Coronavirus: un delirio collettivo che trasforma anche la Chiesa in agenzia di profilassi

Coronavirus: un delirio collettivo che trasforma anche la Chiesa in agenzia di profilassi

Cosa sta succedendo? Che senso ha che a Rimini vengano svuotati gli scaffali dei supermercati? Perché tanto allarme? Siamo all'interno di una proporzionata reazione al Covid 19? E la Chiesa deve proprio trasformarsi in una sorta di Asl benedetta?

Stavolta permettete una deroga all’aplomb richiesto al giornalista. Il riferimento è a questo profluvio di notizie vere o false (chi lo sa e chi lo saprà mai?) sul Coronavirus. Non c’è giornale o “giornalone” né televisione che, dopo la premessa iniziale del non voler creare allarmismo, non sia pieno di aggiornamenti in tempo reale sui contagiati e sui morti del coronavirus. A un certo punto ieri i decessi erano sei, poi sono diventati sette, poi nuovamente sei. Ma c’è qualcuno che ieri, tra le pieghe delle paginate dei giornali e dei talk show, si è accorto che in Germania un’altra auto è piombata sulla folla?

Io sommessamente mi sto sempre più convincendo che dietro questo delirio collettivo del virus che in poche ore ha svuotato gli scaffali dei supermercati e affossato la borsa, ci sia una diabolica regia che farà girare una marea di quattrini che impoveriranno i soliti molti poveracci e contemporaneamente arricchiranno i pochi e furbi ricchi. Non vorrei sembrare troppo cinico ma del resto anch’io in parte soffro della “malattia del giornalismo”. Siamo così sicuri che la tradizione dei cristiani che di fronte alle epidemie pregavano e chiedevano benedizioni a Dio sia poi così antiquata e irrazionale? Mi viene in mente l’arguzia di Chesterton che argomentava che chi non crede in Dio non è poi così vero che non crede in nulla, piuttosto crede a tutto!! E ci sarebbe dunque più razionalità in questa “creduloneria”?

Appunto passiamo alla chiesa diocesana riminese che ieri ha diramato un comunicato con le disposizioni che più che alla comunità dei credenti, mi si perdoni la franchezza, fanno pensare ad un’agenzia pubblica di profilassi (qui). Anzitutto il comunicato stampa diramato non è altro che un copia e incolla di quello della curia bolognese. Si tratta delle direttive seguite all’ordinanza del ministero della salute d’intesa col presidente della Regione circa le misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica del Covid 19 (Coronavirus).

Sentite un po’ il decalogo (pardon, il dodecalogo) messo a punto dalla diocesi: “Le chiese restano aperte ma solo per la preghiera individuale, sono sospese le celebrazioni liturgiche con grande afflusso di fedeli”. Quindi la celebrazione di domani, mercoledì delle ceneri, è stata sospesa. Il Vescovo celebrerà questo rito senza fedeli, chi vuole partecipare si dovrà accontentare di vederlo sulle frequenze di Tele Icaro (domani 26 febbraio alle 18 sul canale 91 di Icaro TV o su Radio Icaro). E giovedì 27 febbraio invece arriveranno indicazioni sulle celebrazioni festive di domenica primo marzo, la prima domenica di Quaresima. Perfino i funerali, in questo periodo avranno una formula breve: se ci dovessero essere numerosi fedeli che vogliono partecipare alle esequie, la messa sarà limitata alla liturgia della Parola col rito esequiale breve. Nelle messe con pochi fedeli si dovrà omettere il segno della pace (senza darsi la mano mentre si chiede esplicitamente ai fedeli di ricevere la comunione nel palmo della mano e non sulla lingua). Si dovrà togliere l’acqua benedetta dalle acquasantiere all’ingresso delle chiese. Mentre ai preti è chiesto di sospendere anche le benedizioni delle famiglie fino a “nuove disposizioni”. Sospesi inoltre incontri di catechismo, le attività dell’oratorio parrocchiale e di doposcuola, per esempio quelle di Porto Franco; per non parlare di attività sportive, teatrali, cinematografiche e di ogni altro genere di aggregazione. Servizi della Caritas chiusi (domanda: anche la mensa?).

Il vescovo Francesco Lambiasi introduce il dodecalogo con una lettera che chiede vigilanza e grande senso del bene comune nell’affrontare con determinazione questa circostanza. “Sperimentiamo tutti la nostra debolezza e fragilità. Il momento… richiede risposte serie e coordinate, per trovare le soluzioni più efficaci per tutti, con la massima attenzione, ma senza allarmismi”. C’è anche un richiamo alla preghiera “più intensa”: “Sentiamo la vicinanza di Gesù, nostro amico premuroso e buon pastore, che non si è mai chiuso alle necessità e alle sofferenze dei fratelli. E ci affidiamo alla preghiera della Vergine Maria, Madre della Chiesa e di tutti noi”.

Un richiamo, quello della preghiera quanto mai attuale col periodo liturgico della Quaresima che inizia proprio con le Ceneri. Tuttavia come ci ricordano il vangelo di Luca e anche le prescrizioni quaresimali, non sarebbe stato male il richiamo al digiuno, che con la preghiera sono le armi per vincere il demonio (come dice Gesù ai discepoli che gli chiedevano come mai non erano riusciti a liberare un ragazzo dal potere del diavolo).