Gli “intoppi” del Trc non sono a Roma ma a Rimini: ecco perché il Metromare non parte

Gli “intoppi” del Trc non sono a Roma ma a Rimini: ecco perché il Metromare non parte

Quando passa il Metromare? Da mesi assistiamo al balletto delle date: Pentecoste, estate, autunno... A maggio si è scoperto che manca la segnaletica. Ora dal ministero dei Trasporti veniamo a sapere che il gestore del servizio non ha ancora presentato la richiesta per attivare le procedure che devono portare alle verifiche e alle prove funzionali necessarie per aprire al pubblico il Trc. Che Agenzia Mobilità Romagnola non ha ancora ricevuto in affidamento da Pmr. Ma vi raccontiamo anche i muri di gomma contro i quali è costretto a rimbalzare chi vorrebbe ricevere dagli enti pubblici informazioni precise su un'opera pagata dai cittadini.

Non c’è due senza tre. E quella che stiamo per raccontarvi è la terza scoperta (nel giro di circa un mese e mezzo), questa davvero grossa, sul mancato avvio del Trc. Il filo rosso è sempre lo stesso: la metropolitana di costa continua a rimanere ai box. Ma per quali ragioni? Nè l’amministrazione comunale e né Pmr hanno mai fornito risposte esaustive. Anzi, col senno di poi si potrebbe sospettare un’azione di “depistaggio” anziché di trasparenza. Di fatto si è andati avanti per scoperte parziali legate ad interrogazioni partite dai banchi della minoranza, che hanno ricevuto mezze risposte ma che non hanno mai fornito un quadro completo.

Prima scoperta: il Metromare (lo si è appreso il 9 maggio) non viene inaugurato per l’estate 2019. Partirà “entro l’anno”.
Seconda scoperta (31 maggio): “Il Trc deve essere calato nel tessuto urbano”. Manca tutta la segnaletica “per connettere la struttura trasportistica alla città”.
La terza scoperta è questa: né al ministero dei Trasporti e né agli uffici competenti di Ustif risulta pervenuta una specifica domanda, prevista per legge, per richiedere le verifiche tecniche connesse alla messa in servizio del Trc e alla sua apertura al pubblico. Il che smentisce quanto è stato comunicato a Rimini dai rappresentanti di diversi enti, ovvero, stiamo aspettando da Roma….

Rinfreschiamoci la memoria su quel che disse l’assessore alla Mobilità Roberta Frisoni in consiglio comunale il 31 maggio: “Si è tentata anche una messa in servizio estiva con l’utilizzo dei filobus esistenti, sui quali è però pendente una autorizzazione dell’Ustif, il soggetto preposto per le autorizzazioni della messa in esercizio dei mezzi. E’ una autorizzazione che è sempre necessaria nel momento in cui si devono mettere in esercizio i sistemi, auspichiamo che si possano accelerare i tempi anche sugli aspetti burocratici”. Si è tentata? Cioè? Si tenta la fortuna, non la messa in esercizio di un’opera pubblica da circa 100 milioni di euro. E poi chi avrebbe tentato? Però fissatevi bene in testa il tipo di autorizzazione di cui ha parlato l’assessore, perché è questa che dal ministero dicono non essere pervenuta.

Abbiamo chiesto all’assessore Frisoni, che almeno ci ha dato udienza (a differenza di altri che svolgono una funzione pubblica ma sembrano allergici alla trasparenza, come vedremo). In base a quali informazioni l’assessore ha riferito in consiglio comunale che “si è tentata una messa in servizio estiva” del Trc e che “è pendente una autorizzazione dell’Ustif”? “In occasione della interrogazione presentata in consiglio comunale (da Mario Erbetta di Rinascita civica, ndr) avevo chiesto al presidente di Pmr, ottenendo la risposta che era stata presentata una istanza all’Ustif ed eravamo in attesa di un riscontro in merito”, spiega l’assessore a Rimini 2.0. E quindi quali sono le informazioni in suo possesso? “Che il gestore individuato per la messa in esercizio del sistema è Start Romagna, attuale gestore del Tpl, anche perché il Trc è una linea del trasporto pubblico locale”. Non sarà particolarmente felice della notizia la giunta Tosi, che ha spesso tuonato: “Il Comune di Riccione non accetterà mai un conferimento del servizio a Start senza gara pubblica”. Ma andiamo avanti. All’assessore Frisoni risulta che Start Romagna abbia presentato al ministero e ad Ustif la richiesta per l’avvio del Trc? “Questo non lo so”, ci ha risposto.

