E’ ufficiale: Emilia Guarnieri lascia il Meeting

E’ ufficiale: Emilia Guarnieri lascia il Meeting

Dopo 27 anni, ma di fatto 40, Emilia Guarnieri esce di scena dal Meeting di Cl. Cosa cambia e chi arriva.

Lo avevamo scritto il 10 febbraio scorso: Emilia Guarnieri lascia il Meeting di Rimini. Con il rinnovo del consiglio di amministrazione della Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli, la storica presidente esce di scena. E si capisce dalle parole di commiato che non si tratta di una scelta facile né indolore: «Capisco che è il momento di lasciar andare ad altre mani, braccia e gambe questa cosa bella, ricca e tanto amata che ho vissuto». E spiega: «Dico “lasciar andare” e non “abbandonare”, è come con i figli: se gli vuoi bene, devi lasciarli andare». E con quale sentimento vive questo momento? «Soprattutto una grandissima gratitudine per tutto quello che ho avuto da questi quattro decenni, in termini di storia, di ricchezza di esperienza, di incontri. Mai avrei immaginato di poter incontrare tante esperienze dal mondo». Una gratitudine «per ognuna delle persone con cui ho lavorato, gli amministratori del Meeting, la redazione culturale, i collaboratori, le istituzioni, i partner, i relatori, i curatori delle mostre, i tantissimi volontari che hanno dato gratuitamente il loro tempo. Porto nel cuore i nomi e i cognomi di tantissimi». «Per me il Meeting di Rimini è stato ed è tuttora un’immensa avventura di libertà». Ventisette anni è durata la sua presidenza e 40 di “responsabilità condivisa”.
Dell’evento ne parla in questi termini: «in questi quarant’anni abbiamo messo insieme in campo la bellezza dell’esperienza umana che abbiamo incontrato nell’amicizia di don Giussani, perché potesse diventare un luogo di incontro, libertà, dialogo e costruzione comune con tutti. Un grande amico negli anni Ottanta, ai primi passi del Meeting, mi disse: “Ricordati Emilia che il Meeting non è tuo”. Io sono cresciuta con questa consapevolezza e almeno tentativamente con la libertà di chi ha tra le mani qualcosa la cui origine lo precede».
Si definisce «una volontaria del Meeting» e la prossima edizione (“Privi di meraviglia, restiamo sordi al sublime”) la vivrà da volontaria: «Anch’io desidero questa meraviglia di cui parla il titolo dell’edizione di quest’anno. Conto di godermi questo Meeting quanto mi sono goduta gli altri quaranta, magari anche di più, chissà, sono molto curiosa».
L’11 marzo prossimo è fissata l’assemblea dei soci del Meeting che dovrà eleggere il nuovo consiglio di amministrazione. Rimini 2.0 ha scritto che a succedere ad Emilia Guarnieri potrebbe essere Bernhard Scholz, da poche settimane non più presidente della Compagnia delle opere. In questo caso sarebbe la prima volta di una presidenza “straniera”. Non più riminese.
Cosa cambia nella sostanza per il Meeting? Di fatto nulla. Da sempre, e soprattutto negli ultimi anni, la linea viene decisa in un dialogo sulla direttrice Rimini-Milano, ma in particolare nel capoluogo lombardo da Giorgio Vittadini.

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