Per Mutonia a Santarcangelo prevale il rilevante interesse pubblico, mentre l’Anfiteatro romano di Rimini è costretto a soccombere all’interesse privato, seppur nobile

Per Mutonia a Santarcangelo prevale il rilevante interesse pubblico, mentre l’Anfiteatro romano di Rimini è costretto a soccombere all’interesse privato, seppur nobile

Lo scorso 13 maggio siamo stati partecipi di una bella notizia che ha visto trionfare la cultura, almeno così intesa da quelle parti, ma come sempre i

Lo scorso 13 maggio siamo stati partecipi di una bella notizia che ha visto trionfare la cultura, almeno così intesa da quelle parti, ma come sempre il giudizio è soggettivo (de gustibus); dopo anni di vicissitudini adombrate da permanenze difformi dalle leggi, Mutonia pare essere stata legittimata e restituita al panorama culturale locale, romagnolo e nazionale (?).
È stata una vittoria delle amministrazioni Santarcangiolesi che si sono impegnate in tal senso, e che oggi raccolgono il frutto dei loro sforzi. Una conclusione che arriva al termine di un complesso iter che ha infine sancito che “accertato viceversa il rilevante interesse pubblico connesso alla dimensione artistico-culturale dell’insediamento di Mutonia in loco, sia in termini assoluti sia in termini di connotazione identitaria del territorio e della comunità santarcangiolese” (!).
Ma risulta, così si legge dai quotidiani più informati della vicenda, che “Anche la Soprintendenza ai Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici di Bologna aveva d’altra parte già dal 2013 raccomandato “il mantenimento di questa realtà creativa e l’elaborazione di un progetto che, attuando le necessarie autorizzazioni, con la collaborazione dei membri della Mutoid Waste Company preservi la permanenza e l’identità di Mutonia come “luogo del contemporaneo”.”.  Ora l’assemblea consiliare dovrà esprimersi sulla sussistenza di un prevalente interesse pubblico di natura culturale e identitaria alla conservazione del parco artistico Mutonia, tale da non ritenere opportuno procedere alla demolizione delle opere disposte con le ordinanze del 2013. Ma alla luce delle circostanze il risultato appare ormai scontato.
A Santarcangelo governa un’Amministrazione a guida PD che si è spesa e battuta per un tema culturale cittadino, fino alla sua auspicabile positiva risoluzione. A Bellaria lo stesso Partito, pur all’opposizione, per fini culturali ed altri di nobile scopi, auspica, tra l’altro, la costruzione di un Anfiteatro (qui). Non si tratta di eventi occorsi su altri pianeti, ma finitimi alla nostra città.
Nell’ambiziosa Rimini alla sempre affannosa vana ricerca di essere una pretesa capitale di qualsivoglia cosa, va in scena l’esatto contrario, dato che non intende tutelare un pregevole monumento romano quale l’Anfiteatro; e ciò che avviene continua ad essere perpetuato da lungo tempo con un’ostinazione inaudita e fuori da ogni logica. Questa vicenda contiene caratteristiche sia comuni agli esempi enarrati, ma anche peculiari di cui le stesse ne sono prive.
Quelle comuni constano nel fatto che l’Anfiteatro è sicuramente di rilevante interesse pubblico, ed ha indubbie caratteristiche artistico-culturali. Quelle peculiari invece consistono in una maggiore connotazione identitaria rispetto a quella riconosciuta a Mutonia dalla Soprintendenza stessa. Ma in tutto ciò risaltano e sovrastano ben altre incontrovertibili condizioni, quali la tutela sancita da un vincolo di inedificabilità assoluta risalente al 1913. Ma anche dalla permanenza sulla sua superficie di un edificio educativo, seppure meritevole, che ne occupa la superficie con titolo “provvisorio” – si fa per dire – da 80 anni; e qui la palese abdicazione dell’interesse pubblico a favore di un interesse privato sottraendo e negando il monumento alla cultura nazionale magari di un livello assai più importante.
Al di là della stessa compagine politica, o partitica, che gestisce o non gestisce queste eclatanti discrepanze nel trattare i siti culturali di più o meno alto livello, resta l’incomprensibile differenza nell’approccio delle stesse.
Mentre in alcuni casi si agisce in nome di rilevante interesse pubblico, di identità di una comunità o di una caratteristica artistico e culturale, nel nostro caso tutti questi nobili valori vengono calpestati, ignorati e negati senza senso a favore di un interesse privato seppur, ripeto, di nobile attività; ma pur sempre privato è. E il tutto si trascina nell’inerzia, di chi ha avuto ed ha pieno titolo di farsi carico per porre un termine a questa incresciosa assurda vicenda.
Alla fine di quanto narrato, ci sembra opportuno concludere parafrasando un vecchio saggio adagio; una sorta di morale della favola, che purtroppo per noi riminesi non ha un lieto fine. Paese che vai … PD che trovi.

Qui di seguito riportiamo per intero la delibera in votazione nel Consiglio Comunale di Santarcangelo di Romagna:
Proposta di consiglio n. 19 del 11/05/2026
Oggetto: DICHIARAZIONE DELLA SUSSISTENZA DI PREVALENTI INTERESSI PUBBLICI AI SENSI DELL’ART. 13, COMMA 5, L.R. N. 23/2004 IN ORDINE AL MANTENIMENTO DELLE OPERE INSISTENTI SULL’AREA DENOMINATA “MUTONIA – PARCO ARTISTICO” SITA IN SANTARCANGELO DI ROMAGNA.
Premesso che:
– l’insediamento denominato “Mutonia” è situato nel Comune di Santarcangelo di Romagna su area definita al mappale 53 e contiguo appezzamento di terreno demaniale regionale identificato ai mappali 32, 34, 36, 107, 39 del Foglio 31,
– Mutonia è caratterizzata e si identifica in un insieme unitario ed inscindibile di atelier di artisti e strutture accessorie di pertinenza, che sono state rilevate – dal punto di vista edilizio – in assenza di titolo e per le quali questa Amministrazione ha adottato le ordinanze di demolizione n. 41 DIR/3 del 13/06/2013 e n. 50 DIR/3 del 12/08/2013, ingiungendo ai responsabili degli abusi la rimozione integrale delle opere;
– tali ordinanze venivano successivamente revocate con ordinanza n. 6 DIR/3 del 12/02/2014, a seguito dell’adozione del “POC Tematico artistico Mutonia – Luogo del contemporaneo” definitivamente approvato con Deliberazione Commissariale n. 94 del 22/05/2014, con funzione di regolarizzazione postuma dell’insediamento sotto il profilo urbanistico;
– tale decisione comunale di predisporre e approvare un POC tematico che valorizzasse l’atelier artistico più volte citato era maturata anche a seguito dei pareri che erano stati espressi dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le Province di Ravenna, Ferrara, Forlì-Cesena, Rimini (parere prot. 12553/2013, recepito al prot. comunale n. 18844 del 30/07/2013) e dalla Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici per le Province BO, FE, FC, RA, RN di Bologna (parere prot. n. 3656/2013 recepito al prot. comunale n. 20785 del 30/08/2013) con i quali erano stati riconosciuti rilevanti profili di valore culturale nell’insediamento di Mutonia, profili ribaditi anche nel corso dell’iter approvativo del medesimo POC;
– Successivamente il Consiglio di Stato, con sentenza n. 711/2025 depositata in data 29/01/2025, accogliendo il ricorso proposto dal Sig. G. R, ha annullato la sopra citata revoca, determinando il ripristino dell’originaria ingiunzione demolitoria.
