L’ultima sul Trc: manca la segnaletica e partono 200mila euro

L’ultima sul Trc: manca la segnaletica e partono 200mila euro

Non si finisce mai di imparare sulla metropolitana di costa: "Il Trc deve essere calato nel tessuto urbano", ha detto ieri sera in consiglio comunale l'assessore Brasini. Grazie ad una variazione di bilancio si è scoperto che all'opera che comincerà la sua vita già vecchia, serve il wayfinding, per renderlo visibile agli utenti, per connettere la struttura trasportistica alla città. Non è fantastico?

Fino a poco tempo fa il Trc o metropolitana di costa o Metromare che dir si voglia, si sapeva che avrebbe dovuto essere inaugurato per l’estate 2019: “giugno o luglio”. Per scarrozzare frotte di turisti da Rimini a Riccione e dimostrare così anche l’utilità del costoso mezzo. Traguardo bucato, e com’è risaputo non si tratta del primo. Poi grazie ad una interrogazione in consiglio comunale presentata da Mario Erbetta di Rinascita civica (9 maggio), all’assessore Montini è scappata una frasetta fuori microfono, solo perché incalzata dal consigliere, e così si è scoperto che le ripetute rassicurazioni che erano state fornite dal presidente di Pmr, Massimo Paganelli, poggiavano sulla sabbia. “Entro l’anno”, ha rivelato l’assessore circa tre settimane fa. La linea sarà attivata entro il 2019. L’indomani ha ripreso la parola Paganelli ed ha spostato ancora una volta la data del taglio del nastro: “in autunno”. L’autunno come stagione meteorologica comincia a settembre e finisce a novembre, mentre come stagione astronomica termina il 21 dicembre, quindi la meta autunnale lascia a Pmr ampia possibilità di margine per cercare di farlo finalmente partire questo carrozzone del trasporto (non tanto) rapido di costa. Ma c’è chi teme che si possa sforare nella stagione invernale 2019-2020. Solo chi vivrà saprà come andrà a finire.

Nel consiglio comunale di ieri sera è arrivata un’altra sorpresa: all’ordine del giorno c’era una sostanziosa variazione di bilancio per investimenti pari a 6 milioni di euro. Nell’elenco delle opere da finanziare cosa salta fuori? Lo si è ascoltato dalla voce dell’assessore al bilancio Brasini: “200mila euro per il wayfinding del Metromare; l’infrastruttura oggi collaudata e terminata nella sua parte infrastrutturale deve essere un po’ calata nel tessuto urbano e lo stanziamento è finalizzato a tutta la segnaletica delle stazioni del Metromare per connettere la struttura trasportistica al tessuto urbano“. Non è fantastico che il 30 maggio 2019 si approvi una variazione di bilancio per calare il Trc nel tessuto urbano? Quando i passeggeri sarebbero dovuti salire in carrozza nel 2000, poi di rimando in rimando (l’opera è conclusa da un anno e mezzo circa) nel 2018, all’inizio del 2019, “il primo di giugno”…

“Quindi lo sapevate già che non sarebbe partito per l’estate, avete detto il falso in questi mesi“, ha caricato ieri Mario Erbetta. “Perché non è ancora partito il Trc? La colpa è sempre degli altri? Del ministero? Cosa manca per partire? Se la struttura è omologata perché non si è partiti coi mezzi attualmente a disposizione? Oppure c’è qualche problema alla struttura del Trc e il ministero non dà il benestare per questo? Chi pagherà il mancato incasso del Trc per questa estate? Sicuramente c’è il problema di un’usura delle strutture, chiuse ma illuminate…, e i mezzi sono stati omologati?”

“Erbetta ha paventato scenari apocalittici in merito alla omologazione dei mezzi del Trc”, ha risposto l’assessore Roberta Frisoni. “I mezzi che circoleranno a Rimini sono del tipo già in circolazione a Parma ma i nostri sono ancora più sostenibili e quindi si tratta eventualmente di una sola estensione tecnica relativa al motore, che non sarà termico ma con batterie elettriche, perché per il resto il mezzo è già omologato in Italia e tra l’altro la stesa tipologia full-electric (a trazione completamente elettrica), ma a 24 metri, è in circolazione a Linz in Austria“. Per l’assessore, dunque, problemi di omologazione non ce ne sono. Ma sui ritardi? “Si è tentata anche una messa in servizio estiva con l’utilizzo dei filobus esistenti, sui quali è però pendente una autorizzazione dell’Ustif, il soggetto preposto per le autorizzazioni della messa in esercizio dei mezzi. E’ una autorizzazione che è sempre necessaria nel momento in cui si devono mettere in esercizio i sistemi, auspichiamo che si possano accelerare i tempi anche sugli aspetti burocratici”.
L’Ustif è l’ufficio speciale trasporti ad impianti fissi che fa capo al ministero delle Infrastrutture. Il ministro Toninelli. Senatore Croatti, veda di capire se è tutta colpa dell’Ustif e, nel caso, metta una buona parolina. Sembrerà paradossale, anche un po’ comico, ma stando a quel che si dice a palazzo Garampi dipenderà da voi 5 stelle, che il Trc non lo volevate, dargli vita.