Il Dna inciucista rende ciechi: Lombardi, l’aeroporto e Renata Tosi

Il Dna inciucista rende ciechi: Lombardi, l’aeroporto e Renata Tosi

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Se per vent’anni coltivi l’inciucio (per Dna, per “interesse” o per incapacità a concepirti classe politica alternativa di governo, scegliete voi), l’andare a braccetto col “nemico” diventa un abito mentale, uno stile di presenza, un’impronta genetica. Per inciso: perché a Rimini dopo la breve stagione del pentapartito al governo della città, l’opposizione di centrodestra abbia indossato questo abito e, sostanzialmente, non se lo sia più tolto, dovrebbe essere materia di studio e ricerca e qualcuno prima o poi dovrà pur occuparsene. Di certo si avverte, robusta, l’esigenza che Rimini possa diventare una città “normale” anche da questo punto di vista: AAA opposizione cercasi! (pur senza fare di tutta l’erba un fascio, nel senso che qualcuno che lavora con serietà nel centrodestra c’è ma da qui all’affermare un nuovo capo di moda che possa piacere all’elettorato di centrodestra ce ne passa).

lombardi-tosi-homeStamattina Marco Lombardi ha vergato un’altra delle sue perle inciuciste, forse senza nemmeno accorgersene, tanta è la consuetudine col ruolo (chi se lo fosse perso potrà leggerlo qui a fianco). Mantiene la linea, insomma, clamorosamente esternata in un pubblico incontro di Forza Italia lo scorso febbraio, che solo Rimini 2.0 documentò. Perché lo fa?
In un panorama cittadino devastato, alla mercé di una classe dirigente improvvisata, segnato da mille emergenze e da problemi giganteschi, in balìa di un sindaco che sta sempre più sullo stomaco anche ai suoi compagni di partito (dentro il quale si sta lavorando con impegno per preparare il dopo Gnassi sperando che la sua stagione si chiuda il prima possibile), Lombardi decide di sparare la sua cartuccia in direzione del sindaco Renata Tosi. Qual è la sua colpa? Quella di aver osato dire che con l’aeroporto di Ancona intende dialogare, verificare un’eventuale collaborazione, mossa dalla semplice constatazione che se l’aeroporto di Rimini sembra sopravvivere senza particolari entusiasmi (e investimenti), nello scalo marchigiano sono arrivati un partner e una quantità di denaro che, almeno sulla carta, lasciano immaginare uno sviluppo di quello scalo che sarebbe stupido non considerare con attenzione. Tutto da verificare, ovviamente, perché potrebbe essere un fuoco di paglia. Però, perché Lombardi guarda con sospetto a quel accade nelle Marche mentre fa un atto di fede verso Airiminum? Normale che certe critiche alla Tosi vengano dal presidente di Airiminum, ma che Marco Lombardi diventi il soldato di complemento di Laura Fincato è la chicca che mancava all’estate che passerà alla storia per il Cocoricò e i “saluti da Rimini”.

In passato a sua discolpa Forza Italia modello Lombardi ha portato a difesa della politica inciucista su aeroporto e Fiera la seguente argomentazione: siamo sinceramente interessati ai destini della città e non facciamo le barricate per partito preso. Sulle infrastrutture strategiche lavoriamo d’amore e d’accordo con chi è al governo, per il bene di Rimini. Politica responsabile, dunque.
Potrebbe essere un’argomentazione nobile, ma se poi per il bene della città avalli anche quel mostro di presunzione e megalomania che si chiama nuovo Palazzo dei Congressi, voragine di debiti che ricadono sulla città, allora i casi sono due: o l’opposizione ha peccato di superficialità e incapacità amministrativa, oppure di politica dell’irresponsabilità (mentre oggi Lombardi dà lezione di “rigore amministrativo” alla Sindachessa) o qualcosa di peggio.

Lombardi non può non sapere com’è morta Aeradria (era per la collaborazione anche allora) e come si è voltato pagina. Non può non sapere di chi sia stata la regia che ha preparato il nuovo corso, la “copertura” governativa (l’ex ministro Lupi e il parlamentare Ncd di casa nostra non hanno certo osteggiato l’operazione) e tutti gli interrogativi che ancora restano aperti. Se nutre speranze ha forse in mano elementi che ai più sfuggono. E perché ce li ha lui, visto che in molti per mesi hanno chiesto di vedere le carte e non ci sono riusciti? Se ha relazioni con gli imprenditori locali forse sa che c’è già chi parla di aspettative deluse anche senza aspettare di tirare le somme fra un anno. Tutti intenti a remare contro oppure semplicemente più liberi di guardare quel che accade?
Surreale che Lombardi sottolinei con la matita rossa la conquista dell’aeroporto di Ancona da parte dei russi senza bando pubblico, perché (sempre nel famoso incontro pubblico già citato) ci dovette pensare il neocoordinatore di Fi, Giulio Mignani, a prendere la parola per ricordare a Lombardi che “quello che ha stupito molti è che Airiminum abbia vinto il bando Enac col massimo dei punti, cosa che non ha precedenti in Italia”.
E se Lombardi vede nella Tosi una tifosa della società russa e dell’aeroporto di Ancona, che dire del suo appello ai sindaci della costa “per sostenere le iniziative del Fellini” e per “un supporto morale”? Qui siamo al tifo da curva inciucista.