– Con nota prot. n. 17587 del 14/05/2025 questa Amministrazione ha quindi provveduto a comunicare ai destinatari dell’ordine, la reviviscenza dell’ordinanza e l’obbligo di ottemperarvi entro 90 giorni;
– al termine per l’adempimento del 08/09/2025, e con verbale di accertamento prot. n. 35263 del 06/10/2025, redatto a seguito di sopralluogo eseguito in data 22/09/2025 e 25/09/2025, è stata riscontrata la mancata rimozione della maggior parte delle opere abusive;
Premesso inoltre che:
con nota prot. 35264/2025 del 06/10/2025 il Comune ha comunicato alla Regione Emilia-Romagna l’accertamento, mediante verbale prot. 35263/2025, della parziale inottemperanza alle ordinanze di demolizione n. 41/2013 e n. 50/2013;
in considerazione della natura demaniale dell’area, con la medesima nota il Comune ha chiesto alla Regione, di conoscere la sussistenza o meno di motivi che ostassero alla demolizione;
Considerato che:
con nota prot. com. 38733/2025 indirizzata all’Amministrazione comunale la Regione Emilia- Romagna ha evidenziato che “secondo i principi dell’ordinamento sanzionatorio edilizio, dall’accertamento dell’inottemperanza all’ingiunzione al ripristino consegue l’obbligo di esecuzione d’ufficio della demolizione, a cura dell’Amministrazione comunale interessata e a spese dei responsabili. Definita la demolizione dell’abuso “in danno” al responsabile quale rimedio dovuto, la normativa edilizia, come recentemente innovata dal D.L. n. 69/2024 (c.d. “salva casa”), prevede tuttavia un’eccezione al ripristino in caso di “prevalenti interessi pubblici e sempre che l’opera non contrasti con interessi urbanistici, culturali, paesaggistici, ambientali o di rispetto dell’assetto idrogeologico, previo parere delle amministrazioni competenti ai sensi dell’ articolo 17 bis della legge 241 del 1990”, da acquisire mediante l’indizione di una Conferenza di Servizi semplificata (così, l’art. 13, comma 5, della L.R. n. 23 del 2004, come recentemente modificato dalla L.R. n. 5 del 2025, di recepimento nell’ordinamento regionale delle corrispondenti previsioni dell’art. 31, comma 5, del d.P.R. n. 380/2001 come modificato dal D.L. 69/2024, conv. in L. 105/2024)”;
con la medesima nota prot. 38733/2025 la Regione ha altresì “Dato atto che:
come ricordato dall’Amministrazione comunale, nel 2014 l’insediamento era stato inserito nel “POC Tematico artistico Mutonia – Luogo del contemporaneo”, recante previsioni di valorizzazione del sito, anche a seguito dei pareri dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici (prot. 12553/2013) e dalla Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici (prot. n. 3656/2013), che qui si intendono integralmente richiamati, e con i quali erano stati riconosciuti potenziali profili di valore culturale nell’insediamento di Mutonia, ribaditi anche nel corso dell’iter approvativo del medesimo POC;
il sito “Mutonia – Mutoid Waste Company” è ricompreso nel patrimonio della memoria storica e culturale dell’Emilia-Romagna, come si evince dall’inserimento della scheda del sito nel Catalogo regionale del patrimonio culturale PatER (link: Mutonia – Mutoid Waste Company). Esso, infatti, rappresenta un caso emblematico di valorizzazione del paesaggio attraverso l’arte contemporanea, promuovendo pratiche sostenibili basate sul riuso, nmm1diffondendo la cultura creativa tra le nuove generazioni e contribuendo allo sviluppo di un turismo culturale di prossimità. La sua esistenza dimostra la possibilità di ampliare la nozione di patrimonio culturale a forme non convenzionali, sia testimoniali sia immateriali, per le valenze antropologiche di cui Mutonia è intrisa, ma profondamente radicate nel vissuto della comunità di Santarcangelo e nel rapporto attivo con il territorio”;
con detta nota la Regione ha pertanto richiesto al Comune di Santarcangelo di R. di convocare una Conferenza di Servizi, evidenziando “i potenziali profili di valore culturale dell’insediamento soggetto all’ordine di ripristino, come già rilevati dagli Uffici ministeriali suindicati e condivisi dallo scrivente Settore Patrimonio Culturale della Regione-Emilia-Romagna;
Atteso che:
con nota prot. n. 2691 del 26/01/2026 è stata indetta la Conferenza di Servizi decisoria in forma semplificata e in modalità asincrona, convocata anche in nome e per conto della Regione Emilia-Romagna, ai sensi dell’art. 14-bis, comma 2, L. n. 241/1990 e ss.mm. e ii., come integrato dagli artt. 10 D.L. n. 25/2025, conv. in L. n. 69/2025 e dall’art. 13 D.L. n. 76/2020, conv. in L. n. 120/2020, come richiesto con Nota regionale 05/11/2025.1090055.U, di riscontro alla notifica dell’inottemperanza, recepita al prot. com.le 38733/2025;
la Conferenza ha avuto per oggetto l’esame contestuale degli interessi pubblici coinvolti in relazione alle opere oggetto delle ordinanze di demolizione n. 41/2013 e n. 50/2013, di cui è stata accertata la permanenza mediante il verbale di accertamento di parziale inottemperanza prot. 35263/2025 del 06/10/2025, ed è stata chiamata in particolare:
a valutare ed accertare se vi fossero interessi pubblici che possano giustificare la conservazione delle opere oggetto delle citate ordinanze e dunque siano contrari all’esecuzione coattiva delle ordinanze di demolizione n. 41/2013 e n. 50/2013;
a valutare ed accertare se la eventuale conservazione delle opere in questione contrastasse o meno con interessi urbanistici, culturali, paesaggistici, ambientali o di rispetto dell’assetto idrogeologico;
a rimettere agli organi competenti la decisione di merito sulla demolizione o conservazione delle opere;
nel termine dei lavori della conferenza di servizi, sono state recepite agli atti da parte degli Enti e Amministrazioni coinvolte le seguenti note:
Comando dei Vigili del Fuoco Rimini, prot. 3128/2026 del 29/01/2026 e 10967 del 19/03/2026:
ARPAE Servizio Sistemi Ambientali, prot. 3672/2026 del 03/02/2026;
Consorzio di Bonifica della Romagna, prot. 4051/2026 del 05/02/2026:
ARPAE-SAC, prot. 4642/2026 del 10/02/2026;
MIC, Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, prot. 4836/2026 del 11/02/2026;
MIC, Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale, prot. 5055/2026 del 12/02/2026;
Agenzia Regionale per la Sicurezza Territoriale e la Protezione Civile, prot. 8344/2026 del 26/02/2026;
Regione Emilia Romagna, Servizio Aree Protette, Foreste e Sviluppo Aree Montane, prot. 8893/2026 del 03/03/2026:
Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po, prot. 9577/2026 del 09/03/2026;
ARPAE Servizio Territoriale, prot. 11849/2026 del 26/03/2026;
Azienda Unità Sanitaria Locale della Romagna, prot. 9751/2026 del 10/03/2026;
Unione dei Comuni Valmarecchia – Ufficio Vincolo Idrogeologico, prot. 13477/2026 del 09/04/2026;
Comune di Santarcangelo di R., Servizio Cultura, prot. 13603/2026 del 09/04/2026;
Comune di Santarcangelo di R., Ufficio Paesaggio, prot. 13620/2026 del 09/04/2026;
Comune di Santarcangelo di R., Servizio Attuazione Urbanistica – SIT, prot. 13631/2026 del 09/04/2026;
Regione Emilia Romagna, Settore Patrimonio Culturale, prot. 13482/2026 del 09/04/2026;
dello svolgimento della conferenza è stata data comunicazione al Sig. G. R. ed alla Mutoid Waste Company, insediata a “Mutonia”, ai fini dell’esercizio dei diritti di partecipazione procedimentale ai sensi degli artt. 7 e 10, comma 1, lett. b) L. n. 241/1990;
nel termine di durata del procedimento il Sig. G.R. non ha fatto pervenire alcuna opposizione od osservazione;
nel termine di durata del procedimento è pervenuta al prot. comunale n. 10209/2026 del 13/03/2026, ed è stata acquisita agli atti del procedimento una memoria del Sig. M.J.A.C., referente della “Mutoid Waste Company”, illustrativa della storicità del luogo e dell’insediamento, e della intrinseca permeabilità di Mutonia con la realtà locale nonché dell’operato artistico dei Mutoid;
unitamente alla memoria della “Mutoid Waste Company” è stata prodotto un parere redatto dal Prof. Antonio Rocca, Direttore dell’Accademia di Belle Arti “Lorenzo da Viterbo”, in merito al valore artistico-culturale di Mutonia;
sulla base delle determinazioni delle amministrazioni partecipanti che si sono espresse e degli esiti istruttori del procedimento, è stata adottata la Determinazione Conclusiva motivata di conclusione della Conferenza di servizi, ai sensi dell’art. 13, comma 5, L.R. n. 23 del 2004 e dell’art. 14 e ss della L. n. 241/1990 (prot. 14399 del 16/04/2026) nei termini seguenti:
Sulla base delle determinazioni espresse dagli Enti intervenuti e dei contributi istruttori e valutativi acquisiti, la Conferenza ha rilevato che le opere abusive costituenti l’insediamento di Mutonia presentano elementi e profili di interesse culturale che potrebbero giustificare la decisione di non procedere alla loro demolizione coattiva, come espresso dai seguenti atti e pareri:
parere della Regione Emilia Romagna, Settore Patrimonio Culturale, prot. 13482/2026 del 09/04/2026;
parere del Comune di Santarcangelo di R., Servizio Cultura, prot. 13603/2026 del 09/04/2026;
entrambi recettivi, nella valutazione del profilo culturale, della precedente valutazione espressa con:
parere della Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici prot. n. 3656/2013, reso nel 2013 ma acquisito agli atti della conferenza per la sua valenza oggettivamente ricognitiva dell’interesse culturale insito in Mutonia;
