Tari non pagata: 382 alberghi evasori totali fra 2016 e 2017

Tari non pagata: 382 alberghi evasori totali fra 2016 e 2017

La denuncia del consigliere comunale Gennaro Mauro che spiattella i dati dei furboni (più che furbetti) della tassa sui rifiuti. Ben 143 alberghi non hanno versato sia nel 2016 che nel 2017, per un totale di oltre 2 milioni 2mila euro.

211 evasori totali della Tari nel 2017 fra alberghi e Rta (residenze turistico alberghiere), 26 fra motel, meublé e garni, 20 negozi di abbigliamento, 26 esercizi commerciali, 5 ristoranti, pizzerie, trattorie e tavole calde, 19 bar, gelaterie e pasticcerie. In totale gli evasori totali sono stati 307. E le somme non versate? Euro 1.714.950,10. E solo per il 2017.
Vediamo gli evasori totali dell’anno precedente. Alla voce alberghi e Rta 171, motel, meublé e garni 20, negozi di abbigliamento 20, esercizi commerciali 21, ristoranti, pizzerie, trattorie e tavole calde 8, bar, gelaterie e pasticcerie 14. Totale 254 attività. Ben 1.336.264,84 di somme non versate.
Le cifre più significative riguardano alberghi e Rta, fra 2016 e 2017 oltre 2 milioni e 750mila euro. Va precisato che i numeri riferiti a negozi d’abbigliamento, esercizi commerciali, bar, gelaterie, pasticcerie, ristoranti, pizzerie trattorie e tavole calde, riguardano solo quelli che sorgono lungo i viali delle Regine.

A rendere pubblici questi dati è il consigliere comunale Gennaro Mauro, Movimento Nazionale per la Sovranità, che commenta così le cifre che attestano una evasione inaccettabile: “Chi evade in modo sistematico deve vedersi la licenza commerciale stracciata e i proprietari dei locali dove viene svolta l’attività imprenditoriale devono cautelarsi con polizze fideiussorie perché dovranno essere chiamati in solido al pagamento delle tasse comunali. Il fenomeno dei furbetti evasori totali della Tari e altri tributi locali va debellato immediatamente”. Si dice “sbalordito” dopo avere visionato i tabulati “relativi ai nominativi degli evasori totali per gli anni 2016 e 2017” e aggiunge: “Sarei tentato a rendere pubblici i nominativi, ma la legge italiana paradossalmente in base ad una presunta violazione della privacy non ne consente la diffusione”.

Qualcosa va fatto subito, anche se modifiche legislative sono necessarie, “ma ciò non può essere una scusa perché a Rimini si resti a guardare” e “troppo poco è stato fatto in questi ultimi anni da parte dell’amministrazione comunale”.
Secondo Gennaro Mauro “bisogna creare una lista nera degli evasori totali per più anni per sottoporli a controlli spietati da parte di tutti gli organi di vigilanza presenti sul territorio, per accertare eventuali irregolarità fiscali, di occupazione dei lavoratori, di sicurezza e igiene, di corretta applicazione della tassa di soggiorno. Questo è l’unico linguaggio che i furbetti comprendono”.

Vediamo qualche dettaglio ulteriore. Viali delle Regine. Su 40 evasori totali fra i negozi di abbigliamento, periodo 2016 e 207, 18 sono da considerare evasori totali in entrambi gli anni. Su 47 evasori totali fra gli esercizi commerciali, 17 lo sono stati in entrambi gli anni. Su 13 evasori totali fra ristoranti, pizzerie, trattorie e tavole calde, 6 hanno evaso in entrambi gli anni. Su 33 evasori totali fra bar, gelaterie e pasticcerie, 16 rientrano nell’elenco degli evasori totali in entrambi gli anni.

“Nelle casse comunali ogni anni vengono a mancare diversi milioni di euro a causa di tantissimi imprenditori “allergici” al pagamento della tassa dei rifiuti. Tutto ciò si riverbera nell’aumento della tariffa che pagano solo gli onesti cittadini ed imprenditori, mentre proliferano centinaia di furbetti che indisturbati proseguono le proprie attività aziendali senza pagare dazio. Non parliamo di imprenditori che in un momento di difficoltà non pagano il tributo oppure lo pagano parzialmente: a Rimini ci sono 143 strutture alberghiere che non hanno versato un solo euro in due successivi anni facendo venire meno entrate per 2.230.000 euro e sicuramente i dati relativi all’anno 2018 saranno ancora peggiori. In altre settori di attività le cose non vanno meglio, ci sono tantissime attività dove pur in presenza di richieste di pagamento di poche centinaia di euro i furbetti sono diverse centinaia. Bisogna cambiare registro“, sottolinea il consigliere comunale di opposizione. Che lancia anche una sfida politica: “Sono convinto che quello che Andrea Gnassi non è riuscito a fare con i governi di centrosinistra negli ultimi cinque anni, riusciremo a farlo noi del centrodestra riminese in pochi mesi con il nuovo governo Lega-Cinque Stelle”.