È ora di fare piena luce sui decessi e sui contagi al Valloni e in tutte le strutture per anziani in provincia di Rimini

È ora di fare piena luce sui decessi e sui contagi al Valloni e in tutte le strutture per anziani in provincia di Rimini

Rimpalli, silenzi, opacità. La cooperativa Elleuno per avere informazioni dettagliate rimanda all'Ausl e agli enti pubblici. Il Comune di Rimini, socio di riferimento dell'Asp Valloni, dove si sono registrati 18 decessi e 59 contagiati su 64 ospiti, tace. L'Ausl non ha ancora fornito il quadro di quello che è avvenuto nei centri per anziani. Abbiamo cercato di farlo noi, ricostruendo una serie di dati: ci risultano un centinaio di positivi al covid-19, 33 decessi e una quarantina di "infetti" fra gli operatori.

Ad oggi quanti sono i decessi e i contagi, fra ospiti e personale, nelle residenze per anziani in provincia di Rimini? Non ce lo dice nessuno. Però, come vedremo, una nostra ricostruzione l’abbiamo fatta. Nemmeno cosa sia successo esattamente all’interno dell’Asp Valloni, la realtà più investita dal coronavirus, è noto. E l’Asp Valloni è pubblica, il Comune di Rimini è il socio di riferimento con il 76% delle quote, seguito dalla Unione dei Comuni della Valmarecchia col 22% e da quello di Bellaria col 2%.
Sulla stampa nazionale si leggono servizi nei quali i sindaci riferiscono quel che accade nelle loro Asp. A Rimini ancora non è successo. E’ uscito un comunicato della prefettura, che riferiva dati Ausl, l’8 aprile. A parte molte parole sulle strategie adottate, sulle quali si ha comunque solo la versione della sanità pubblica, i numeri venivano elargiti col contagocce: 18 Cra e 1.050 posti letto in totale, 87 positività, 25 decessi. Che utilità può avere sapere dei 1.050 posti letto senza il numero degli anziani al momento ricoverati?
Ad oggi, 23 aprile, quanti sono i decessi e i contagi, fra ospiti e personale, nelle residenze per anziani in provincia di Rimini? Qual è la situazione del Valloni? L’Ausl Romagna non l’ha ancora detto.

Dalla cooperativa Elleuno, che gestisce la Cra2 del Valloni, il 10 aprile si è finalmente saputo di un quadro drammatico: 18 decessi in meno di un mese, 14 nella struttura e 4 in ospedale, 59 infettati su 64. Una percentuale da fare impallidire le strutture finite al centro dell’attenzione e delle inchieste della magistratura in Lombardia. E dopo il 10 aprile? Silenzio. Per questo ci siamo rivolti alla presidente della cooperativa sociale e Onlus “Elleuno”, Anna Villa.

Prima un breve focus sulla cooperativa, ramificata in tutta Italia. Opera in undici regioni, per enti pubblici, dai quali deriva il 95% dei ricavi, e privati, non solo con anziani e adulti ma anche minori. Gestisce strutture residenziali (una quarantina stando al bilancio sociale 2018), e fra queste c’è anche il Cra2/Rsa Valloni, semiresidenziali (compreso il centro diurno dell’Asp Valloni), servizi domiciliari, attività psichiatriche, servizi educativi, ospedalieri, cure palliative e altro. Nel 2018 la cooperativa Elleuno ha ricevuto 47 ispezioni: Nas, Asl, ispettorato del lavoro ecc. “I verbali hanno riportato suggerimenti e osservazioni tesi al miglioramento dei servizi offerti e nessuna prescrizione ha assunto carattere di gravità. L’utilizzo dei sistemi di gestione certificati ha contribuito al rispetto degli standard previsti dalla normativa di settore e al mantenimento di un alto livello di qualità dei servizi, come fortemente richiesto dagli assistiti, dai loro familiari e dai committenti”, si legge sempre nel bilancio sociale. “I risultati della “Customer satisfaction” 2018 sono in linea con gli obiettivi che erano stati determinati a fine 2017. Familiari e assistiti si sono dichiarati mediamente soddisfatti dei servizi ricevuti per oltre il 60%. Esaminando in dettaglio i livelli di soddisfazione dei lavoratori, si evidenzia come in alcuni servizi il gradimento abbia superato l’80%”.
Oltre 85 milioni di ricavi nel 2018, 2.801 addetti (i soci lavoratori sono l’88% del personale occupato).