relazione del Prof. Antonio Rocca, Direttore dell’Accademia di Belle Arti “Lorenzo da Viterbo, trasmesso a prot. comunale n. 10209/2026 del 13/03/2026 da Mutoid Waste Company nell’esercizio delle proprie facoltà di partecipazione al procedimento;
Sulla base delle determinazioni espresse dagli Enti intervenuti, la Conferenza ha verificato l’assenza di motivi ostativi alla permanenza in essere delle opere sotto i profili urbanistici, culturali, paesaggistici, ambientali e di rispetto dell’assetto idrogeologico di rispettiva competenza, a condizione che vengano adempiute alcune prescrizioni e condizioni, indicate nell’Allegato “A”, che ai sensi degli artt. 14 e seguenti della L. n. 241/1990, non comportano modifiche sostanziali tali da incidere sull’esito della Conferenza, configurandosi quali misure di adeguamento e conformazione a specifiche disposizioni normative e tecniche di settore;
La Conferenza non si è pronunciata in merito alla decisione di conservazione delle opere oggetto di accertamento, essendo chiamata, come da invito e delega, ad accertare l’esistenza degli interessi pubblici favorevoli e contrari alla permanenza delle opere ed a rimettere la decisione agli organi competenti;
La Conferenza ha precisato che, laddove all’esito delle conseguenti determinazioni di competenza venisse assunta la deliberazione di conservare le opere:
– ciò non assume valenza di provvedimento autorizzatorio o di sanatoria;
– il mantenimento delle stesse dovrà  essere subordinato al recepimento ed all’attuazione delle condizioni e prescrizioni indicate nelle determinazioni degli Enti e Amministrazioni intervenuti in Conferenza, come riportate nell’Allegato A (“Condizioni e prescrizioni indicate nelle determinazioni degli enti intervenuti in conferenza, con indicazione dei dovuti adeguamenti”), nel rispetto dei tempi e sotto la sorveglianza degli Enti indicati nel medesimo Allegato A;
la determinazione conclusiva di Conferenza, comprensiva dell’Allegato “A” e dei pareri, determinazioni e contributi acquisiti è stata trasmessa:
alla Regione Emilia Romagna, considerata la natura demaniale dell’area, ai fini delle valutazioni di competenza in ordine all’accertamento della sussistenza di eventuali prevalenti interessi pubblici al mantenimento delle opere e alle conseguenti determinazioni;
all’Amministrazione Comunale, ai fini delle valutazioni di competenza ai sensi dell’art. 13, comma 5, della L.R. n. 23/2004, in ordine all’accertamento con Deliberazione Consigliare della sussistenza di eventuali prevalenti interessi pubblici al mantenimento delle opere e alle conseguenti determinazioni;
agli Enti e Amministrazioni intervenuti in Conferenza;
ai soggetti coinvolti ed intervenuti nel procedimento;
Richiamato il comma 5 dell’art. 13 della L.R. 23/2004 e smi, il quale stabilisce che: “L’opera acquisita è demolita con ordinanza dello Sportello unico per l’edilizia a spese dei responsabili dell’abuso,  salvo che con deliberazione consiliare non si dichiari l’esistenza di prevalenti interessi pubblici e sempre che l’opera non contrasti con interessi urbanistici, culturali, paesaggistici, ambientali o di rispetto dell’assetto idrogeologico, previo parere delle amministrazioni competenti ai sensi dell’ articolo 17 bis della legge n. 241 del 1990, acquisito mediante l’indizione di una conferenza di servizi semplificata”;
Ritenuto, alla luce delle determinazioni, delle complessive risultanze istruttorie e delle valutazioni espresse in sede di Conferenza di Servizi, di esprimersi nel senso che:
sussiste un interesse pubblico di natura culturale e identitaria alla conservazione delle opere di cui al verbale di accertamento prot. n. 35263 del 06/10/2025 e costituenti l’insediamento denominato “Mutonia” nel luogo in cui esse si trovano, per connessione inscindibile tra i principi di Mutonia ed il recupero dell’abbandonato e conservazione dell’ambiente così come recuperato;
tale interesse pubblico è prevalente sull’interesse pubblico a garantire la formale legalità urbanistico-edilizia;
la conservazione delle opere non contrasta con interessi urbanistici, paesaggistici, ambientali o di rispetto dell’assetto idrogeologico, subordinatamente al rispetto delle condizioni e prescrizioni individuate dalle Amministrazioni competenti, come riportate nell’Allegato A alla Determinazione conclusiva di conferenza di servizi, quali misure per garantire la piena compatibilità dell’insediamento con il quadro normativo ambientale e territoriale vigente;
Ritenuto in particolare, che l’opportunità di conservare le opere di cui al verbale di accertamento prot. n. 35263 del 06/10/2025, costituenti l’insediamento denominato “Mutonia”, si fondi sui seguenti elementi, considerazioni e valutazioni emersi dalla Conferenza di servizi:
Ubicazione e profili idraulici e idrogeologici
L’insediamento denominato “Mutonia” insiste su un’area originariamente interessata da attività estrattiva dismessa, e pertanto connotata da una pregressa e significativa trasformazione antropica del suolo, elemento che assume rilievo nella valutazione complessiva della compatibilità dell’insediamento rispetto al sistema dei vincoli insistenti sul sito, pur trattandosi di ambito rurale ricompreso in contesto perifluviale del fiume Marecchia;
L’area è collocata in un contesto territoriale di elevata sensibilità risultando interessata da un articolato sistema di vincoli e tutele di natura idrogeologica. ambientale e paesaggistica;
In particolare, sulla base della pianificazione comunale e sovraordinata, l’area ricade in ambiti qualificati rurali di valore naturale e ambientale (AVN), corridoi ecologici di rilievo regionale e provinciale e aree di connessione ecologica (PAN). Essa è inoltre interessata da specifiche disposizioni di tutela relative alla funzionalità idraulica e alla ricarica della falda (zona ARA), nonché da discipline connesse alla potenziale esondabilità e alla salvaguardia dei caratteri ambientali dei corsi d’acqua. Risulta poi all’interno della fascia di rispetto fluviale sottoposta a vincolo paesaggistico ai sensi dell’art. 142, comma 1, lett. c), del D.Lgs. 42/2004;
Tale quadro di tutela è stato oggetto di specifica valutazione nell’ambito della Conferenza di Servizi, cha ha valutato la permanenza delle opere oggetto di accertamento nell’ambito dell’insediamento nel suo complesso, in relazione sia alle finalità delle disposizioni di tutela, che in relazione alle concrete condizioni del sito, alla sua evoluzione storica ed alla natura già trasformata dell’ambito territoriale.
Con riferimento al profilo della sicurezza idraulica ed idrogeologica, dalle valutazioni rese dall’Agenzia Regionale per la Sicurezza Territoriale e la Protezione Civile emerge che l’insediamento, secondo la recente variante del Piano stralcio del Fiume PO “ ..risulta esterna, ancorché prossima, alle fasce fluviali interessate dalle piene del fiume Marecchia, per i diversi tempi di ritorno (Fascia A, B e C), come delimitate nell’ambito del “Progetto di Variante al PAI Po”; …risulta esterna, ancorché prossima, alle fasce di territorio interessate da alluvioni per il reticolo principale, per eventi con i diversi tempi di ritorno considerati dal Piano di Gestione per il Rischio Alluvioni (PGRA) e dal Piano stralcio per l’Assetto Idrogeologico (PAI), e anche per il reticolo secondario”, come peraltro confermato anche dall’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po, in relazione al Progetto di Variante al “Piano stralcio per l’Assetto Idrogeologico del bacino idrografico del fiume Po adottato con la Deliberazione CIP n. 13/2025 ed in riferimento alle Mappe della pericolosità di alluvioni del Distretto idrografico del fiume Po del PGRA 2027.
Inoltre l’insediamento risulta “esterno alla fascia di pertinenza fluviale da assoggettare ad Autorizzazione Idraulica…non risultano presenti opere né manufatti riconducibili all’insediamento in oggetto posti a distanza inferiore a quella minima prevista dalle norme di polizia idraulica. – rilevando che – l’eventuale conservazione delle opere in questione non contrasta con interessi ascrivibili al “rispetto dell’assetto idrogeologico”; l’area mantiene comunque “una elevata capacità di evoluzione morfologica”, ritenendo pertanto opportuno, al fine di garantire maggiore sicurezza, prevedere, per una fascia di almeno 10 m dal limite della concessione più prossimo all’alveo, la rimozione di qualsiasi eventuale manufatto o deposito di materiale. Si ritiene inoltre opportuno provvedere “ad un costante monitoraggio dell’evoluzione morfologica” da parte del Comune concessionario dell’area. In coerenza, l’Unione dei Comuni Valmarecchia – Ufficio Vincolo Idrogeologico non ha rilevato “motivi oppositivi al mantenimento delle opere”, subordinatamente all’adozione di adeguate misure di tutela delle aree ripariali.
Infine l’Agenzia Regionale per la Sicurezza Territoriale e la Protezione Civile –Servizio Area Romagna, con propria determinazione dirigenziale n.3499 del 06/10/2021, trasmessa in data 08/10/2021 ad ARPAE-SAC, e registrata in pari data al prot. Arpae PG/2021/155507, ha rilasciato il nulla-osta idraulico richiesto ai fini del rinnovo della Concessione demaniale, come richiamato nella DET-AMB-2022-1233 del 11/03/2022.
Alla conservazione delle opere costituenti l’insediamento di “Mutonia” non ostano pertanto interessi pubblici di natura idraulica e idrogeologica, subordinatamente al rispetto delle misure cautelative pro futuro individuate dalle Autorità partecipanti alla Conferenza e confluite nell’Allegato “A”.
