Fondi europei: fra i più finanziati Scm e Anthea

Fondi europei: fra i più finanziati Scm e Anthea

L’Emilia-Romagna stanzia in “Fondi strutturali europei” 2.400 milioni di euro fino al 2020. Sono un mucchio di soldi. Dal 2015, per il programma “Por Fesr”, finanziate 666 imprese. Soltanto 12 quelle di Rimini. Ecco quali sono. C’è tempo fino a novembre per partecipare a un bando sulle start up.

La Cuccagna per gli imprenditori avveduti
Dietro le sigle roboanti, a volte, si nasconde un tesoro. Esempio: che cavolo vuol dire Por Fesr? La sigla sta per Programma operativo regionale Fondo europeo di sviluppo regionale. Badate poco alla retorica – sigla astrusa e ridondante – e datevi ai fatti. Cioè, ai soldi. La pagina specifica relativa alla Regione Emilia-Romagna (qui) ci insegna che “Il Programma operativo regionale dell’Emilia-Romagna è il documento di programmazione che definisce strategia e interventi di utilizzo delle risorse comunitarie assegnate alla Regione dal Fondo europeo di sviluppo regionale, nel quadro della politica di coesione, per la crescita economica e l’attrattività del territorio”. Si capisce poco o nulla, la lingua italiana non è il forte dei burocrati. Poco importa, ripeto, questo non è un manuale di retorica attiva. Il punto, qui, sono i soldi. Europei. Buoni. Tanti. In soldoni, alla voce “Fondi strutturali europei”, la Regione Emilia-Romagna vanta, per il periodo 2014-2020, la possibilità di “1.147 milioni di euro”, che arrivano a “un totale complessivo di 2.457 milioni di euro” se ci mettiamo i fondi statali e quelli di pertinenza regionale. Sono un mucchio di soldi. Così tanti che non riesci a pensarli. Eppure, è bene farci un pensierino. Perché quei soldi sono la Cuccagna degli imprenditori. Sono per voi.

666 imprese regionali finanziate, solo 12 a Rimini
Torniamo alla nostra sigla, il Por Fesr. Per quella “Le risorse complessivamente destinate all’Emilia-Romagna per la realizzazione del Programma ammontano a 481.895.272 euro”. Un bel mucchio di soldi. Di questi, la maggior parte (il 30%) vanno a finanziare progetti che abbiano per scopo “Ricerca e innovazione” (140.568.582 euro) e “Competitività ed attrattività del sistema produttivo” (120.473.818 euro). Le didascalie sono sufficientemente vaghe per permettere un bel cantuccio a ciascuno di voi. Intanto, cerchiamo di capire a chi sono andati i primi soldi di questo bendiddio. Dal 2015 la Regione ha finanziato, con soldi europei, statali e regionali, 666 imprese. Di queste 666 – numero affatto diabolico, maneggiassero l’Apocalisse… – solo 12 sono espressamente di Rimini. Quali sono e quanti soldi si beccano? Eccole, eccoci.

Chi piglia più soldi? Scm Fonderie e Anthea
La maggior parte dei denari (nello specifico: 1 milione e 506.375 euro) va a Scm Fonderie, che è un ‘braccio’ del gruppo Scm. Subito dietro, con 427.636 euro di fondi europei e pubblici, Anthea Srl, che è la società direttamente controllata da Rimini Holding SpA, che è una emanazione del Comune di Rimini. Seguono, imprenditori nel campo della tecnologia come Engynya Srl (finanziata per due progetti con 110.380 euro e 23.410 euro), Blutec Srl (126.884,87 euro), ItWorking Srl (114.300 euro). Il ‘sociale’ è finanziato attraverso La Fraternità Cooperativa Sociale legata all’Associazione Papa Giovanni XXIII (93.500 euro); finanziamenti anche per la società di consulenze Serint Group (109.900 euro) e per Start Up Italia Rimini (75mila euro). Il settore commerciale è finanziato attraverso Turbolenza Srl (90.809 euro) e Piazza Arcobaleno Srl (53.748 euro); soldi anche per Fontemaggi Srl (70mila euro) e per Lantennista (26.074 euro). Pure la piadina, la piada, è adeguatamente sovvenzionata… ma dovete farvene una ragione, cari riminesi, la piadina si fa meglio altrove, non certo a Rimini città. Finanziati a dovere, perciò, Piada d’oro a Saludecio (99.453,50 euro), Artigianpiada Srl a Coriano (90.215 euro) e la Compagnia della Piada Srl a San Giovanni in Marignano (163.325 euro). Le aziende più importanti – perciò degne di adatti finanziamenti – al di là di Scm, sono fuori Rimini. Tanti soldi grandinano su Aetna Group SpA di Verucchio (848.650 euro), su Photosi SpA di Riccione (527.150 euro), su Celli SpA di San Giovanni in Marignano (456.750 euro) e su Focchi SpA a Torriana (357.159). Chissà come mai, nessuno finanzia una casa editrice, i libri non interessano a Bologna né a Roma né a Bruxelles. E voi? Forse avete l’idea che i soldi, alla fine, vanno sempre ai soliti. Forse è così. Ma la speranza è l’ultima a morire. Ci sono altri bandi in atto, magari c’è quello giusto per voi. Un esempio? “Start up innovative”. Per quest’anno il bando scade il 30 novembre. Le risorse sono considerevoli: 4 milioni e mezzo di euro dal 2017 al 2019. Bisogna scaricare il bando, leggere per benino, compilare i documenti. Buona fortuna.