La prof saluta i suoi alunni: “Solo la cultura vi permetterà di lasciare il segno”

La prof saluta i suoi alunni: “Solo la cultura vi permetterà di lasciare il segno”

"Care alunne e cari alunni, nel volgere alla fine dell'anno scolastico, e già toccata da un spirito nostalgico, scrivo due righe per tirare le somme”. Comincia così la lettera che una insegnante di italiano e storia, Antonietta Pellegrini, ha lasciato ai suoi alunni della Casa Circondariale di Rimini e della 2as dell'Istituto Malatesta. Perché le esperienze maturate nel cammino di studio, condivisione e amicizia, non devono andare in vacanza.

Quella che pubblichiamo è la lettera che la professoressa Antonietta Pellegrini, insegnante di italiano e storia, ha lasciato ai suoi alunni della Casa Circondariale di Rimini e della 2as dell’Istituto Malatesta al termine dell’anno scolastico. La condividiamo volentieri coi nostri lettori.

Care alunne e cari alunni,
nel volgere alla fine dell’anno scolastico, e già toccata da un spirito nostalgico, scrivo due righe per “tirare le somme”.
È stato un anno non proprio in discesa, è vero: ogni classe porta con sé le sue problematiche, ma anche le sue potenzialità inespresse.
La scuola è sempre un luogo in cui le diversità dovrebbero essere motivo di arricchimento e non di esclusione; scrivo “dovrebbero” perché non sempre è così.

Ho fatto l’insegnante per vocazione, non per ripiego. Sono bastati un film e un professore di italiano per farmi capire quale strada prendere, e ancora oggi, sono grata a quell’uomo, che mi ha praticamente insegnato tutto. Può capitare, a volte, di sentirci persi, o stanchi. Persi perché non sappiamo quale decisione prendere, quale direzione dare alla nostra vita. Un lavoro pesante, che non ci fa respirare; una storia d’amore finita male che ci tira giù, a fondo; una vita difficile, lontana da casa nostra e dalla nostra famiglia. Stanchi, quando sentiamo il bisogno di staccare la spina, ma la società in cui viviamo, non ce lo permette. Il motto di oggi è “chi si ferma è perduto”. Cari ragazzi miei, non è così. Dobbiamo fermarci, dobbiamo cercare la pace in una vita che, molto spesso, è solo guerra. Fermarsi, per riprendere fiato, non significa essere deboli, ma essere umani. Nessuno di noi è instancabile. Nessuno può sentirsi sempre pronto, forte, invincibile. Ognuno di noi porta con sé le medaglie delle vittorie, ma dietro di esse, ci sono cicatrici delle sconfitte che non tutti vedono, o meglio: che non tutti meritano di conoscere. Siate selettivi, non donate voi stessi a chiunque, ma solo a chi merita davvero questo privilegio. Siate forti, sempre, ma accettate le vostre fragilità, e non credete a chi vi dice di non averne. Amate la vostra solitudine, perché ci saranno attimi in cui sarà necessario guardarvi dentro, scavare allo specchio e fare il punto della vostra vita. Succede a tutte le età. Ci vuole una gran dose di coraggio per farlo. Voi, la vostra solitudine e gli errori commessi sul piatto. Tutta esperienza.

La prof Antonietta Pellegrini

Mettetevi in testa di non essere un voto, un numero, un compito andato male o un’interrogazione andata bene. Siete persone, e come tali dovete essere trattate. Rivendicate sempre questo diritto, non fatevi mai dire cosa fare o cosa pensare. Accettate i consigli, perché tutti dobbiamo cercare di migliorarci ogni giorno, e cedete ai dubbi ogni tanto, perché vi faranno crescere, fino alla fine del viaggio. Ritagliatevi la vostra pace, perché nessuno ve la regalerà. La verità è che, per quanto la nostra vita sia soddisfacente e contornata di persone più o meno importanti, essa è solo nostra, quindi non fatevi influenzare da nessuno. Ricordate sempre che si impara ogni giorno, e io con voi ho imparato molto. Diffidate da chi usa la cattedra come uno strumento di potere o divisione. Gli insegnanti possono imparare molto dai propri alunni, se sono disposti a farlo.
Non temete la paura, essa è stata la mia migliore amica per anni. Mi ha consigliata, ha ponderato le mie scelte, mi ha riportata fuori dopo aver passato tempi lunghissimi in un limbo, stanca, appunto, e persa. Le perdite, quelle ci tocca subirle, ma dobbiamo ricordare che la vita deve continuare.
Ricordate che anche gli insegnanti possono sbagliare, perché sono umani come voi.

Le due cose che vi terranno in vita e giovani, saranno l’ironia e la curiosità: la prima per non prendersi mai troppo sul serio, la seconda per nutrire la conoscenza.
Non fatevi rinchiudere dentro stereotipi o etichette: non esiste nulla di peggio che perdere la propria identità, quindi non uniformatevi. Cercate sempre di guardare il lato positivo, ma non perdete di vista l’obiettivo: essere decisi vi aiuterà, essere incoscienti non sempre.
So che sono stata fin troppo pedante con la letteratura e la storia, ma ricordate: la prima fa librare i pensieri verso la libertà, l’arte, la poesia; la seconda vi insegna a non commettere più gli errori di chi ci ha preceduti, di conoscere le nostre origini, di non cadere nei tranelli di chi ci vorrebbe tutti esseri accondiscendenti e benpensanti. Non si può sempre accettare, bisogna dire anche no e farlo con decisione, se serve.

Siate tolleranti con il prossimo, siate superiori alle scissioni tra “uomo-donna” che ancora oggi pesano sulla nostra società. Confrontatevi con chi è migliore di voi, per trarre spunti e idee, e leggete. Non perché sia solo funzionale alla scuola, ma perché la cultura è lo strumento che vi permetterà sempre di fare la differenza e lasciare un segno. Vi permetterà di distinguervi, di crearvi un pensiero indipendente che molti non possono vantare. Vi aiuterà a non essere pecore, ma capobranco.
E ricordate che sì, dobbiamo elogiare la nostra solitudine, ma che i leader solitari prima o poi cadono giù. Ogni branco ha un leader, ma ha anche una squadra, appunto. Quando cade la neve e soffiano i venti della tempesta, il lupo solitario muore, ma il branco sopravvive. Collaborate, quindi, aiutatevi a vicenda e rispettate sempre quel legame che è il più prezioso di tutti: l’amicizia, dalla quale non si traggono vantaggi pratici, ma un amico vero è il bene più prezioso che una persona possa custodire.
In me, troverete sempre un’amica, disposta ad aiutarvi, o semplicemente, ad ascoltarvi.

Antonietta