Profili ambientali e igienico-sanitari
Sotto il profilo ambientale ed igienico sanitario, ARPAE Servizio Territoriale, ha evidenziato come l’insediamento richieda interventi di adeguamento finalizzati alla piena conformazione alle normative vigenti di settore, in particolare per quanto riguarda la gestione degli scarichi e il sistema fognario, rilevando la necessità di procedere alla regolarizzazione e all’efficientamento delle reti e degli impianti; ha richiamato inoltre l’esigenza di garantire condizioni di corretta gestione delle matrici ambientali richiedendo “determinati requisiti di tutela ambientale volti a minimizzare l’impatto delle lavorazioni…su aria, acqua e suolo, in conformità alle disposizioni del Testo Unico Ambientale (D.Lgs. 152/2006)”. Anche l’Azienda USL della Romagna ha evidenziato la necessità di garantire la “disponibilità e fruibilità di servizi igienici adeguati alla presenza di persone, mantenuti in condizioni igieniche idonee e coerenti con il sistema reflui.” È stata inoltre prescritta la corretta gestione delle MCA secondo normativa. A tal proposito è stato accertato, che sul sito non vi è presenza di materiali contenenti amianto, correttamente smaltiti in conformità a quanto disposto dal POC Tematico “Mutonia-Luogo del Contemporaneo” approvato con Delibera Commissariale n. 94 del 22/05/2014 e agli atti conseguenti.
In ordine alla possibile incidenza dell’insediamento con l’area del sito Natura 2000 IT4090002 – ZSC-ZPS – Torriana, Montebello, Fiume Marecchia”, il Servizio Aree Protette, Foreste e Sviluppo Aree Montane, della Regione Emilia Romagna,  ha confermato il proprio parere già espresso  “in sede di rinnovo della concessione – demaniale del 2021 dando atto che  l’insediamento di Mutonia “non determina incidenza negativa significativa sul sito in questione – sottolineando inoltre che –  da verifica cartografica speditiva, le aree interessate dall’insediamento paiono comunque esterne al perimetro del Sito IT4090002. Le eventuali aree interne al sito dovranno essere comunque mantenute come aree verdi a prato o a bosco.
Le condizioni e prescrizioni di compatibilità ambientale e sanitaria manifestate nel corso della conferenza sono confluite nell’Allegato “A” alla Determinazione conclusiva della conferenza, per garantire la piena compatibilità dell’insediamento con il quadro normativo ambientale e territoriale, con indicazione dei tempi attuativi e delle Autorità preposte al loro controllo.
Alla conservazione non ostano pertanto interessi pubblici di natura ambientale o sanitaria, subordinatamente all’ottemperanza alle prescrizioni dettate dalla Conferenza di servizi nell’Allegato “A”.
Profili paesaggistici
Sotto il profilo paesaggistico rileva anzitutto la valutazione sulla rilevanza paesaggistica dell’insediamento “Mutoid Waste Company” in località Calatoio Ponte, espressa dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le Province di Ravenna, Ferrara, Forlì-Cesena, Rimini prot. N. 12553 del 30/07/2013, in cui si dà atto che “All’arrivo e successivo insediamento della comunità di artisti, avvenuto nel 1990, l’ambito paesaggistico della ex-cava si presentava fortemente alterato; persa la sua identità agraria legata alle storiche pratiche colturali diversificate, l’area aveva sostanzialmente ridotto le sue innate peculiarità e quella rilevanza paesaggistica che consentiva prima di allora alla comunità locale di riconoscersi in tale luogo. Anche il rapporto con il fiume appariva alterato, per la perdita di quegli elementi naturali e spontanei, come la ricca e variegata vegetazione ripariale, matrice di una equilibrata relazione fra i corsi d’acqua e i loro territori contermini. In particolare le foto aeree dimostrano come a partire dagli anni ’90 del secolo scorso, con lo sviluppo dell’insediamento attuale, la copertura arborea attuale abbia ripreso un costante sviluppo che ha portato alla consistenza odierna fatta di una diffusa vegetazione spontanea con le forme tipiche del prato e del cespugliato”. Ne è conseguita, dalle visuali principali esterne verso l’area in oggetto, una pressoché assente percepibilità delle forme artificiali a beneficio di quelle naturali e tipiche delle aree fluviali…[…]; L’insediamento si compone di installazioni artistiche di notevole interesse, cui si affiancano a manufatti che si configurano più come sculture aeree chiuse o parzialmente aperte che vere e proprie edificazioni  concludendo come “…l’area abbia assunto “caratteri identitari specifici e di grande unicità per l’assoluta singolarità dell’insediamento, ma al tempo stesso che non possono dirsi …in contrasto con il paesaggio tutelato.”
Anche il parere dell’Ufficio Paesaggio del Comune, espresso nel corso della Conferenza di servizi, riporta che “Allo stato attuale, non risultando sostanzialmente modificato l’intervento umano – rispetto alla data in cui si è espressa la Soprintendenza – ma risultando invero la natura lasciata riappropriarsi dell’area, “le opere presenti all’interno del campo Mutonia non determinano emergenze volumetriche percepibili dal contesto esterno, né interrompono la continuità della quinta arborea che costeggia l’area; lo skyline vegetale lungo il margine fluviale non risulta alterato dalla presenza di manufatti edilizi emergenti; eventuali elementi metallici puntuali, in ferro brunito o ossidato, si presentano come segni discreti, assimilabili per profilo e cromia agli elementi naturali (rami, tronchi, strutture arboree); le opere e gli allestimenti risultano non percepibili dall’alveo e dalle aree prossime al fiume, grazie alla schermatura garantita dalla vegetazione ripariale; i materiali e le cromie utilizzati (toni delle terre, verde, grigio, superfici opache, ferro ossidato o brunito), nonché i temi iconografici ricorrenti (richiami a elementi naturali, animali, insetti e forme organiche), non contrastano con i caratteri naturalistici e cromatici del paesaggio fluviale; l’assetto complessivo dell’insediamento non incide sulla morfologia del terreno, sulle sponde, sul regime idraulico né sulle dinamiche fluviali del fiume Marecchia” rilevando come sul piano del rapporto con il paesaggio Mutonia si pone in definitiva come insediamento integrato e ormai “storicizzato”.
Alla conservazione non ostano pertanto interessi pubblici di natura paesaggistica, subordinatamente al rispetto delle misure cautelative pro futuro individuate dall’Ufficio Paesaggio del Comune e confluite nell’Allegato “A”.
Profili urbanistici
Sotto il profilo urbanistico, nel corso della Conferenza è stato rilevato che gli strumenti di pianificazione comunali vigenti individuano espressamente l’area come sito di recupero di attività estrattiva dismessa (Elaborato E4 del PAE) avendo già valutato la sostenibilità dell’area con la destinazione finale per gli usi e funzioni ammesse nel POCtematico, approvato con Delibera Commissariale n. 94 del 22/05/2014, seppure il POCTematico non sia più vigente, in coerenza con la destinazione di PSC e RUE, ad ambito per “attrezzature e spazi collettivi, specificatamente destinate ad attività culturali, associative e politiche”.
Infine, nel nuovo Piano Urbanistico Generale, ai sensi della L.R. 24/2017 e smi,  in fase di redazione e prossimo all’assunzione, la presenza dell’insediamento denominato “Mutonia” risulta pienamente coerente con tutte le strategie preliminari del Piano, quali il rispetto e la cura della natura, l’implementazione della rete ecologica in particolare delle aree periurbane e la tutela delle risorse fluviali, coerente con le finalità di riuso e di riqualificazione delle aree degradate e della rigenerazione urbana, ed infine elemento fondamentale con specifico riferimento alla STRATEGIA n.3 di PUG, che intende contribuire “alla tutela ed alla valorizzazione degli elementi storici e culturali del territorio comunale”, nonché assicurare la promozione delle “condizioni di attrattività del sistema regionale e dei sistemi locali”.
L’insediamento non può pertanto considerarsi incompatibile con l’assetto territoriale in cui è ubicato.
Conclusioni sull’inesistenza di interessi ostativi di natura urbanistica, ambientale, paesaggistica e idrogeologica
Nel complesso, il quadro istruttorio accertato evidenzia pertanto come, a fronte di un sistema articolato di vincoli e tutele insistenti sull’area, le Amministrazioni competenti non abbiano rilevato motivi ostativi assoluti alla permanenza delle opere sotto i profili idrogeologico, ambientale, igienico-sanitario, paesaggistico ed urbanistico, configurandosi piuttosto una valutazione di compatibilità condizionata, fondata sull’attuazione delle prescrizioni e degli adeguamenti tecnici come declinati nell’apposito Allegato A – “Condizioni e prescrizioni indicate nelle determinazioni degli enti intervenuti in conferenza, con indicazione dei dovuti adeguamenti” alla Determina Conclusiva motivata di Conferenza di Servizi, finalizzati a garantire la piena compatibilità agli indirizzi normativi di settore e la salvaguardia delle componenti territoriali coinvolte.
Profili culturali e identitari
I pareri acquisiti nella conferenza di servizi hanno accertato viceversa il rilevante interesse pubblico connesso alla dimensione artistico-culturale dell’insediamento di Mutonia in loco, sia in termini assoluti sia in termini di connotazione identitaria del territorio e della comunità santarcangiolese.
