Vola l’inciucio, Lombardi e Piacenti tifano Airiminum

Vola l’inciucio, Lombardi e Piacenti tifano Airiminum

Se il Club Forza Silvio di Rimini convoca un incontro pubblico per parlare dell'aeroporto, e per di più l'evento cade nel giorno del “maxi sequestro”

Se il Club Forza Silvio di Rimini convoca un incontro pubblico per parlare dell’aeroporto, e per di più l’evento cade nel giorno del “maxi sequestro” nei confronti del sindaco Gnassi e di chi (ma non solo) per il centrosinistra è stato a capo delle istituzioni cittadine negli ultimi vent’anni, cosa è lecito aspettarsi? La chiamata alle armi (politiche, s’intende) da parte dell’opposizione, l’avvio della campagna elettorale, visto che ormai si parla di voto che si preannuncia anticipato rispetto alla scadenza naturale. Ci sarebbe da aspettarsi la chiarezza dei ruoli, la presa di distanza da chi ha condotto il gioco. Invece no. Marco Lombardi, figura di riferimento per il Pdl riminese e per Forza Italia in particolare, gli ultimi tre mandati trascorsi in Regione, ieri sera all’incontro promosso dal Club Forza Silvio nella sede centrale della Provincia per discutere dell’aeroporto, oltre ad una condanna delle scelte politiche della sinistra che ha guidato e guida Comune e Provincia (“le responsabilità del sindaco Gnassi e di Vitali, e più in generale del Pci, Pds, Ds, Pd, sono enormi”) non è andato. Anzi, ha difeso Airiminum e gli imprenditori locali che ne fanno (anche se ancora se ne stanno nascosti nella nebbia) parte. Forza Airiminum, insomma.

Il suo incipit è stato questo: “Quello che dirò non è la posizione ufficiale di Fi ma solo un approfondimento che io ho fatto sia per l’esperienza che ho avuto in tutti questi anni, sia per la conoscenza diretta di alcuni fatti…” L’approfondimento è stata una lunga cronistoria dei passaggi salienti, per forza di cose sommaria e imperfetta, ma la sostanza del suo messaggio è stata un’altra.
“E’ un equivoco evocare l’invasione rossa a proposito di “Rimini partecipazioni”, che è formata da Cna e Legacoop ma in realtà è solo una scatola vuota che è servita a creare uno schermo agli imprenditori locali”, ha detto Lombardi. Come se fosse normale doversi nascondere dietro ad una scatola vuota, che comunque ha un Dna che conduce ai soliti noti, a partire dal presidente Massimo Gottifredi, un passato da amministratore del Pd, ai vertici di Apt Servizi e per tre anni nel cda di Aeradria (ruolo che lo ha fatto finire fra i 34 indagati dell’inchiesta “Icaro”) su nomina della Regione Emilia Romagna. Ma ancora più magnanimo l’esponente di Fi si è dimostrato nei confronti del presidente e dell’amministratore unico di Airiminum, Laura Fincato e Leonardo Corbucci: “Corbucci nel ‘Fellini’ ha visto un affare, nel senso buono del termine, e si comporta da investitore che oltre al bene dell’aeroporto vuole anche un ritorno economico. Fincato rappresenta l’aspetto tecnico, avendo avuto esperienze aeroportuali, mentre la componente riminese rappresenta quanti tengono al bene dell’aeroporto e a costoro di guadagnare non interessa nulla, ma solo che l’aeroporto funzioni”. Un quadretto surreale punteggiato di benefattori desiderosi di fare il bene di Rimini. Senza il minimo accenno alla regia politica e in gran parte anche operativa di tutta l’operazione, più volte tirata in ballo in questi mesi, che ha ruotato attorno a Riccardo Fabbri, che non è proprio il custode, in pensione, della bocciofila.