Qual è il soggetto titolato a richiedere l’autorizzazione per cominciare a far circolare i mezzi del Metromare? Non è Pmr, Patrimonio mobilità provincia di Rimini. Perché in Italia la procedura per poter mettere in esercizio un trasporto pubblico è dettata dal D.P.R. 753/80: “Norme in materia, sicurezza e regolarità dell’esercizio delle ferrovie e di altri servizi di trasporto”. Ed è disciplinata dall’articolo 5. “Le verifiche e le prove funzionali vengono disposte dagli uffici e dagli organi indicati al precedente comma su richiesta del concessionario, il quale all’uopo, dovrà unire alla propria domanda una dichiarazione di ultimazione e regolare esecuzione di tutte le opere….” E’ stata la stessa Pmr a dircelo, aggiungendo che “il concessionario si identifica nel gestore”. Al che abbiamo recapitato (5 giugno e poi anche sollecitato il 6) a Pmr un’altra domanda: quantomeno vi risulta che la richiesta di autorizzazione sia partita? Silenzio. Perché tacere se sarebbe stato interesse di Pmr far sapere qualcosa di positivo? Forse perché di positivo c’è ben poco.

Fortunatamente sono gli atti ufficiali di Pmr a parlare. Nel bilancio 2018 di Patrimonio mobilità, approvato il 7 maggio, si spiega tutta la trafila burocratica. E’ il gestore che deve avanzare la richiesta per attivare le verifiche necessarie e propedeutiche all’avvio del Trc. Leggiamo per esteso: “Il ruolo di P.M.R. quale Società Patrimoniale detentrice dei beni funzionali e strumentali al servizio di trasporto pubblico locale nonché soggetto deputato all’esecuzione di investimenti in tema di infrastrutture e di sistemi a rete ad ausilio della mobilità, ambito all’interno del quale rientra anche la realizzazione del TRC, prevede l’affidamento del sistema Trasporto Rapido Costiero ad Agenzia Mobilità Romagnola ai fini della dichiarazione di strumentalità ai sensi della Delibera n.49/2015 dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti e all’individuazione del Gestore tramite apposita procedura inserita nel processo di affidamento dei servizi di trasporto pubblico locale del bacino riminese e dei relativi beni funzionali all’esercizio. Nel mese di Dicembre 2018, alla conclusione delle attività di collaudo della parte infrastrutturale e degli impianti di trazione elettrica, si è proceduto a trasmettere tutta la documentazione tecnica amministrativa e progettuale per avviare tali procedure. Negli stessi tempi è stato ufficializzato il progetto di revisione della rete dei servizi di trasporto pubblico ed una rivisitazione del programma di esercizio in funzione dell’apertura del sistema TRC messo a punto dalla Società TPS-PTV di Perugia che risulta essere elemento fondamentale del contratto di servizio con il Gestore”. Ma, altra news che vi sveliamo oggi, alla data odierna Agenzia Mobilità Romagnola l’affidamento non l’ha ricevuto e “sono in corso tavoli di confronto tra i diversi soggetti interessati al fine della messa in esercizio del sistema Metromare”, come ci spiega Amr da noi interpellata sul punto. Ma non è l’unica news di rilievo.

Nè al ministero dei Trasporti e né alla sede di Ustif a Bologna hanno ricevuto la richiesta di cui ha parlato l’assessore Frisoni in consiglio comunale. L’abbiamo appurato dopo aver chiamato l’ufficio stampa del ministero. Nella giornata di ieri è il senatore Marco Croatti del movimento 5 stelle, che si è attivato per diradare la nebbia in materia, a ricevere dal ministero dei Trasporti una informazione precisa: esiste solo la comunicazione (peraltro recente, risale ai primi di giugno) che riguarda l’ultimazione dell’infrastruttura, ma nulla è pervenuto dal gestore per attivare le procedure che devono portare alle verifiche e alle prove funzionali richieste per aprire al pubblico il Trc.