Il Settore Patrimonio Culturale della RER, con proprio parere n.  08/04/2026.0355818.U, evidenzia quanto segue:
“… l’insediamento “Mutonia – Mutoid Waste Company”, come si evince dal sito istituzionale online del Catalogo del Patrimonio culturale – PatER, è incluso nel patrimonio della memoria storica e culturale dell’Emilia-Romagna (Mutonia – Mutoid Waste Company), con scheda descrittiva dedicata;
Dato atto inoltre che il medesimo insediamento è presente con una scheda corredata da documentazione fotografica nel sito dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale del Ministero della Cultura (https://icpi.cultura.gov.it/mutonia/) della quale si riporta per esteso la descrizione e annessa citazione bibliografica: “Collettivo di artisti nato a Londra alla fine degli anni Ottanta su iniziativa di Joe Rush e Robin Cooke, sulla scia dei movimenti di controcultura (e, in particolare, del punk), poi di stanza a Berlino e noti per le grandi sculture realizzate con scarti industriali, i Mutoid Waste Company approdano a Santarcangelo di Romagna all’inizio degli anni Novanta. Qui, nell’area di una vecchia cava di ghiaia lungo il fiume Marecchia, realizzano Mutonia, il “villaggio degli scarti”, in cui trovano spazio azioni creative di riuso, travalicano arte e artigianalità per realizzare postindustriali interpretazioni dello scarto visitabili e vivibili nel parco” (Bibliografia: Cirillo S., Mutonia: il villaggio degli scarti. Un’etnografia di riflessione tra arte e antropologia, in Parbuono D., Sementilli M.L., Antropologia e patrimoni. Formazione di competenze e di professionalità, Patron, Bologna 2023, pp. 29-40);
Richiamata la nota prot. 05/11/2025.1090055.U, con la quale questa Amministrazione regionale, in riscontro alla nota informativa in merito all’inottemperanza all’ingiunzione di ripristino riguardante l’insediamento “Mutonia” (acquisita al prot. 06/10/2025.1000026.E), ha dato atto dei profili di valore culturale dell’insediamento soggetto all’ordine di ripristino, già constatati dagli Uffici ministeriali sopra citati e condivisi dalla Regione con l’inserimento del sito nel patrimonio della memoria storica e culturale dell’Emilia-Romagna a mezzo del classamento nel Catalogo del Patrimonio culturale – PatER, invitando, sulla scorta di ciò, l’Amministrazione comunale di Santarcangelo di Romagna ad indire una Conferenza di Servizi, ai sensi dell’art. 13, comma 5, della L.R. n. 23 del 2004 e ss.mm.ii, per verificare l’esistenza o meno di interessi pubblici prevalenti ostativi alla sua demolizione;
Considerato che tra le competenze di questo Ufficio vi è anche quella di promuovere e sostenere interventi di conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale regionale, al fine di promuoverne la conoscenza e assicurarne le migliori condizioni di utilizzazione e fruizione pubblica;
Ravvisato che, ai fini della legge regionale n. 7 del 2020 (art. 1, comma 2), “per patrimonio culturale si intende l’insieme dei beni culturali, materiali e immateriali, che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico e dei beni paesaggistici e, più in generale, delle risorse ereditate dal passato, che le comunità regionali identificano come riflesso ed espressione dei loro valori, credenze, conoscenze e tradizioni, in continua trasformazione, compresi tutti gli aspetti dell’ambiente che sono il risultato dell’interazione nel corso del tempo fra le popolazioni e i luoghi”;
Rilevato che l’esperienza della Mutoid Waste Company in numerosi contributi in letteratura critica è ravvisabile quale pratica artistica contemporanea riconducibile al riuso creativo e all’arte post-industriale, basata sull’impiego di materiali di scarto e residui della produzione industriale quali elementi costitutivi dell’opera, come argomentato, a titolo esemplificativo, in: E. Rote Zora, Mutoid Waste Company, AAA Edizioni, Bertiolo, 2007; G. Celant, Arte Povera. Storia e protagonisti, Electa, Milano, 2001; B. Taylor, Art Today, Laurence King Publishing, London, 2005; A. Vettese, Si fa con tutto. Il linguaggio dell’arte contemporanea, Edizioni Laterza, Bari, 2011;
Rilevato altresì che in tali approfondimenti interpretativi, l’impiego di materiali di scarto e di residui derivanti da produzioni viene ricondotto ad un aspetto identitario del linguaggio artistico volto a reinterpretare il concetto di rifiuto in chiave estetica e simbolica, trasformandolo in manufatto artistico e in dispositivo critico rispetto ai modelli di produzione e consumo contemporanei (cfr. Celant, 2001; Taylor, 2005);
Tenuto conto che la produzione della Mutoid Waste Company è riconosciuta quale pratica artistica in cui le dimensioni scultoree, installative e performative si intersecano con una marcata valenza sociale e culturale, fondata sul riuso e sulla trasformazione del rifiuto in opera;
Considerato che si riconoscono nell’insediamento di Mutonia, ubicato lungo il fiume Marecchia nel territorio del Comune di Santarcangelo di Romagna, tratti di un’esperienza culturale che travalica il contesto locale, in quanto documentata e riconosciuta nel panorama artistico nazionale e internazionale, come attestato da pubblicazioni, saggi, documentari e contributi critici ad essa dedicati;
Ritenuto che l’ampio e documentato riconoscimento in campo artistico attesti i valori culturali e sociali di cui l’insediamento lungo il Marecchia è espressione precipua attraverso il recupero, il riuso e la riappropriazione con approccio artistico dell’area di ex cava, sito industriale dismesso e mai altrimenti oggetto di un progetto di riqualificazione a seguito della cessazione dell’attività estrattiva;
Valutato che, per quanto sopra espresso, Mutonia presenti aspetti di unicità come esempio di parco e laboratorio artistico che è stato in grado di approntare, da un lato, un rapporto di rispetto con il contesto fluviale naturalistico e, dall’altro, di dar vita a relazioni sociali e culturali di cui sono testimonianza condivisa i valori dell’accoglienza e della gratuità nei confronti della comunità locale, dei frequentatori occasionali e di quanti accedono liberamente all’insediamento;
Ritenuto che l’attività artistica e culturale sviluppata dal collettivo artistico a Santarcangelo di Romagna, a partire dagli inizi degli anni Novanta sino ad oggi, si è articolata in collaborazioni di vario genere, sia nell’ambito del Festiva dei Teatri che con altri soggetti afferenti al sistema culturale locale per iniziative, eventi e pratiche con il coinvolgimento della comunità e ricaduta sociale e culturale, come ad esempio nel 2023 le collaborazioni con l’associazione il Mandorlo APS sull’educazione  infantile allo sviluppo sostenibile per il progetto “Sinergy. La metafora della vita”, con l’associazione culturale teatrale Alcantara APS per il progetto “Case sensibili”, dedicato ad adolescenti e preadolescenti, oltre alle collaborazioni con il Museo degli usi e dei costumi della gente di Romagna (MET) e il Museo Storico Archeologico di Santarcangelo (MUSAS) – entrambi musei afferenti al Sistema Museale Nazionale, le cui basi poggiano sull’adozione dei Livelli Uniformi di Qualità (LUQ), adottati dal Ministero della cultura con Decreto Ministeriale 113/2018 e recepiti dalla Regione Emilia-Romagna con Delibera di Giunta n. 1450 del 2018 – che, nei rispettivi spazi espositivi, hanno voluto celebrare tra il 2006 ed il 2007 l’attività della Mutoid Waste Company con esposizioni delle sculture-robot ed attraverso le performances di alcuni artisti del collettivo (cfr. “I luoghi d’arte contemporanea in Emilia-Romagna”, a cura di C. COLLINA, ed. CLUEB 2008, p. 316);
Ritenuto, per tutto quanto sopra premesso, che Mutonia, in quanto espressione di una comunità di artisti la cui caratteristica peculiare è l’impiego di materiali di scarto reinterpretati attraverso il linguaggio artistico in chiave estetica e simbolica che li trasforma in manufatto artistico e in dispositivo critico rispetto ai modelli di produzione e consumo contemporanei:
è una realtà che, dagli anni Novanta ad oggi, si è integrata nel contesto sociale e culturale santarcangiolese, contribuendo a rendere unica e partecipata l’esperienza in cui artisti, produzione artistica e contesto territoriale convivono in un rapporto imprescindibile, gradualmente storicizzato e maturato nella consapevolezza della comunità stessa, come ampiamente attestato da pubblicazioni, documentazione d’archivio e organi di stampa, nello spirito più autentico di quanto previsto dalla Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sul valore del patrimonio culturale per la società (Convenzione di Faro, 2005), ratificata dall’Italia con legge n. 133 del 2020 e dalla Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale (Parigi, 2003) ratificata con legge n. 167 del 2007;
garantisce un presidio culturale e sociale nel sito della ex cava, assicurando che il luogo rimanga accessibile e fruibile nella peculiare relazione tra opere, comunità e territorio, in una relazione creativa e dinamica con la comunità locale e con quanti accedono liberamente al sito;
Si ritiene che Mutonia, quale esperienza riconducibile a una comunità di artisti il cui peculiare linguaggio artistico oggetto di numerosi e accreditati contributi a stampa di studiosi e critici d’arte a livello nazionale e internazionale da oltre trent’anni, sia acclarata nel suo valore artistico e culturale nelle medesime attestazioni anche in virtù dell’unicità del rapporto creatosi con il contesto sociale e culturale locale a partire dall’insediamento nell’area dell’ex cava in disuso lungo il fiume Marecchia. Si osserva in particolare che, per quanto detto e documentato, l’esperienza artistica di Mutonia è nativamente correlata all’attuale sito di localizzazione, ove artisti, produzione artistica e contesto territoriale convivono in un rapporto imprescindibile, gradualmente storicizzato e maturato nella consapevolezza della comunità stessa. La demolizione del sito determinerebbe, inevitabilmente, la totale compromissione di questa esperienza artistica e sociale e, in definitiva, del patrimonio culturale già riconosciuto a livello regionale per il “Parco tematico di Mutonia”;
…. che la conservazione dell’insediamento e delle opere non sia in contrasto con interessi di natura culturale, ravvisando, al contrario, una sostanziale coerenza con aspetti concernenti la salvaguardia, la tutela e la valorizzazione di un patrimonio artistico contemporaneo, trattandosi nel caso in esame di produzione artistica ascrivibile alla Mutonia Waste Company, il cui valore culturale rappresenta un elemento di eccellente riconoscibilità nell’ambito della comunità santarcangiolese. La conservazione delle opere consente in modo determinante il mantenimento di una realtà artistica unica sia a livello nazionale che internazionale e consolidatasi storicamente proprio sul territorio di Santarcangelo di Romagna, per il riconosciuto valore educativo e sociale, oltre che culturale. In tal senso la conservazione delle opere risulta coerente con la promozione e la tutela dei valori artistici e culturali riconosciuti e sostenuti dal quadro normativo regionale vigente, nello spirito più autentico di quanto previsto dalle già citate Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sul valore del patrimonio culturale per la società (Convenzione di Faro, 2005) e Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale (Parigi, 2003).”