Abbiamo posto alla cooperativa sociale Elleuno una serie di domande, “nella speranza che vogliate dare riscontro alla esigenza di informare l’opinione pubblica, con la massima trasparenza, essendo l’Asp una struttura pubblica che fa capo a due Comuni e ad una Unione di Comuni”. Nel comunicato del 9 aprile la cooperativa annunciava l’effettuazione dei tamponi: sono stati fatti? Con quali esiti? Quindi abbiamo chiesto:
1. il numero di decessi complessivi (sul totale degli ospiti) dal 1° marzo ad oggi, quanti in struttura e quanti in ospedale;
2. il numero di decessi da covid-19 (sul totale degli ospiti) dal 1° marzo ad oggi, quanti in struttura e quanti in ospedale;
3. il numero dei contagiati fra gli ospiti (sul totale) e fra il personale sanitario (sul totale) dal 1° marzo ad oggi.
Abbiamo anche domandato: “E’ ormai un dato abbastanza assodato che le residenze per anziani che hanno “interrotto” i rapporti con l’esterno, risultano quelle per nulla sfiorate dai contagi; nel vostro caso come vi siete comportati, quali misure avete adottato e a partire da quale data?” E poi: “Dopo la fase più critica dei contagi e dei decessi, gli ospiti hanno la possibilità di mantenere un contatto con i famigliari? E in che modo?”. Infine: “Quali rapporti avete intrattenuto con l’Ausl per la gestione dell’emergenza e a partire da quando?” e “la vostra Cooperativa gestisce numerose strutture in Italia, potrebbe dirci come stanno andando le cose, dove avete incontrato le maggiori difficoltà e dove invece tutto procede nel migliore dei modi?”.

La risposta della cooperativa sorvola quasi su tutto. Eccola:
“Come lei giustamente precisa nella sua mail l’ASP Valloni è una struttura pubblica di cui la cooperativa Elleuno gestisce come gestore accreditato la CRA2, in tale veste ci atteniamo alle disposizioni ricevute e precisiamo che i dati ufficiali sono in possesso dell’ente pubblico e degli enti preposti, con cui da sempre c’è uno stretto rapporto di collaborazione. Precisiamo inoltre che l’esecuzione dei tamponi è in capo agli enti preposti ed i relativi esiti sono a loro disposizione.
Elleuno è impegnata nella gestione della struttura e nella cura delle persone con il massimo impegno, a tal proposito si ribadisce quanto già più volte detto, ossia che vengono applicati tutti i protocolli interni e le disposizioni ricevute, condividendo le scelte con gli organi competenti e che Elleuno ha attivato il servizio di contatto a distanza, tramite telefonate e videochiamate tra persone assistite e familiari.
Queste le informazioni che al momento possiamo fornirle, rimandandola agli enti preposti per eventuali approfondimenti”.

Sarà stato più prodigo di informazioni il presidente dell’Asp Valloni, Giancarlo Ferri?
A lui avevamo domandato: “in totale quanti sono gli ospiti di Asp Valloni a Rimini e come sono suddivisi (CRA, CRA2, Centro diurno); di cosa si occupa esattamente la cooperativa Elleuno per Asp Valloni e da quando; se lei in qualità di presidente della Asp ha rilievi da muovere rispetto al modo in cui è stata gestita l’emergenza coronavirus all’interno della struttura dal punto di vista sanitario, che ovviamente non compete a lei”.
La risposta è stata di rivolgerci alla cooperativa Elleuno.

