Per non sprecare tutte le potenzialità del parco del mare occorre un radicale cambio di rotta

Per non sprecare tutte le potenzialità del parco del mare occorre un radicale cambio di rotta

Nelle intenzioni avrebbe dovuto dare un volto nuovo a tutta la zona mare, ma l'attuazione ha fatto emergere non pochi problemi. Ragionevolezza e condivisione vorrebbero che la logica dell'uomo solo al comando venisse sostituita dalla decisione di far sedere ad un tavolo tutti gli attori principali della città, per ridiscutere i termini dell’opera in modo da salvare un progetto dalle grandi opportunità, ma dall’attuazione a dir poco disastrosa.

di Andrea Pari*

Nei giorni scorsi il sindaco Gnassi, dando una delle sue famose “sgasate”, ha annunciato la partecipazione del Comune di Rimini al bando per la rigenerazione urbana per concludere la parte mancante del “parco del mare” (circa 70.000 mq tra piazzale Kennedy e Miramare).
Questa grandiosa opera urbanistica che, negli intenti di chi l’ha pensata e predisposta, avrebbe dovuto dare un volto nuovo a tutta la zona mare, nel suo concretizzarsi sembra portare con sé fin troppi problemi.
A Miramare, ma soprattutto nella zona a nord del deviatore del Marecchia, si scorgono già le conseguenze disastrose del nuovo assetto, soprattutto in termini di mobilità e parcheggi, che avranno ricadute assai gravi sul comparto turistico.
Nel cantiere in via di completamento sul lungomare Spadazzi, ad esempio, salta all’occhio la cospicua diminuzione di parcheggi rispetto alla situazione precedente (che già si presentava di difficile gestione per albergatori ed esercenti nei mesi di luglio e agosto). Nella zona nord la situazione risulta ancora più complicata dal punto di vista della mobilità.
La risposta che viene data a questi dubbi ha un sapore “green”, ma un green un po’ bollito: l’idea sarebbe quella di abbandonare le inquinanti autovetture in favore di monopattini e biciclette. Idea sicuramente lodevole, in questo modo non si tiene però conto del fatto che la nostra città, allo stato attuale, ha un pubblico formato per la stragrande maggioranza da famiglie e pensionati. Inoltre la mancanza di parcheggi ed una viabilità mutilata in zona mare, rendono, ipso facto, meno attrattive tutte le attività ricettive e commerciali. Se in una località è complicato arrivare e quasi impossibile parcheggiare, il turista deciderà inevitabilmente per un’altra destinazione.
Si legge quindi che il Sindaco, nella sua “ansia da inaugurazioni”, sarebbe alla caccia di altri 20 milioni di euro per terminare la zona sopracitata, ma quel che è difficilmente accettabile, in un momento delicato come quello che stiamo affrontando, è un modus operandi totalmente dirigista.
Preso atto delle vistose criticità riscontrate nella prima tranches di lavori, non sarebbe più saggio per la prima volta far sedere ad un tavolo tutti gli attori principali della città (attività produttive, le parti sociali, politiche…) e ridiscutere i termini dell’opera in modo da salvare un progetto dalle grandi potenzialità, ma dall’attuazione a dir poco disastrosa?
Il futuro del turismo a Rimini è quasi sovrapponibile al futuro stesso di Rimini. Ed è quindi necessario che i progetti per la Rimini del futuro, come anche l’utilizzo delle opportunità derivanti da PNRR, siano condivisi nel modo più ampio possibile. Le parti politiche e sociali devono fare lo sforzo, anche in campagna elettorale, di evitare di vedere tutto tramite il prisma del ciclo elettorale e dell’appartenenza al colore di partito e guardare prima di tutto al bene della città. Alcuni strumenti ci sono già, devono però essere interpretati al meglio, altri strumenti saranno certamente da reinventare o implementare.
La Romagna, per tornare agli antichi fasti, dovrà iniziare a ragionare realmente come un unico grande sistema, pronto a partecipare efficacemente a bandi europei per implementare strutture e riqualificare il territorio, ed in cui ogni particolare vocazione locale possa essere valorizzata per far fronte alla sempre più forte concorrenza nazionale ed internazionale.
La promozione delle nuove infrastrutture e il recupero, ove possibile, dell’esistente rimangono comunque passi fondamentali per rilanciare il turismo. In questo senso la riqualificazione della zona mare è una grande occasione per Rimini, purtroppo un’occasione che per metà sembra essere stata sprecata.
Il sindaco Gnassi ci ripensi, non ceda ancora una volta al ruolo dell’uomo solo al comando, ne va del futuro della città.

* Collaboratore in Regione del Consigliere della Lega Matteo Montevecchi.

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