Anche il Servizio Cultura del Comune, nel parere prot. n. 13603/2026 del 09/04/2026 ne rimarca l’interesse come segue:
“…Richiamati i valori storico-artistici incarnati dalle opere e dalla comunità insediata a Mutonia evidenziati nella Relazione di “Valutazione sulla rilevanza storico-artistica dell’insediamento e delle opere della Mutoid Waste Company Località Calatoio Ponte, Lungofiume Marecchia” della Soprintendenza ai Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici di Bologna prot. 3656 in data 28.8.2013;
Considerato che
Mutonia rappresenta un’esperienza culturale di rilievo non solo locale, ma ampiamente riconosciuta nel panorama artistico nazionale e internazionale, come attestato da pubblicazioni, saggi, studi accademici, documentari e contributi critici dedicati all’esperienza del collettivo;
tale riconoscimento esterno qualifica l’insediamento quale realtà portatrice di valori culturali consolidati e condivisi, idonei a integrare un interesse pubblico rilevante sotto il profilo culturale e sociale, ma anche della caratterizzazione dei luoghi: Mutonia costituisce infatti anche sul piano fisico-morfologico e territoriale l’esemplificazione più importante ed emblematica del principio artistico dei Mutoid Waste Company (il recupero e il riuso del dismesso). Infatti, l’area su cui sorge, degradata area di ex cava, sede industruiale dismessa, mai recuperata né riqualificata una volta terminata l’attività estrattiva lungo il fiume Marecchia, uno “scarto urbano” trasformato in un’opera d’arte”, un simbolo di riscatto, che integra produzione artistica e riappropriazione del territorio “un processo di rinascita per i rifiuti e per il luogo stesso che li ospita” (Rocca A.. Direttore Accademia Belle Arti “Lorenzo Da Viterbo”: Relazione sul parco d’arte Mutonia, 2026);
le considerazioni che precedono evidenziano dunque che l’interesse culturale di Mutonia connota tanto sul piano soggettivo la comunità dei Mutoid quanto sul piano operativo le attività di produzione di oggetti d’arte che essi svolgono, ma connota innanzi tutto sul piano fisico-territoriale il sito di insediamento della comunità Mutonia: perché esso stesso è stato modellato e conformato, nel corso dei decenni, dalla filosofia artistica di riuso, e recupero dei “Mutoid”, divenuta elemento denotativo della “forma” dei luoghi;
da sempre “Mutonia” rappresenta del resto un’esperienza unica nel suo genere, non solo a livello locale ma anche nel panorama nazionale e internazionale, in quanto esempio di parco e laboratorio artistico permanente a cielo aperto, in cui opere, spazi di vita e contesto ambientale costituiscono un sistema unitario e inscindibile, “…un unicum, fluido, le opere, alcune monumentali, gli spazi di lavoro, le abitazioni, non senza un rapporto rispettoso con il contesto fluviale e con relazioni culturali significative per la città e la comunità di Santarcangelo” Soprintendenza ai Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici di Bologna, Valutazione sulla rilevanza storico-artistica dell’insediamento e delle opere della Mutoid Waste Company Località Calatoio Ponte, Lungofiume Marecchia, 2013;
“Mutonia è una comunità artistica contemporanea situata a Santarcangelo di Romagna, non un museo tradizionale ma piuttosto un laboratorio creativo a cielo aperto dove le opere d’arte non sono confinate in spazi espositivi convenzionali ma emergono direttamente lungo i sentieri dell’area, dialogando con l’ambiente e con chi lo attraversa. Nell’ex cava di ghiaia in cui il collettivo della Mutoid Waste Company si è stabilito, si trovano grandi sculture meccaniche, installazioni in ferro e materiali di recupero, creature ibride e oggetti assemblati, tutti realizzati con materiali di scarto in uno stile post‑industriale, fantascientifico e distopico. Queste opere, spesso monumentali e integrate nel paesaggio, non sono collocate in spazi museali chiusi, ma costituiscono un vero e proprio parco sculture immerso nella natura e nell’esperienza sensoriale del visitatore.” (Cirillo, S. Mutonia: il villaggio degli scarti. Un’etnografia di riflessione tra arte e antropologia, in Parbuono D., Sementilli M.L. (a cura di), Antropologia e patrimoni. Formazione di competenze e di professionalità, Patron, Bologna 2023, pp. 29–40. (citato sul sito dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale – dettaglio bibliografico riportato dalla pagina istituzionale: https://icpi.cultura.gov.it/mutonia/)
Le opere d’arte di proprietà degli artisti, a Mutonia sono diventate un bene collettivo di tutti. In questo senso, “lo straordinario valore di Mutonia risiede anche nella capacità di porre in discussione i confini tra sfera pubblica e privata. Il parco è difatti uno spazio accessibile in modo libero e gratuito” (Rocca A.. Direttore Accademia Belle Arti “Lorenzo Da Viterbo”: Relazione sul parco d’arte Mutonia, 2026)..
Rilevato che il collettivo ha sviluppato nel tempo un’articolata attività culturale a Santarcangelo di R. ed in particolare:
collaborazioni con il Festival dei Teatri di Santarcangelo e con il sistema culturale locale:
Il collettivo Mutoid Waste Company ha originato il proprio insediamento a Santarcangelo di Romagna proprio nell’ambito del Festival dei Teatri, mantenendo nel tempo un rapporto strutturato con tale manifestazione e con il sistema culturale locale; le produzioni performative riconducibili al collettivo (tra cui Mutoid Waste Company, Zombie Beat, Lyle Doghead, Nikki Rifiutile, GamesWithFlames, nonché ulteriori artisti e gruppi collegati) si sono sviluppate anche in relazione a eventi e circuiti culturali connessi al territorio, contribuendo alla qualificazione dell’offerta artistica locale e alla sua proiezione esterna;
apertura e fruizione del sito quale luogo di interesse culturale e di studio:
Mutonia si configura, da oltre trent’anni, come spazio aperto e visitato da un pubblico eterogeneo composto da cittadini, turisti, artisti, studiosi e ricercatori; l’ampia produzione di lavori accademici, tesi di laurea e studi dedicati all’esperienza Mutoid, evidenzia come il sito rappresenti un caso di studio rilevante per discipline artistiche, architettoniche e socio-culturali, nonché oggetto di attenzione da parte della critica e della ricerca;
attività continuativa di produzione artistica, performativa e installativa:
All’interno dell’insediamento si svolge in modo continuativo un’intensa attività creativa che comprende spettacoli, performance, installazioni, allestimenti scenici, produzioni musicali e scultoree; tali attività, sviluppate attraverso diverse unità artistiche e progettuali, hanno dato luogo nel tempo a mostre, esposizioni ed eventi, contribuendo in modo significativo al panorama dell’arte contemporanea legata al riuso e alla sperimentazione, nonché a connotare la produzione artistica con il territorio di Santarcangelo di R.;
eventi ricorrenti e pratiche collettive con ricaduta sociale e culturale:
Ampie e numerose, tra cui Millennium Bug – Capodanno 1999/2000, Eventi e mostre al Santarcangelo dei Teatri – dal 1990 a oggi, Vertigo Truth – luglio 2015, Il fuoco a Santarcangelo – Mostra temporanea, 2021/2022, , Hometown Mutonia – Proiezione documentario, 2019/2020, Mostra “Mutonia” presso Spazio Eo Arte (Asti) – 2018, Laboratori artistici con scuole e associazioni locali – dagli anni 2000 ad oggi, Mutonia Easter Experience – Festival di musica e arti visive, eventi 2018–2023, che costituiscono momenti di apertura e condivisione con la cittadinanza e con un pubblico più ampio, consolidando il ruolo di Mutonia quale spazio di aggregazione culturale e sociale;
relazioni con la comunità locale, il sistema istituzionale e il mondo della tutela:
Nel corso del tempo il collettivo ha sviluppato rapporti continuativi con la comunità locale e con le istituzioni; il compendio richiama inoltre l’esistenza di pareri formali espressi dalle Soprintendenze competenti, nonché l’attenzione istituzionale riservata al sito, elementi che confermano il riconoscimento del valore culturale dell’esperienza anche in ambito amministrativo e tecnico.