In data 23 gennaio 2019, la Provincia di Rimini, in quanto ente concedente il servizio di trasporto pubblico locale nel bacino riminese, ha inviato una lettera al ministero dei Trasporti e ad Ustif Bologna, nella quale si legge che Pmr ha stipulato con Start Romagna (gestore del servizio) un contratto per “l’affidamento di attività tecniche funzionali alla fase di ultimazione e collaudo” della prima tratta del Trc. E precisato fra l’altro che il Trc “risulta essere rinnovo e integrazione” della filovia Rimini-Riccione. Ma questa è un’altra partita, seppure collegata.

E dunque come è stato possibile annunciare da parte di Pmr l’avvio del Trc prima dell’estate? Il presidente Massimo Paganelli già nell’ottobre 2018 dichiarava che “noi stiamo lavorando alacremente perché il servizio possa partire prima dell’estate 2019” e faceva riferimento alle “procedure per avere tutte le autorizzazioni dal ministero dei trasporti in giù”. Com’è noto, si sarebbe dovuti partire prima dell’estate utilizzando in parte i bus attualmente in servizio ma “adattati per quel tipo di servizio”, spiegò Paganelli. Il ritornello è sempre stato lo stesso, non solo canticchiato da Pmr. Lo scorso marzo in una conferenza stampa sui cantieri al via nel 2019, il sindaco Gnassi a proposito del Trc disse: “la palla è a Roma, se autorizzano i mezzi, se danno le certificazioni, il MetroMare parte già tra qualche mese, se ci mettono più tempo parte in autunno”. Si scopre adesso che la palla è ancora a Rimini.

E i nuovi mezzi quando arriveranno? A leggere il bilancio di Pmr una data certa non esiste. Ma il ritardo viene così motivato: “A febbraio 2018 è stato avviato l’ordine per la fornitura dei 9 veicoli Exqui.city18, reso finalmente possibile dopo che il 27 gennaio era stato pubblicato sulla G.U.R.I. il decreto ministeriale che assegnava al Comune di Rimini il finanziamento di euro 8.850.000. L’inaspettata sentenza della Corte Costituzionale n. 74 dell’aprile 2018 ha ulteriormente differito i termini di conclusione del procedimento, per il quale è stato necessario aspettare il decreto Ministeriale n. 360 del 06 agosto 2018. Nonostante i numerosissimi solleciti rivolti agli uffici ministeriali solo nel secondo semestre del 2018, si è avuto il testo della convenzione da sottoscrivere fra M.I.T., Comune di Rimini e PMR per l’erogazione dei contributi statali, quindi la conclusione della pratica con l’effettiva sottoscrizione dell’atto è slittata ai primi mesi del 2019. Risulterà quindi comprensibile quanto questa incertezza abbia limitato la possibilità di “imporre” ai fornitori dei mezzi l’accelerazione delle consegne”.

Dal bilancio 2018 di Pmr escono altre due informazioni importanti. Il fallimento APTS BV, società che avrebbe dovuto fornire il Phileas, è stato calcolato da Pmr per un valore di 283mila euro. Mentre “l’ostruzionismo di soggetti terzi e del comune di Riccione per 2,061 milioni di euro”, per un importo complessivo pari a 2,344 milioni di euro. Ma al Tar è andata male per Pmr perché si è vista respingere il ricorso contro il Comune di Riccione, giudicato infondato per la mancata dimostrazione da parte della ricorrente del nesso di causalità tra la condotta del Comune e il danno lamentato, per giunta con la condanna a Pmr al pagamento delle spese di giudizio (3mila euro). Ma la società che adesso ha in Massimo Paganelli l’amministratore unico, ha presentato ricorso in appello al Consiglio di Stato. E la stessa cosa ha fatto davanti alle sette sentenze del Tar Emilia Romagna che ha accolto i ricorsi presentati dai privati e annullato i decreti di occupazione temporanea, ritenendoli illegittimi per l’esecuzione delle demolizioni avvenute.

Il bilancio 2018 di Pmr chiude con un utile di 1.934.027 euro frutto di una entrata straordinaria: si tratta della plusvalenza derivata dalla vendita della palazzina di via Carlo Alberto Dalla Chiesa.