Pure i sindacati bussano alla porta dell’Ausl per avere notizie su quel che è avvenuto nelle strutture residenziali per anziani. Anche perché dei segnali li avevano ricevuti, informandone la prefettura e i due distretti socio-sanitari. Ma nemmeno Cgil, Cisl e Uil hanno fino a questo momento ricevuto le dovute informazioni. Vorrebbero capire come sono stati attuati i protocolli di monitoraggio, visto che i numeri sui contagi e i decessi non sono certo bassi. Vorrebbero incontrare i vertici dell’Azienda per approfondire, ma si sono sentiti rispondere con un elenco di interventi svolti ma niente appuntamento.

A sollevare il velo sulla reale situazione interna al Valloni e alla casa di riposo San Fortunato (con 5 morti, seppure secondo la cooperativa il Cigno che gestisce la struttura, sia stata chiusa dal 24 febbraio) il consigliere comunale della Lega Marzio Pecci altrimenti, viene da chiedersi, cosa sarebbe venuto a galla? Lo stesso esponente della Lega ha chiesto che la magistratura indaghi: “I familiari delle vittime hanno tutto il diritto di sapere cosa è successo e se l’emergenza all’interno della casa di accoglienza è stata gestita nel rispetto delle norme. Avevamo interpretato bene i fatti quando abbiamo azzardato la richiesta di controlli da parte dell’Ispettorato del lavoro, dell’Ufficio Igiene e dei Nas”. Secondo Pecci l’Asp “dovrebbe risolvere il contratto di gestione con la cooperativa Elleuno”.
Il deputato romagnolo della Lega, Gianni Tonelli, ha annunciato una interpellanza parlamentare e per il momento sta raccogliendo un dossier.

L’Azienda diretta da Marcello Tonini ha diffuso di recente due comunicati sulla situazione riminese: uno sul Valloni e uno sulla struttura San Fortunato, ma mai fornendo dati completi su decessi e contagiati. Trasparenza: pochina. E mai dicendo cosa è andato storto.

“Nelle case di riposo o sei preparato o se il virus entra è un massacro. Noi abbiamo deciso di chiudere tutto i primi di marzo: i 60 ospiti stanno tutti bene”. Così il dottor Luciano Tononi (Carlino Rimini, 16 aprile), medico di famiglia a Riccione e responsabile sanitario della casa di riposto Pullè.
La stessa linea è stata seguita dal Maccolini e dalla residenza per anziani Quisisana: “Fino dal 24 febbraio abbiamo applicato le procedure di emergenza per arginare le epidemie, adottando il protocollo per le infezioni nelle strutture ospedaliere e sociosanitarie; abbiamo regolamentato gli ingressi, invitando i familiari a non venire agli incontri con i parenti ricoverati se non per casi urgenti e, anche i questi casi, i parenti seguivano un percorso prestabilito e non potevano accedere ai reparti, fino a quando, dal 5 marzo, abbiamo chiuso completamente gli accessi alla struttura”, ha spiegato Valentina Sciumbata, coordinatrice del Quisisana.