Valutato che:
“Mutonia è una comunità di artisti‑attivisti situata a Santarcangelo di Romagna che ha rigenerato uno spazio ex industriale trasformandolo in un laboratorio creativo di arte del riciclo; la sua attività collettiva ha contribuito a ridefinire l’identità culturale e sociale del luogo, integrando pratiche artistiche con il contesto ambientale e territoriale”, (Eutopia Earth, Mutonia: la comunità di artisti che trasforma i rifiuti in arte), determinando una progressiva storicizzazione del luogo e contribuendo a definirne l’identità culturale e sociale;
il valore culturale dell’esperienza risiede nel rapporto inscindibile tra opere, comunità artistica e contesto territoriale in quanto “L’arte di Mutonia non si limita a produrre oggetti isolati ma riflette un processo creativo collettivo volto a ripensare il rapporto con i rifiuti e con l’ambiente”, (Eutopia Earth, Mutonia: la comunità di artivisti che trasforma i rifiuti in arte), configurando un caso unico e difficilmente replicabile in altri contesti; ed anche “Le opere e le attività della comunità artistica si sono progressivamente integrate nel paesaggio e nella vita locale, generando una relazione identitaria unica con il territorio…- dove – le opere monumentali e il parco sculture immerso nella natura rappresentano una combinazione unica di arte, vita comunitaria e paesaggio; spostare l’insediamento comprometterebbe irrimediabilmente il carattere originale e il significato culturale dell’esperienza”, …inoltre “L’esperienza di Mutonia è inscindibile dal luogo e dal contesto in cui è nata: le opere monumentali e il parco sculture immerso nella natura rappresentano una combinazione unica di arte, vita comunitaria e paesaggio”, (Filonzi, A., Anteprima di Vertigo Truth. 22 artisti internazionali dipingono sculture e roulotte della Mutoid Waste Company a Santarcangelo di Romagna, Artribune – Tribnews, 8 luglio 2015), e non potrebbe essere riprodotta in altro sito senza alterarne profondamente natura e significato;
Ritenuto che:
l’insediamento di “Mutonia” costituisca una rilevante realtà sotto il profilo culturale e sociale, in ragione:
del riconoscimento nel panorama artistico nazionale e internazionale;
della continuità e storicità della presenza sul territorio;
del contributo apportato al sistema culturale locale;
del radicamento nel contesto territoriale e sociale;
della natura unica e non replicabile dell’esperienza, strettamente connessa al contesto santarcangiolese;
il presidio culturale e sociale assicurato dalla presenza dagli artisti nel sito, assicura che il luogo rimanga vivo, accessibile e fruibile, preservando la relazione tra opere, comunità e territorio;
le opere d’arte presenti sono intimamente legate alla presenza degli artisti, ed una loro eventuale partenza comporterebbe la perdita non solo della comunità artistica ma anche delle opere stesse, determinando un grave impoverimento culturale per Santarcangelo di R.;.
…Il riconoscimento del valore artistico di Mutonia espresso in attestazioni multilivello nonché l’effettiva rilevanza di carattere artistico, attrattivo e di riconoscibilità che Mutonia riveste per la realtà santarcangiolese sono individuati quali aspetti che ostano alla rimozione delle opere oggetto delle ordinanze di demolizione n. 41/2013 e n. 50/2013.
Alla luce dell’analisi effettuata, si ritiene infatti che la presenza storica, artistica e culturale del collettivo Mutoid Waste Company in quella specifica localizzazione, proprio per le ragioni storiche sopra ricordate, costituisca elemento da salvaguardare per il Territorio di Santarcangelo di Romagna e non solo, rappresentando un “…unicum, fluido, le opere, alcune monumentali, gli spazi di lavoro, le abitazioni, non senza un rapporto rispettoso con il contesto fluviale e con relazioni culturali significative con la città e la comunità di Santarcangelo.”
Il valore culturale dell’insediamento di Mutonia emerge altresì dal contributo del Prof. Antonio Rocca, Direttore dell’Accademia di Belle Arti “Lorenzo da Viterbo, trasmesso unitamente alla Memoria procedimentale del Sig. M.J.A.C., che sottolinea come “…Nel panorama dei parchi d’arte Mutonia costituisce un caso eccezionale e unico per essere uno spazio vivo e dinamico. La specificità dell’ecovillaggio santarcangelese risiede nell’essere un complesso atelier in costante mutazione. Il significato più alto dell’esperienza pluridecennale della MWC è consustanziale con tale condizione metamorfica, che presuppone la presenza continua degli artisti sul luogo di produzione ed esposizione. La MWC ha conferito concretezza all’obiettivo ideale, proprio delle avanguardie storiche, di annullare i confini tra arte e vita.
Prescindendo dall’aspetto meramente estetico, lo straordinario valore di Mutonia risiede anche nella capacità di porre in discussione i confini tra sfera pubblica e privata. Il parco è difatti uno spazio accessibile in modo libero e gratuito. Un modello quindi di rigenerazione urbana che attiva un processo di rinascita per i rifiuti e per il luogo stesso che li ospita. La cava di ghiaia prossima al Marecchia era infatti caduta in disuso e solamente il presidio costante degli artisti l’ha sottratta a un destino di marginalità e potenziale degrado.
…desidero sottolineare la natura organica e non frazionabile di Mutonia. Qualunque alterazione imposta e non concordata determinerebbe non solo un danno a chi in quel luogo è presente fin dal 1990, ma soprattutto l’irreversibile lesione di un legittimo interesse pubblico, in quanto le installazioni del parco d’arte sono supporto materiale e privato di un bene immateriale e pubblico. Spetta alla comunità dell’arte la determinazione del valore storico-artistico di manufatti, contesti od operazioni inedite, e il valore eccezionale di Mutonia è largamente riconosciuto sia in ambito nazionale che internazionale. Il danno diretto e indiretto, anche in termini di immagine, per chi si rendesse responsabile della distruzione di un parco d’arte di tale valore sarebbe di proporzioni e conseguenze attualmente incommensurabili.”
Il valore culturale dell’insediamento di Mutonia trova ulteriore conferma nella lettera aperta dei direttori del Santarcangelo Festival Antonio Attisani, Roberto Bacci, Silvia Bottiroli, Olivier Bouin, Enrico Casagrande, Silvio Castiglioni, Lisa Gilardino, Chiara Guidi, Tomasz Kireńczuk, Ferruccio Merisi, Ermanna Montanari, Eva Neklyaeva, Daniela Nicolò, Sandro Pascucci, anch’essa contenuta nella Memoria depositata agli atti della Conferenza dalla MWC,  i quali hanno manifestato preoccupazione per la possibile demolizione di Mutonia, ritenuta “parte essenziale del patrimonio culturale di Santarcangelo di Romagna e della sua comunità”, ed hanno auspicato che le Istituzioni si attivino nella prospettiva “di tutelare il patrimonio culturale, non di avvallare processi che lo compromettano”.
Il valore culturale dell’insediamento di Mutonia e della Mutoid Waste Company, nella sua dimensione sia storico-europea che territoriale-santarcangiolese, è riconosciuto infine nel parere della Soprintendenza ai Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici di Bologna, prot. n. 3656/2013 del 28.8.2013, rubricato “Valutazione sulla rilevanza storico-artistica dell’insediamento e delle opere della Mutoid Waste Company Località Calatoio Ponte, Lungofiume Marecchia”, che evidenzia come
“… Il campo sulle rive del Marecchia, la cosiddetta Mutonia, ingloba in un unicum, fluido, le opere, alcune monumentali, gli spazi di lavoro, le abitazioni, non senza un rapporto rispettoso con il contesto fluviale e con relazioni culturali significative per la città e la comunità di Santarcangelo.
L’insediamento ha più di vent’anni e può davvero essere considerato un fatto rilevante della cultura europea che è entrato nell’identità e nella storia, prima di tutto di Santarcangelo, ma anche nazionale, attraverso fecondi rapporti, con Torino in particolare.
La localizzazione santarcangiolese, approdo di questi artisti inglesi, canadesi e italiani, è sottolineata in studi sistematici nelle tendenze dell’arte contemporanea, e in numerosissime tracce in siti e pagine web.
Si può affermare che questa realtà, singolare, forse unica nel contesto nazionale, nata “dentro e fuori le regole”, come spesso l’attività artistica, ha trovato nel dialogo con le autorità cittadine un suo equilibrio. Mutonia non è solo un parco di installazioni e di sculture. Il sito è, nella sua globalità, un grande e sui generis atelier, un insediamento-laboratorio di artisti, un cantiere, con tutte le caratteristiche dei lavori in corso, uno spazio dove sono accumulate le “materie prime” nell’attesa che la creatività Mutoid ne realizzi una vocazione formale. In base a queste considerazioni e all’allegata relazione storico artistica, questa Soprintendenza raccomanda il mantenimento di questa realtà creativa e l’elaborazione di un progetto che attuando le necessarie autorizzazioni, con la collaborazione dei membri della Mutoid Waste Company, preservi la permanenza e l’identità di Mutonia come “luogo del contemporaneo”.
Profili demaniali e concessori
L’area su cui insistono le opere oggetto di accertamento, appartenente al demanio idrico in gestione regionale, è stata concessa in uso all’Amministrazione di Santarcangelo di Romagna con atto di concessione approvato con DET-AMB-2022-1233 ARPAE SAC di Rimini del 11/03/2022 con la previsione di destinazione ad attività ludico-artistiche.
