi non vuol prendere in considerazione nemmeno le critiche costruttive, chi si ostina a non vedere il problema, magari negandolo anche davanti all’evidenza, chi lo dichiara superficialmente “risolto” o “nettamente migliorato” (termine molto gettonato nelle ultime ore, utilizzato sia dall’assessore Jamil Sadegholvaad che dal segretario e capogruppo del PD di Santarcangelo Mirko Rinaldi). Insomma, chi ha sempre coccolato i nomadi e prodotto lassismo. Le politiche buoniste sono sotto gli occhi di tutti e se non la pensi come loro sei automaticamente etichettato e messo all’angolo. Io credo che sia doveroso rispondere per le rime a questi signori che hanno sbandierato la soluzione dei blocchi come la migliore possibile solo per far finta di interessarsi ad una vicenda che è molto più seria di quello che si pensi.

Altre soluzioni per risolvere il problema generale dei nomadi esistono, togliamoci le bende dagli occhi. Bisogna opporsi concretamente alle soste selvagge e irregolari come quelle che vediamo a San Vito da mesi a questa parte e al degrado dei campi rom che andrebbero smantellati dal primo all’ultimo. La soluzione non sono nuovi new jersey in tutte le vie in cui si riscontra la problematica, poiché sarebbe una follia (crea ulteriori disagi, non risolve nulla ed è una pezza provvisoria quasi inesistente, diciamoci la verità). Non può essere categoricamente una soluzione nemmeno regalare le case ai rom con i soldi dei cittadini tramite trattamenti preferenziali che scavalcano direttamente le graduatorie come sta facendo Gnassi a Rimini.
Qua bisogna riconoscere un principio molto semplice. Ci vogliono leggi e regole uguali per tutti. È importante intensificare assolutamente i controlli, perché altrimenti i nomadi crederanno sempre di poter fare tutto ciò che vogliono. Almeno questo è il messaggio che è passato fino adesso. Ora parliamo di soluzioni reali. Se sono nomadi vogliono “nomadare”? Bene, se vogliono sostare (ovviamente in modo temporaneo) lo devono fare in modo regolare esclusivamente in un’area attrezzata, ma la sosta se la devono pagare loro di tasca propria. Solo così si potrà mettere fine alle soste selvagge. Acqua, luce e gas a loro spese e poche storie. Se invece vogliono le case, si devono mettere in fila come fanno tutti gli italiani, senza corsie preferenziali che la sinistra buonista ama tanto. La divisione sul tema esiste, perché da una parte viene esaltata la loro “cultura”, il loro “stile di vita” intoccabile, dall’altra non c’è razzismo, ma buonsenso, oggi fuori moda, perché infastidisce troppo la mentalità dei radical chic. Tolleranza zero, altro che ponti e buonismi conditi da sentimentalismi vari.

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Fotografie: invasione di nomadi a San Vito, tratte dal gruppo “Sei di San Vito se”