Ma al Valloni cosa è accaduto? Perché non si sono sbarrati gli accessi dall’esterno? Il vicesindaco e assessore ai Servizi sociali Gloria Lisi prima, rispondendo ad una interrogazione di Pecci, ha detto che il centro ha una gestione distrettuale e dunque tutto è in capo all’Ausl. Che l’Ausl “ha istituito una task force composta da cinque persone che si occupano specificatamente e costantemente della situazione nelle case di riposo della nostra provincia e che hanno organizzato il percorso per i pazienti positivi che vengono tenuti continuamente monitorati”. Aggiungendo che “in questi momenti non possiamo che affidarci ai sanitari e ringraziarli per quanto possono fare in una situazione veramente complicatissima. Non vorremmo essere al loro posto”. Poi (riporta il Corriere di Rimini il 15 aprile) ha spiegato che il centro diurno del Valloni è stato chiuso appena lo ha detto la Regione, perché per farlo non è sufficiente l’ordinanza del sindaco ma quella regionale. “I servizi del centro diurno dovevano essere garantiti in assenza di contagi”. Ma sempre lei il 2 aprile spiegava che a Verucchio, Talamello, Sant’Agata Feltria e Santarcangelo, Misano e San Giovanni in Marignano nelle rispettive strutture per anziani, non c’erano stati contagi. Perché? Destino o chiusure adottate tempestivamente? Il 17 marzo (Carlino Rimini) sosteneva che “le strutture per anziani di Rimini sono sotto controllo e alcuni hanno scelto anche di autoisolarsi. Noi cercheremo di stare il più possibile vicino alla popolazione più fragile, dobbiamo tenerli lontani dal pericolo e assicurare loro tutti i servizi, compreso quello di non farli sentire soli”.

Le domande alle quali qualcuno prima o poi, si spera prima, dovrà rispondere, sono queste: chi ha avuto l’ultima parola su quando istituire il lockdown al Valloni? Perché si è aspettato il 6 marzo per farlo quando molti altri centri per anziani della provincia di Rimini avevano già preso questa decisione? E’ venuto il momento di fare chiarezza. Se non da Rimini, si spera che alla necessaria trasparenza ci pensi il commissario regionale Sergio Venturi, che ogni giorno aggiorna i dati su decessi e guariti ma si guarda bene dal puntualizzare quello che avviene nelle case per anziani con dettagli provinciali.
E’ intollerabile il rimpallo sui dati, che continuano a non uscire: la cooperativa Elleuno non li fornisce e rimanda “all’ente pubblico e agli enti preposti”, l’Asp Valloni rimanda alla cooperativa, il Comune rimanda all’Ausl la quale ad oggi non ha fornito un quadro della reale situazione.

In mancanza, ci siamo dovuti attrezzare. Secondo i nostri conteggi ad oggi i contagiati nelle Cra in provincia di Rimini dovrebbero essere circa un centinaio, i decessi 33 e gli operatori contagiati una quarantina. Attendiamo smentite o conferme.

E’ di oggi il comunicato della Regione che enuncia l’obiettivo di “interrompere al più presto, con interventi radicali, la catena del contagio nelle strutture residenziali – sociosanitarie e socioassistenziali – per anziani e persone con disabilità“. E per farlo “rafforza gli interventi già definiti nelle scorse settimane, e lo fa con un documento che fornisce ulteriori indicazioni operative ai soggetti gestori su quando e come agire con la maggior efficacia e tempestività possibili, per la tutela degli ospiti e del personale”. Si parla di “diagnosi tempestiva con tamponi effettuati all’interno delle strutture nel più breve tempo possibile sui casi sospetti positivi, ma anche ad ampio raggio laddove ci siano casi già attivi, soprattutto se in presenza di focolai o di situazioni con maggiori rischi di trasmissione. E poi sorveglianza costante di tutti gli ospiti per verificare la comparsa di sintomi anche lievi che potrebbero rappresentare la spia di un avvenuto contagio”. Quindi isolamento per le persone positive “in ambienti completamente separati dagli asintomatici e con assistenza di personale dedicato (Zona rossa). Collocazioni alternative, individuate dal gestore in collaborazione con l’Azienda sanitaria, se l’isolamento sicuro all’interno non può essere garantito”. Le Aziende sanitarie “sono chiamate a vigilare, anche con specifici sopralluoghi, sull’effettiva attuazione delle misure di prevenzione, e a segnalare eventuali casi di inerzia alle Conferenze territoriali socio sanitarie”.
Tutto questo lo riferisce l’assessore alla Sanità Raffaele Donini. Anche a lui chiediamo che fornisca quanto prima i dati sul riminese e che faccia chiarezza su ciò che è avvenuto al Valloni.

Fotografia di repertorio (Gundula Vogel da Pixabay)