Ecco perché il turismo a Rimini perde colpi

Ecco perché il turismo a Rimini perde colpi

Errare è umano perseverare è diabolico. E’ di destra o di sinistra creare un regolamento edilizio che possa fare ripartire l’edilizia e il turismo? Ch

Errare è umano perseverare è diabolico. E’ di destra o di sinistra creare un regolamento edilizio che possa fare ripartire l’edilizia e il turismo?
Chi si candida come classe dirigente deve capire la realtà attuale e le prospettive per uno sviluppo futuro o deve guardare al secolo scorso come se nulla fosse cambiato?
Anche se i riminesi dei sassi non lo ammetteranno mai, i settori che hanno creato ricchezza a Rimini sono edilizia e turismo.
La crisi di questi settori ha causato le difficoltà delle banche locali ma purtroppo con rassegnazione si vuole continuare come se nulla fosse cambiato e la classe politica si rifiuta di considerare il mercato, ma seguire il mercato vuol dire ricchezza, contrastarlo vuol dire povertà.
Abbiamo bisogno di piccole modifiche o bisogna rivoluzionare completamente la nostra offerta turistica?
Ho vissuto la Rimini degli anni 70: frizzante, entusiasmante, cosmopolita, al confronto quella di oggi è noiosa e insicura.
Ti controllano il biglietto ma non si curano dei continui borseggi.
Il parco del mare è una opportunità o è noia, attirerà gente o la allontanerà?
Posso ammettere la buona volontà dei dirigenti che hanno creato eventi importanti ma questi eventi non creano la continuità e senza continuità con i costi attuali gli alberghi stagionali non si reggono più.
L’assessore Brasini (che sarebbe l’equivalente del ministro delle finanze) si lamenta che non tutti riescono a pagare le imposte comunali, non si chiede se la politica economica del comune è sbagliata.
Soprattutto chi ha investito 7 o 8 anni fa è in notevole difficoltà anche perché il suo bene oggi vale la metà e le banche gli chiedono di rientrare.
Le banche locali d’altronde finanziano chi ha portato questa città sull’orlo del fallimento totale.
La provincia ha pubblicato statistiche che dicono che nel 2013 (primo anno dell’applicazione della tassa di soggiorno) i prezzi degli alberghi sono calati del 10%, nel 2014 del 20%, lo scorso anno anche i prezzi di pensione completa sono calati persino in altissima stagione.
Il continuo ribasso dei prezzi è una spirale di deflazione che porterà fallimenti a catena: è questa prospettiva che vogliamo perseguire?
Vogliamo vendicarci sugli albergatori facendoli lavorare gratis o peggio lavorare per poi dover fallire?
Alberghi vanno all’asta a pochi soldi e nessuno li vuole, perché?
Quelli venduti hanno spuntato prezzi neppure pari alla costruzione del grezzo.
La politica turistica, per la pubblica amministrazione, vuol dire usare le imprese turistiche come un bancomat.
Facendo dei buffet meravigliosi si spende più per la Tari che per la frutta e verdura.
L’acqua dell’acquedotto è quasi tutta a tariffa massima. Non è più possibile continuare così. Molti “alberghi” riescono a stare aperti non più di 60 giorni.
Un mio amico dopo avere perso soldi per gestire una pensione di sua proprietà ha deciso di tenerla chiusa e così farebbero molti altri se non avessero i mutui da pagare: lavoriamo gratis con la speranza di preservare la proprietà.
Capitolo figli. Posso chiedere a un figlio di gestire senza profitti? Come mantiene la sua famiglia?
Ma anche Misano, Cattolica, Bellaria, Cesenatico stanno meglio di noi soprattutto se guardiamo alla percentuale di turisti stranieri che hanno ancora.
Oggi a Rimini le presenze estive sono meno del 50% di quelle che c’erano nel 1988.
Nei periodi di crisi a soffrire sono le imprese marginali e a Rimini le imprese marginali sono la maggior parte, Rimini stessa è marginale, al telefono i turisti ti chiedono quanto dista da Riccione.
Mia figlia a Las Vegas parlando con il portiere dell’hotel le ha detto che si trovava molto bene a lavorare in un piccolo albergo: il piccolo albergo aveva 168 camere. Da noi quelli che impropriamente chiamiamo alberghi hanno meno di 30 stanze.
C’è una soluzione?
Si, svincolare tutti gli alberghi: chi vuole restare ha possibilità di lavorare con il giusto prezzo e chi esce riceve un equo compenso per i sacrifici della sua vita.
Federalberghi da anni chiede questo perché molti alberghi per come sono stati costruiti, per la loro posizione o altro, non sono più in grado di stare sul mercato.
Cos’è il mercato? Sono i desideri della gente. Cosa determina il mercato? Il prezzo.
Se la domanda è largamente superiore all’offerta, com’è purtroppo nel nostro caso, il prezzo può scendere al di sotto dei costi e determinare il fallimento.
Nel Salento, quest’anno molto richiesto, il prezzo in un B.B. senza nessun servizio, era a partire da 70 euro per la camera doppia e 120 per la camera multipla. Da noi guardate su internet il prezzo degli hotel a 4 stelle.
C’è un altro particolare: Rimini mediamente ha un patrimonio alberghiero peggiore delle località vicine e mentre loro recuperano un misero 2%, noi perdiamo continuamente nonostante le presenze invernali.
Ma è tutta la riviera ad avere un calo di appeal, in Italia l’aumento medio è stato del 3,5%.
Per i Riminesi dei sassi la marina è una zona di second’ordine e infatti le prime case popolari le avevano costruite a Rivazzurra su viale Regina Margherita, salvo poi fare una grossa speculazione sull’area ex Atam venduta a prezzo altissimo per costruire un condominio.
Purtroppo nel consiglio comunale non ci sono persone che hanno sensibilità alla situazione attuale, chi governa si circonda di adulatori, giullari e elemosinieri che seguono le imprese della giunta con entusiasmo, l’opposizione cerca di trovare, senza nessuna originalità, falle sulle delibere ma è completamente all’oscuro delle problematiche reali.
Anni fa le grandi compagnie di viaggio chiesero la possibilità e agevolazioni per costruire alberghi per la loro clientela, erroneamente gli fu detto di no. Invece bisogna andarle a cercare e offrigli le ex colonie o altro spazio e farle tornare con la loro ricca clientela, un aereo non può scaricare centinaia di persone per dividerle tra decine di strutture. Tornerebbe a funzionare l’aeroporto, i bar le discoteche e il commercio in genere.
Voglio firmare col il nome di Ataulfo re dei barbari che mi avevano attribuito i riminesi dei sassi da ragazzo, in realtà sono Mantuano Antonio Tiberio nato a Rimini vicino al ponte Tiberio.

Antonio Mantuano