Sistema fieristico-congressuale: Camporesi all’attacco, l’assessore Brasini parla di “modello Rimini”

Sistema fieristico-congressuale: Camporesi all’attacco, l’assessore Brasini parla di “modello Rimini”

"Difficoltà di Rimini Congressi per il debito verso Unicredit, e della Società del Palazzo dei Congressi per la causa in corso con Cofely", dice l'esponente di Obiettivo civico. "Siamo un modello virtuoso", replica l'assessore.

“Dalla delibera che la maggioranza ha approvato nel Consiglio Comunale di ieri emergono le difficoltà di Rimini Congressi S.r.l. per il debito verso Unicredit, garantito da Rimini Holding e dal Comune di Rimini, e della Società del Palazzo dei Congressi per la causa in corso con Cofely che richiede 54,5 milioni di euro”. Luigi Camporesi, Obiettivo civico, torna all’attacco dopo il duro intervento pronunciato in aula e che ha ricevuto risposte rassicuranti dall’assessore Brasini. “Non intendo polemizzare, mi limito a riportare le dichiarazioni del Dott. Marino Gabellini, amministratore unico di Rimini Congressi e del Dott. Paolo Faini, amministratore unico di Rimini Holding, relazioni fatte proprie ed approvate dal Consiglio Comunale”, spiega Camporesi.
In merito alla causa Cofely, Gabellini scrive che “qualora non si addivenisse alla definizione di una modalità sostenibile per il finanziamento delle predette ulteriori risorse (riferite al debito a bilancio di 9,9 milioni di euro), le Parti, soci pubblici, convengono di votare favorevolmente nell’assemblea dei soci di Rimini Congressi, l’autorizzazione a procedere all’alienazione da parte di Rimini Congressi di un’ulteriore quota di IEG, anche in assenza di intervenuto perfezionamento della quotazione in borsa dei titoli della stessa”. Nel caso che il debito residuo risulti superiore, invece, “nel richiamato intento di evitare il ricorso a risorse pubbliche chiede ai soci di autorizzarlo a procedere con la vendita di un’altra quota di partecipazione al capitale di IEG, anche se ciò dovesse portare la residua partecipazione di Rimini Congressi alla maggioranza relativa (ossia inferiore al 50% del capitale), al fine di trasferire alla Società del Palazzo dei Congressi le risorse occorrenti alla totale estinzione del richiamato debito”. Per Faini “Rimini Congressi potrà cedere, in un prossimo futuro, fino a una percentuale del 15,068% dell’intero capitale sociale senza perdere il controllo della società”.
Secondo Camporesi in passato, “nell’imperante ottimismo”, sono stati elaborati “business plan che hanno ignorato il rischio della causa Cofely, al punto da quantificare addirittura il conseguimento di natura straordinaria per l’importo di € 4.720.000, come riportato nelle note integrative ai bilanci 2014 e 2015 di Rimini Congressi e nell’elaborato dei preventivi della Società del Palazzo dei Congressi”. E sempre secondo l’esponente di Obiettivo civico, “un altro aspetto che preoccupa il Dott. Gabellini è il rapporto con Unicredit, al punto che l’amministratore di Rimini Congressi “propone ai soci, fin d’ora, di dare preminenza all’abbattimento del debito residuo con Unicredit, per l’importo massimo che sarà concretamente possibile, al fine di mettere definitivamente in sicurezza l’ammortamento del mutuo in essere”.”
Ieri in consiglio comunale nessuno dei consiglieri ha direttamente chiamato in causa, ponendo loro domande precise, né l’amministratore unico di Rimini Congressi e né quello di Rimini Holding, perdendo così un’occasione più unica che rara per ascoltare dalla loro viva voce chiarimenti e approfondimenti. Ha invece detto la sua l’assessore Brasini, spiegando che la partita in gioco serve a “riequilibrare i rapporti di capitale sociale detenuto dai singoli soci, in particolare per il mancato pagamento di alcune quote da parte della Provincia di Rimini”, che “la delibera pone un punto finale sull’ammontare dell’investimento del nuovo Palas, con un costo dell’opera pari a 117 milioni di euro”, e rivendicando il modello virtuoso del sistema fieristico-congressuale riminese: “A differenza nella ‘nuvola’ di Fuksas – ha scandito – in minima parte a carico di Roma Capitale e soprattutto a spese del ministero e quindi dei cittadini italiani, e costata oltre il triplo del Palas, a Rimini il parametro è stata la sostenibilità dell’investimento e le previsioni di conseguimento di utili di bilancio di IEG sono state pienamente rispettate”. Una lettura dei fatti che è stata contestata sia da Camporesi che dal consigliere Filippo Zilli che dal capogruppo della Lega Nord Marzio Pecci, che ha chiesto il ritiro della delibera per ulteriori approfondimenti ma il voto della maggioranza ha cassato la proposta. Secondo Brasini “la delibera non autorizza nessuna vendita, né minoritaria né maggioritaria, del capitale sociale” e “il debito della Società del Palazzo dei Congressi è pienamente sostenibile”. “Anche per Aeradria avevate assicurato che non ci sarebbero stati problemi, mentre poi è fallita e verosimilmente a breve Gnassi e Cagnoni, fra gli altri, saranno rinviati a giudizio per diverse ipotesi di reato”, ha detto Camporesi. Che comunque continua la battaglia: “Ho l’obbligo morale di comunicare la realtà dei fatti e il comunicato stampa sarà inviato agli operatori riminesi, ora rappresentati in Consiglio Comunale da soggetti silenti che non si degnano di studiare gli atti deliberativi”.