Ristori a fondo perduto solo alle attività di “serie A”: «e per quelle sotto la ferrovia?»

Ristori a fondo perduto solo alle attività di “serie A”: «e per quelle sotto la ferrovia?»

Mario Erbetta lancia l'allarme sulla esclusione delle attività che non beneficiano degli aiuti governativi. "Non sono comprese quelle della zona mare", spiega. Ma quelle tagliate fuori sono anche molte del centro. Ecco la mappa.

Mario Erbetta di Rinascita civica parla di «beffa per i nostri imprenditori». Spiega: «Un grido di allarme mi è pervenuto dagli albergatori e ristoratori della fascia del mare. Nel Decreto ristori sono previsti dei contributi a fondo perduto per tutte le attività commerciali che hanno avuto un calo di fatturato nel giugno 2020 rispetto al giugno 2019. Rimini è entrata tra queste 23 città. Il problema è che possono accedere a questo fondo solo le aziende come alberghi, ristoranti, negozi, gelaterie, eccetera, che fanno parte della zona A o equipollenti. A Rimini la zona A è solo il centro storico e il borgo di San Giuliano (guarda caso) quindi in pratica tutti i ristoranti, alberghi, negozi, gelaterie del mare, non posso accedere a questi soldi e mi sembra una grossa ingiustizia, soprattutto se si valuta che le attività maggiormente colpite dal calo turistico a Rimini sono quelle situate nella fascia litoranea. Come rimediare? E’ fondamentale che il Comune di Rimini con estrema urgenza di attivi affinché tutta la costa venga valutata come zona A. Le imprese Riminesi hanno bisogno della boccata di ossigeno del Decreto Ristori e ne hanno bisogno ora pena la chiusura. Il Sindaco e la Giunta devono intervenire in modo deciso e prima che sia troppo tardi».

I Comuni sono 29 (fra i quali anche Rimini) e le «zone A o equipollenti» derivano dal decreto ministeriale n. 1444 del 2 aprile 1968. Ma la realtà è che gli esclusi sono molti di più e non solo quelli della zona mare. Prendiamo il caso del Borgo San Giuliano. La zona A (con le linee rosse nella fotografia) in linea d’aria si ferma circa all’altezza del retro della chiesa di San Giuliano Martire, tagliando fuori, procedendo verso nord, tutti gli altri. Per chi volesse divertirsi a considerare via per via quelli che rientrano oppure no nella zona A, è sufficiente guardare questa mappa, pubblicata dal Comune di Rimini e dunque ufficiale. Qui il dettaglio è ancora maggiore perché vengono elencati i numeri civici della zona A.
E’ stato il cosiddetto “Decreto agosto” (D.L. 104/2020) ad introdurre questi contributi a fondo perduto per le attività di cui parla Erbetta. Qualcuno si salva dalla “gabbia” stretta della zona A, sono i tassisti, che non hanno delimitazioni di sorta.
Il paradosso è che il “Decreto agosto” assegnava quel contributo (oltre 500 milioni di euro) a fondo perduto per le attività dei centri storici in forza dell’alta vocazione turistica delle 29 città in questione.