Domani arriva Saviano, il Comune stende il tappeto rosso ma chi li paga i libri donati alle scuole?

Domani arriva Saviano, il Comune stende il tappeto rosso ma chi li paga i libri donati alle scuole?

La circolare di un istituto superiore spiega che Palazzo Garampi "donerà alle scuole alcune copie dell’ultimo romanzo”

Ecco perché al Novelli lo scrittore dovrebbe dire almeno due cose ai tanti studenti che andranno ad ascoltarlo: vi prego, non comprate e non leggete il mio libro. E vi prego di perdonarmi, ma siamo a Rimini. Non posso esimermi dal leggere davanti a voi, ora, i ‘Malatesta Cantos’ di Ezra Pound.

La parola del giorno è “gratuitamente”.
E ci mancherebbe, mica siamo fessi. Occorre ulularlo in faccia all’amministrazione comunale riminese: ccà nisciuno è fesso. A leggere la velina del Comune ribattuta noiosamente dalla stampa locale, c’è da pensare che ci piglino tutti per allocchi. “Roberto Saviano si metterà gratuitamente a disposizione per promuovere un dialogo coi ragazzi sul tema della legalità” e bla bla bla. Cari riminesi, e ci mancherebbe. Roberto Saviano, atteso con emozione in città domani, 4 aprile, più che “promuovere un dialogo” propone i propri libri, tutti belli squadernati nella velina civica, Gomorra, ZeroZeroZero, La paranza dei bambini, che è l’ultimo. E speriamo che non lo propongano, promuovendolo, pure i prof ai propri alunni, perché Saviano viene a Rimini “gratuitamente” ma i libri costano, costano assai (l’ultimo, costa 18,50 euro) e qui nessuno è fesso.

Il red carpet del politicamente corretto.
Embè, c’è da dire che il meno fesso di tutti è proprio Saviano. La strategia di marketing, infatti, è una mannaia per noi e una manna per lui, non fa una grinza, è letale come la ghigliottina. Uno che viene a discettare “sul tema della legalità, dei diritti e delle forme di contrasto al crimine” è chiaro che merita gli applausi a scena aperta, fa una cosa buona&giusta e di buon gusto, vuoi non comprargli il libro? È come se mi mettessi a scrivere un libro contro la pena di morte e per una vita più dignitosa per i poveracci: vuoi che un Comune non mi inviti a presentarlo, vuoi che le scuole non presenzino a tale purificazione civica della nostra cattiva coscienza, vuoi che non mi diano una medaglia al valore, il Sigismondo d’oro, almeno il Nobel per la letteratura? E no, cari miei, dovete ribellarvi e mandarmi a cagare, ben sapendo che un conto è Beccaria e il libro Dei delitti e delle pene (per altro, ottimamente scritto), un conto è Delitto e castigo di Dostoevskij. Un conto è l’etica – volubile a seconda dei tempi e dei governi – un conto l’estetica – che è l’himalaiana somma della grandezza umana. Insomma, la letteratura ustiona le chiappe del potere, è al di là del politicamente ovvio – è ovvio che il crimine fa schifo, che la legalità è necessaria, che siamo tutti troppo mafiosetti nei nostri piccoli affari quotidiani – per questo Roberto Saviano va bene in tutte le classi, in tutti i Comuni, mentre gli amministratori riminesi, con occhi-bocca-orecchie tappati dal libretto rosso di Mao e dal Manuale Cencelli di Matteo Renzi, devono ancora capire che Ezra Pound non è un fascista ma il grande poeta dei Cantos, che amava tanto – che c**o questi ingloriosi riminesi – il Malatesta.

Per un uso “elettorale” degli scrittori.
Che cos’è l’arte? Ve lo faccio dire da Fausto Paravidino, con le stesse parole con cui si è espresso presenziando alla conferenza del Premio Riccione, stamane, di cui è Presidente di giuria. “L’invidia. L’invidia è un motore formidabile per un artista, che cerca avidamente chi è più bravo di lui. Per essere ancora più bravo, per superarlo”. L’arte è questo. Scrivere il libro più potente di tutti gli altri. Il tema non conta. La sociologia è la materia spiccia di cui si nutre la politica per riempirsi le labbra di promesse inutili, vacue, inerti. Al politico interessa dire: “io sono contro la mafia, pensa che ho invitato pure Saviano”. A questo giochino sporco Saviano – che è un bravo Cristo e uno scrittore che deve ancora scrivere qualcosa di meglio – dovrebbe sottrarsi. Esempio? Eccolo. Pound è un genio. Ma non fa gioco alla politica spiccia e piccina dell’amministrazione riminese. Alessandro Ceni è un genio, il più grande poeta italiano vivente, ma chi cavolo lo conosce? Beh, il riminese non può subire passivamente l’ignoranza dei suoi amministratori. Perciò, avanziamo un paio di leciti dubbi:

a) perché il Comune di Rimini promuove con strombazzamento di veline stampa alcuni eventi culturali e altri no? Quali ragioni animano l’azione culturale del Comune?
b) perché il Comune di Rimini sollecita le scuole a partecipare ad alcuni incontri culturali, ignorandone altri?
c) che cosa significa la frase che, nella massa delle circolari scolastiche partorite dalle scuole del territorio, abbiamo letto nella Circolare n. 166 dell’Istituto tecnico economico statale “Valturio” (Oggetto: incontro con Roberto Saviano il 4 aprile 2017), dove è scritto che “Il Comune donerà alle scuole alcune copie dell’ultimo romanzo”?
c1) chi le paga le copie dell’ultimo romanzo di Saviano donate alle scuole di Rimini?
c2) perché donare l’ultimo romanzo di Saviano piuttosto che infestare le scuole riminesi con Le memorie del sottosuolo di Dostoevskij?
c3) fossi un genitore mi girerebbero i cosi: ma come, il Comune regala Saviano e non tutto il resto della grande letteratura che c’è? Perché?

Consigli anti-politicamente corretti in vista dell’incontro.
Per carità, Saviano è una persona di buon senso, è fotogenico, belloccio – un incrocio strambo tra Roberto Benigni e Al Pacino – trascinante. Una volta, anni fa, l’ho sentito alla corte di Fabio Fazio parlare magnificamente dei Racconti della Kolyma di Varlam Salamov, un libro davvero magnifico. Insomma, il ragazzo ha la testa a posto. Per questo – e, sono certo, mi accontenterà – lo imploro di dire almeno due cose ai tanti studenti che andranno ad ascoltarlo.

1. Vi prego, non comprate e non leggete il mio libro. Potete leggerlo soltanto dopo aver letto: la Bibbia, l’Orestea, Re Lear, Don Chisciotte, tutto Dostoevskij, Chadzi-Murat di Tolstoj, tutto Herman Melville, tutto Joseph Conrad, tutto Céline, tutto Giovanni Verga. Almeno. E rileggere tutto perché una volta non basta. Opere, per altro, che non aggiungono un grammo di coscienza ‘civile’ al nostro senso di vuoto, ma approfondiscono la consapevolezza della nostra anima, la forgiano, la molano. Io sono un alfiere dell’autonomia estetica di un’opera d’arte, aliena da sociologismi elettorali.

2. Vi prego di perdonarmi, ma siamo a Rimini. Non posso esimermi dal leggere davanti a voi, ora, i ‘Malatesta Cantos’ di Ezra Pound, l’opera letteraria grazie a cui Rimini è nota al mondo della letteratura occidentale. E già che ci sono, lancio una proposta degna dello scrittore che sono: volete comprare il mio libro? Non fatelo! Investite quei 18,50 euro – o 16 con lo sconto – in un fondo destinato a foraggiare una traduzione nuova di zecca dei ‘Malatesta Cantos’.

Se dici queste cose, ‘Bob’, m’inchino a te e compro il tuo libro anch’io.

Il Comune non acquista i libri di Saviano
“La circolare del Valturio è stata superata e l’amministrazione comunale non acquisterà libri da donare agli studenti delle scuole riminesi”. Lo spiega a Rimini 2.0 l’assessore alla scuola Mattia Morolli. La circolare in questione (citata nell’articolo di Davide Brullo) risale alla fase precedente alla tempesta che portò ad annullare l’incontro di Saviano con le scuole di Forlì, lo scorso gennaio. In quella fase era previsto l’acquisto di libri, ma poi le polemiche seguite hanno fatto cambiare registro. “Dal 22 dicembre ad oggi è avvenuto il fatto di Forlì – dice l’assessore – ed ora gli incontri di Saviano non prevedono alcun acquisto di libri; noi come amministrazione e insieme al Provveditore abbiamo incontrato qualche settimana fa i dirigenti e vicepresidi delle scuole medie e superiori di Rimini (domani mattina al Novelli saranno presenti: una classe di terza media e una classe per ogni scuola superiore senza distinzione fra licei, istituti privati e tecnici). In questo incontro col Provveditore si è detto che l’acquisto dei libri di Saviano non è vincolante, mentre il Comune creerà dentro la biblioteca un’area destinata agli autori che hanno trattato il tema delle mafie, quindi non solo Saviano. Ma non c’è nessun vincolo per l’acquisto delle opere di Saviano”. Resta il fatto che promuovere i propri libri ad una platea vasta come quella delle scuole, con l’aiuto dell’amministrazione comunale che fa da amplificatore mediatico, resta indubitabilmente una bella opportunità per chi scrive libri. Ma la sostanza è un’altra, e soprattutto gli utili consigli anti-politicamente corretti di Davide Brullo in vista dell’incontro di domani. (Redazione)