Lombardi si è spinto anche oltre, invitando a “sgomberare il campo dal chiacchiericcio sulla nuova società di gestione. Se cominciamo a dire che l’aeroporto non arriverà mai ad 1 milione di passeggeri e se continuiamo ad affermare che hanno vinto i compagni inneschiamo un meccanismo che in questo momento non serve a chi ha vinto”. Nemmeno il Pd era mai arrivato a questi utili consigli ai naviganti.
Il messaggio politico finale di Lombardi è stato questo: “L’atteggiamento da avere è di attenzione, non assecondare una becera speculazione ma anche facendo attenzione a chi in questa vicenda si è inserito per tentare un rilancio dell’aeroporto. L’unico errore fatto da Airiminum è stato quello, per eccesso di timore da una parte e di prudenza dall’altra, di non chiarire bene con il territorio la propria situazione”. Con una sorta di aggiuntivo “appello alla imprenditoria locale per coinvolgersi di più”. Allibiti alcuni dei presenti in sala. Al punto che Gennaro Mauro, capogruppo Ncd-Fi in consiglio comunale, ha dovuto ricordare a Lombardi che “Airiminum ha ottenuto il bando con soli 935mila euro di capitale versato e ad oggi non ha ancora reso noto il piano industriale”. E addentando un boccone succulento, ha buttato la che “se non siamo in grado di approfittare di questa situazione, alzando il tiro ed evidenziando le responsabilità politiche del Pd, è meglio che andiamo a fare un altro mestiere”. Nemmeno il tempo di sedersi che un altro storico esponente di Fi a Rimini, Gianni Piacenti, da molti anni in sintonia con Marco Lombardi nella conduzione del partito riminese, ha tirato le orecchie a Gennaro Mauro: “Sentire l’entusiasmo di Mauro per la prossima campagna elettorale fatta da cattocomunista, con la magistratura rossa, mi ha fatto venire l’orticaria. Mi fa un po’ schifo pensare che il centrodestra se vincerà lo farà perché la magistratura ha colpito anche un comunista”.
Piacenti a proposito della disfatta di Aeradria ha buttato la croce addosso solo alla Provincia: “C’è una responsabilità politica del presidente della Provincia grande come una casa, perché non si muoveva foglia senza che il presidente lo volesse, … questa cosa la sanno anche i sassi. Adesso speriamo che l’aeroporto funzioni, io non faccio il menagramo e non cerco di mettere in difficoltà quelli che in questo momento hanno vinto”.

Un “atteggiamento di benevolenza verso Airiminum, un privato che cerca di salvare l’aeroporto”, è stato espresso anche da Giuliana Moretti, consigliere comunale Ncd, che ha attaccato la “responsabilità del Pd per il fallimento di Aeradria, ma fare le pulci alla nuova società, come ha fatto il movimento 5 stelle, non va bene”.
Presente fra il pubblico anche il segretario generale della Uil, Giuseppina Morolli, e anche lei si è forse sentita in dovere di prendere la parola dopo avere ascoltato tessere le lodi di Airiminum. La sindacalista ha fatto notare che da Airiminum si attendono ancora molti chiarimenti, “a cominciare dal piano industriale”, ha aggiunto che “a pagare più di tutti sono stati i 78 lavoratori, che i nuovi assunti non avranno i contratti di Assaeroporti e che bisogna stare allerta”.
Va detto che se i big hanno avuto un atteggiamento “inciucista”, altri hanno preso le distanze. Fra questi il neo coordinatore provinciale, Giulio Mignani: “Quello che ha stupito molti è che Airiminum abbia vinto il bando Enac col massimo dei punti, cosa che non ha precedenti in Italia”, ottenendo da Lombardi la risposta che “i bandi devono essere graditi a Enac, con progetti costruiti sulla struttura aeroportuale e non su altro”. Stoccatina a Lombardi e Piacenti anche dal coordinatore uscente, Filippo Giorgetti: “Questa serata non è nata per fare una difesa del bando Enac e nemmeno per fare i garantisti o meno. Dobbiamo essere una opposizione non consociativa all’infinito ma piuttosto aggressiva e severa”.
Umberto Casalboni, ex consigliere comunale di Fi a Rimini, si è chiesto perché sono state escluse cordate “con un portafoglio più pieno di quella che ha vinto, e che ha tanti compagni all’interno”.