La conservazione delle opere oggetto dell’insediamento “Mutonia” risulta pertanto coerente con la funzionalizzazione dell’area avvenuta in sede di emanazione dell’atto concessorio del bene pubblico su cui esse insistono.
I diritti e poteri di concessionario spettanti sull’area all’Amministrazione di Santarcangelo consentiranno inoltre un pieno controllo sul rispetto e l’attuazione, anche coattiva, delle prescrizioni e condizioni a cui è subordinato il mantenimento delle opere.
Tutto ciò premesso e considerato
DELIBERA
di prendere atto degli esiti della Conferenza di Servizi, ai sensi dell’art. 13, comma 5, L.R. n. 23 del 2004, convocata anche in nome e per conto della Regione Emilia-Romagna, di cui alla Determinazione conclusiva motivata di Conferenza di servizi, prot. 14399 del 16/04/2026, comprensiva dell’Allegato A: “Condizioni e prescrizioni indicate nelle determinazioni degli enti intervenuti in conferenza, con indicazione dei dovuti adeguamenti” e dell’Allegato B: “Note degli Enti e Amministrazioni intervenuti in Conferenza”.
di condividere l’istruttoria, le considerazioni e le valutazioni espresse nella Determinazione conclusiva sopra richiamata ed in particolare il parere della Regione Emilia-Romagna, Settore Patrimonio Culturale, prot. 13482/2026 del 09/04/2026, il parere del Comune di Santarcangelo di R., Servizio Cultura, prot. 13603/2026 del 09/04/2026 parere della Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici prot. n. 3656 del 28/08/2013;
di dichiarare la sussistenza di un prevalente interesse pubblico di natura culturale e identitaria alla conservazione delle opere di cui al verbale di accertamento prot. n. 35263 del 06/10/2025, e facenti parte dell’insediamento denominato “Mutonia”, subordinatamente al rispetto delle condizioni e prescrizioni individuate dalle Amministrazioni competenti, come riportate nell’Allegato A alla Determinazione conclusiva di conferenza di servizi, per le motivazioni espresse nelle premesse, qui richiamate e di cui si dà nuovamente atto nei termini che seguono:
Il Parco Artistico di Mutonia rappresenta, nel contesto territoriale di Santarcangelo di Romagna, un’esperienza insediativa sviluppatasi all’interno di un’area di ex cava, già fortemente antropizzata e caratterizzata da condizioni di marginalità e dismissione, inserita nel più ampio ambito perifluviale del fiume Marecchia e ricompresa nella rete ecologica e di valorizzazione ambientale del territorio. In tale contesto, l’insediamento ha progressivamente assunto un ruolo di riqualificazione spontanea e di rigenerazione del sito, attraverso pratiche di riuso dei materiali e trasformazione dello spazio, coerentemente con i più ampi temi contemporanei della rigenerazione urbana.
In questo senso, Mutonia si inserisce nel dibattito disciplinare sul riuso e la rigenerazione. In occasione della manifestazione “Riuso del Moderno” nel 2024, l’Ordine degli Architetti Paesaggisti Pianificatori e Conservatori della Provincia di Rimini, ha evidenziato come “l’esperienza radicale del gruppo Mutoid [costituisca] testimonianza concreta, sul piano della ‘provocazione’ artistica, quale profetica ‘critica operativa’ ad una dilagante cultura dello scarto”. Il sito si configura pertanto come esito di un processo di recupero non convenzionale di un ambito degradato, nel quale l’arte del riuso dei materiali si intreccia con il riuso dei luoghi, dando forma a un paesaggio post-industriale reinterpretato attraverso l’arte, in equilibrio con il contesto ambientale di riferimento.
In tale quadro, risulta peculiare, unica e qualificante anche la dimensione dell’abitare, strettamente integrata con quella artistica: come evidenziato in letteratura, “a fianco di queste sculture anche le abitazioni degli artisti […] vengono percepite dai visitatori più come opere d’arte che come esigenza dell’abitare, evidenziando come l’intero insediamento si configuri come un sistema unitario in cui produzione artistica e spazi di vita e di lavoro concorrono congiuntamente alla definizione di un’unica opera d’arte e “come “un museo a cielo aperto […] dove […] sculture fatte con i fari di auto e carcasse di automobili […] convivono con le abitazioni degli artisti” (Riuso del Moderno 3, 2024). (Costa A., Abitare Mutoid, 2016). In tal senso, anche la Soprintendenza ai Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici di Bologna ha riconosciuto, con il parere del 2013, il valore complessivo dell’insediamento quale “un unicum, fluido, in cui le opere, anche monumentali, gli spazi di lavoro e le abitazioni si integrano tra loro, non senza un rapporto rispettoso con il contesto fluviale e con relazioni culturali significative per la città e la comunità di Santarcangelo”.
Sul piano artistico e culturale, Mutonia si configura come un’esperienza unica d’arte internazionale – presente a Santarcangelo di Romagna – e ormai storicizzata, nella quale la pratica artistica del collettivo Mutoid Waste Company si fonda su processi di recupero, assemblaggio e trasformazione di materiali “e luoghi” di scarto, prevalentemente di origine industriale e meccanica, restituiti in forma di sculture, installazioni e microarchitetture. Come evidenziato anche da fonti istituzionali, il collettivo è infatti “noto per le grandi sculture realizzate con scarti industriali”, dando vita a “interpretazioni postindustriali dello scarto visitabili e vivibili nel parco” (Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale del Ministero della Cultura).
Tale pratica artistica si inserisce in una matrice culturale riconducibile alle controculture europee degli anni Ottanta e alle estetiche post-industriali e cyberpunk, configurandosi come forma di sperimentazione che unisce arte, performance e costruzione dello spazio, che trova la sua massima espressione d’arte in Mutonia. La critica contemporanea riconosce inoltre come “Mutonia non è solo un bizzarro villaggio di sculture […] ma è un presidio di libertà creativa […] un esempio concreto di come l’arte possa costruire identità, ridisegnare territori e immaginari” (Vedovetto C., Artribune, 2025), configurandosi quale spazio di produzione culturale e innovazione sociale. Analogamente, viene descritto come “un luogo magico, un ambiente in perfetta comunione con la natura” (Poli G., Ars Artis Magazine, 2025), capace di generare una forte esperienza culturale e percettiva.
Infine si sottolinea come Mutonia rappresenti un elemento identitario profondamente radicato nel territorio e nella comunità di Santarcangelo di Romagna, contribuendo in modo significativo alla sua riconoscibilità culturale e alla sua attrattività turistica. Tale rilevanza si inserisce in un contesto locale storicamente connotato da una forte vocazione culturale e artistica: Santarcangelo è infatti da decenni riconosciuta, a livello nazionale e internazionale, quale luogo di produzione e sperimentazione culturale, anche in ragione della presenza del Festival dei Teatri, che sin dagli anni Settanta rappresenta uno dei più importanti appuntamenti dedicati alla scena contemporanea e alla ricerca artistica.
In questo quadro, il territorio santarcangiolese si è progressivamente configurato come spazio fertile per pratiche artistiche innovative, laboratorio aperto di linguaggi espressivi e terra di artisti, capace di accogliere e valorizzare esperienze culturali anche non convenzionali. L’insediamento di Mutonia, nato proprio in occasione del Festival dei Teatri del 1990, si colloca pienamente in questa peculiarità, rappresentandone una naturale evoluzione e un’espressione coerente, radicata nel tempo.
Configurandosi poi come parco artistico a cielo aperto liberamente fruibile, esso richiama un ampio pubblico eterogeneo e internazionale, generando ricadute positive in termini di immagine, frequentazione e vitalità del contesto locale. Come evidenziato anche in ambito critico, “Mutonia è una sorprendente fucina creativa […] dove arte e vita intrecciano il loro percorso, rivendicando che un altro modo di vivere è possibile” (De Santis G., TeatroeCritica, 2026). In tale prospettiva, il sito si configura come bene culturale complesso, non musealizzato ma vissuto, il cui valore risiede nel rapporto inscindibile tra opere, comunità e contesto territoriale, nonché nel forte legame emotivo e identitario con la comunità locale santarcangiolese, che nel tempo ne ha riconosciuto il valore quale parte integrante della propria storia culturale contemporanea.
4. di non ritenere pertanto opportuno procedere alla demolizione delle opere, di cui alle Ordinanze di demolizione n. 41/2013 e n. 50/2013, e successivo verbale di accertamento di parziale inottemperanza prot. 35263/2025 del 06/10/2025;
5. di trasmettere il presente atto alla Regione Emilia-Romagna, in qualità di ente territoriale deputato alla gestione dell’area demaniale per le determinazioni di competenza;
6. di demandare agli Uffici, a seguito della conclusione del procedimento in ordine al mantenimento delle opere, uno stretto monitoraggio dell’attuazione e del rispetto delle prescrizioni e condizioni contenute nell’Allegato “A” alla Determinazione conclusiva della Conferenza di servizi, riservandosi in caso di inottemperanza di rivalutare la presente deliberazione;
7. di dare atto che il responsabile del presente procedimento è l’Arch. Silvia Battistini, Dirigente del Settore Territorio del Comune.

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