Falsa partenza: non basta un’ordinanza da Bologna per aprire la Riviera

Falsa partenza: non basta un’ordinanza da Bologna per aprire la Riviera

Bonaccini sperava che le spiagge si potessero aprire con un colpo di bacchetta magica, arrivato all'ultimo minuto. Ma non funziona così. E a Rimini nord si aggiungono i problemi dei cantieri.

Qualcuno l’ha già detto che Bologna è lontana dal mare. Intendendo non tanto la distanza chilometrica, quanto la lontananza dei decisori che abitano la sede di viale Aldo Moro dalla economia della Riviera e dalle sue reali esigenze. Il presidente della Regione Emilia Romagna forse pensava che sarebbe bastato dare il via con uno schiocco di dita alla stagione balneare perché in spiaggia comparissero magicamente gli ombrelloni. Non funziona così, e la riprova la si è avuta oggi.

Pochissime le spiagge a Rimini che nel weekend sono in grado di accogliere i primi clienti alla ricerca del sole e di un mare che oggi si presentava bellissimo. Gli stabilimenti balneari non hanno avuto il tempo per prepararsi. L’incertezza ha dominato fino all’ultimo. Gli arenili sono stati chiusi d’imperio fino al 18 maggio. Due giorni fa Bonaccini ha anticipato l’apertura dal 25 al 23. L’ordinanza balneare della Regione è uscita ieri e dice che “la stagione balneare 2020 è compresa tra il 23 maggio 2020 e il 31 dicembre 2020; la stagione balneare estiva è compresa fra il 23 maggio 2020 e il 25 ottobre 2020; l’attività balneare è compresa fra il 13 giugno e il 13 settembre 2020”. Sulla carta è facile fissare date.

Dopo quella regionale deve essere emanata l’ordinanza del Comune di Rimini e per ora si sa solo che le distanze fra ombrelloni dovrebbero essere di 18 metri quadrati, anche se varierà a seconda delle dimensioni degli arenili fra la zona nord e quella sud. Caos totale.

Ma quello che spaventa sono anche i tanti alberghi, bar, ristoranti e negozi chiusi e impolverati, che sembrano ancora immersi nella stagione del lockdown.

A tutto questo si aggiungono le zone interessate dai lavori degli arredi urbani. Da Torre Pedrera a Viserba è tutto un cantiere. La gran parte delle attività che si affacciano sulle ruspe sono ovviamente sigillate. E quale bagnino è stato invogliato a correre per farsi trovare pronto in un contesto del genere? Si contano sulle dita di una mano nel tratto di Rimini nord fino al confine con Bellaria.

Anche perché per andare in spiaggia bisognerebbe attraversare strade transennate con camion ed escavatrici all’opera.

Non ultimati nemmeno i lavori sull’asse (vie Domeniconi, Eritrea, Caprara, Mazzini) che costeggia il tracciato della ferrovia.  Uno scenario che non lascia davvero immaginare, almeno ad oggi, una stagione già aperta.

Via Polazzi

In via Dati si asfalta