Palazzo dei Congressi: atteso entro l’anno l’esito dell’esplosivo contenzioso col general contractor

Palazzo dei Congressi: atteso entro l’anno l’esito dell’esplosivo contenzioso col general contractor

L'impresa costruttrice del Palas chiede ai riminesi 54,5 milioni di euro. Cagnoni ne ha reclamati 21. Ora il nodo sta arrivando al pettine. E con esso le conseguenze finanziarie.

E’ il contenzioso che toglie il sonno ai timonieri che reggono i destini di vari enti importanti a Rimini. E’ quello fra Società del Palazzo dei Congressi e Cofely Italia S.p.A., che ha realizzato l’astronave di via della Fiera. Nella nota integrativa al bilancio 2016 della Società del Palazzo dei Congressi, che si è chiuso con un altro “rosso” del valore di 658.882 euro (perdite d’esercizio anche nel 2015, pari a -813.649; nel 2014: -1.795.676; nel 2013: -2.081.049) si legge: “Siamo ancora in attesa dell’esito della controversia in essere e conseguente all’aver citato in giudizio il General Contractor che ha realizzato il Palazzo dei congressi, la Cofely Italia S.p.A.; gli avvocati della Società prevedono che la sua definizione avvenga presumibilmente nell’esercizio 2017, avendo il Consulente Tecnico d’Ufficio concluso, nel corso dell’esercizio, la propria attività e depositato la versione definitiva della perizia, comprensiva delle osservazioni presentate dalle parti”.

Pare quindi che il nodo sia arrivato al pettine. E che nodo! Ma vediamo prima chi sono gli “attori” che attendono con ansia il responso.
Società del Palazzo dei Congressi ha tre soci: Rimini Congressi srl, con un valore delle azioni di euro 74.947.574 (81,39%); Italian Exhibition Group spa, euro 16.936.800 (18,39%) e Aia Palace Società consortile a r.l., euro 201.175 (0,22%). Amministratore unico è Marino Gabellini.

Rimini Congressi invece è in mano al Comune di Rimini attraverso Rimini Holding che detiene il 35,58% delle azioni (per un valore di euro 32.811.435), alla Camera di Commercio della Romagna per il 32,5% delle azioni e alla Provincia di Rimini (31,92%). Amministratore unico sempre Marino Gabellini.

Il braccio di ferro fra Società del Palazzo dei Congressi e Cofely va avanti da anni. La posta in gioco è alta. Se Cagnoni ha chiesto un risarcimento danni per oltre 21 milioni di euro, somma che comprende la penale per il ritardo nella consegna dell’opera ed altri presunti danni, il General Contractor Cofely non è da meno, anzi: reclama 12 riserve iscritte per oltre 44 milioni di euro, più ulteriori 10 milioni e mezzo, per un totale di circa 54,5 milioni di euro.
Si fa presto a capire come, nel caso che ad avere la meglio dovesse essere Cofely, le conseguenze finanziarie del contenzioso si abbatterebbero sui partner delle società riminesi ricordate. Il tutto si lega con una operazione di aumento di capitale che Rimini Congressi ha in corso, finalizzata alla successiva operazione di aumento di capitale della Società del Palazzo dei Congressi, “mediante conferimento, nel corso del 2017, delle risorse liquide ritenute sufficienti a garantire l’estinzione del debito residuo nei confronti dell’impresa costruttrice”.