Il Trc Rimini-Riccione non è ancora partito ma le mire espansionistiche galoppano. Il Comune di Rimini, in collaborazione con Pmr (soggetto attuatore del progetto), ha messo le basi per il secondo stralcio: stazione di Rimini-Fiera. E già si parla di ulteriori interventi verso la zona sud (Misano e Cattolica) e verso l’entroterra nord, ovvero Santarcangelo. Ma mentre tutto si fa per te (come cantava il Quartetto Cetra), Trc, gli impianti fissi reclamano risorse che non ci sono. Pmr l’ha scritto nell’ultimo bilancio approvato: “Per quanto riguarda il capitolo investimenti relativi agli impianti fissi in proprietà, risulta indispensabile, in vista della stipula del programma poliennale degli investimenti per il prossimo triennio 2019 – 2022, la previsione di schede e/o capitoli con risorse destinane alla manutenzione straordinaria, l’adeguamento e la ristrutturazione dei beni funzionali all’esercizio e dell’impianto filoviario in funzione di quelle che saranno le necessità… La carenza di risorse risulta quindi essere elemento di preoccupazione in quanto non è possibile pianificare in maniera funzionale l’attività di manutenzione preventiva e di ristrutturazione degli impianti legati al servizio di trasporto pubblico locale in assenza di copertura finanziaria. Questa situazione è tanto più delicata perché riguarda infrastrutture in esercizio da lungo tempo e soggette pertanto ad ovvi fenomeni di degrado ed inefficienza che accompagnati alla mutazione del quadro tecnico normativo, risulta particolarmente critica per una società la cui unica fonte di entrata è costituita dai canoni di locazione e dalla contribuzione degli Enti Soci. Inoltre la stessa revisione dei canoni di locazione dei beni funzionali all’esercizio operata in sede di affidamento degli stessi con Atto d’Obbligo risulta essere soggetta a consistenti tagli per effetto dei successivi accordi raggiunti con il Gestore”.

Trc: trasparenza rapida cercasi. Da settimane chiediamo a Pmr e a Start Romagna informazioni precise per sapere se tutti gli atti formali per ottenere il via libera alla messa in servizio del Trc sono stati compiuti. Pmr tace. Start Romagna fa scena muta. L’8 giugno abbiamo chiesto a Start Romagna: ci risulta che la vostra società sia stata individuata quale gestore del Trc per la messa in esercizio del sistema; ha già presentato, oppure deve ancora farlo, la richiesta ai sensi del D.P.R. 753/80? Alla mail è seguita anche una telefonata. Muti. Abbiamo chiesto (nella mattinata di lunedì 17) anche ad Agenzia Mobilità Romagnola lo stato dell’arte: per sapere se A.M.R. ha ricevuto in affidamento il TRC; se ha individuato il gestore; se il gestore ha inviato la richiesta di autorizzazione agli enti competenti; quando si prevede che il TRC possa entrare in servizio”. E oggi Amr ha così risposto: “facciamo seguito alla sua richiesta per comunicare che ad oggi AMR non ha ricevuto formalmente alcun affidamento ma sono in corso tavoli di confronto tra i diversi soggetti interessati al fine della messa in esercizio del sistema Metromare”. Vedi sopra. Il Trc può attendere. Fino a quando?

Seppur di poche parole, ma una risposta Amr l’ha fornita. Pmr e Start Romagna no, pur non essendo enti privati e in quanto tali liberi di rispondere oppure no alle domande che riguardano un’opera pubblica. Pmr è tutta in capo agli enti pubblici locali, col Comune di Rimini che detiene il 79,674%. Start Romagna vede in veste di soci col portafoglio più robusto le Holding dei Comuni di Ravenna, Rimini e Forlì, poi il Comune di Cesena, Tper, le Province di Rimini e Cesena, seguono tanti altri Comuni per un totale di 45.
Il Trc è stato costruito con un’enorme iniezione di denaro pubblico (quasi 100 milioni di euro), quindi dei cittadini. La rincorsa è stata lunga (nel 2001 il Cipe inserisce la metropolitana di costa fra gli interventi di valenza strategica nazionale, ma lo è ancora strategica a quasi vent’anni di distanza?) e ancora i mezzi non circolano. Sarebbe cosa buona e giusta che almeno sul portale di Pmr, in bella evidenza, venisse pubblicato lo stato di avanzamento delle pratiche per arrivare al taglio del nastro, e con scadenze precise messe nere su bianco. Per evitare lo spettacolo indecoroso che si è visto fino ad oggi, date ballerine e promesse mancate.