Ufficio reclami a 5 stelle: riappare Giulia Sarti e la base la impallina

Ufficio reclami a 5 stelle: riappare Giulia Sarti e la base la impallina

Dopo mesi di assenza anche dalla sua pagina Facebook, la parlamentare riminese è tornata a postare messaggi di sostegno a Conte e «filogovernativi». Fra chi le dà il bentornato ce ne sono tanti che la bombardano: «riesumato profilo abbandonato?» E poi: «Se farete nuovamente una alleanza con Renzi comincerete a fare ribrezzo».

Dopo una lunga assenza anche dalla sua pagina Facebook (a seguito delle note vicende personali e politiche che l’hanno coinvolta) è riapparsa Giulia Sarti ma ad accoglierla ha trovato anche il fuoco amico. Su di lei si è riversato tutto lo scontento della base grillina che proprio non accetta il doroteismo governativo del movimento, prima con Salvini, poi col Pd e adesso disposto a riaccogliere anche Matteo Renzi pur di rimanere al comando. La fronda è gigantesca anche a Rimini e in Romagna.
E’ verso la fine di gennaio che Giulia Sarti ci ha rimesso la faccia sui social. Ed è quando comincia ad occuparsi delle grandi manovre di palazzo, ovvero della crisi del governo Conte, che non gliene passano una. «Questa crisi di governo allucinante deve finire. L’Italia ha bisogno di certezze e di risposte concrete ai problemi che stiamo vivendo. Per noi, pieno sostegno a Giuseppe Conte, unico presidente del Consiglio che vogliamo!». Posta queste poche parole insieme al video con le dichiarazioni di Vito Crimi dopo le consultazioni al Quirinale che viene giù di tutto. «Dovete farci votare e tener conto del risultato, altrimenti il m5 perderà il 70% dei suoi elettori». Attacca un altro: «in tutti questi anni avete dimostrato la vostra ignoranza scientifica, di non conoscere la Peste Emozionale. Oggi, se la vostra decisione e ritornare a parlare con la Peste Emozionale, sancirete la vostra fine politica, quello che la peste ha sempre voluto. Non sapete quante risate si sta facendo la peste nel vedere come vi state distruggendo con le vostre mani». E poi: «Se farete nuovamente una alleanza con Renzi comincerete a fare ribrezzo!» e così di seguito; «a patti ancora con Renzi? Il Movimento finisce oggi. Ha ragione di Battista», «adesso ci saranno le consultazioni per le nuove poltrone». Ma è solo l’inizio.
Il 26 gennaio il messaggio parte da Rimini e riguarda le celebrazioni per il ricordo delle vittime della Shoah. La fotografia che campeggia ritrae Giulia Sarti e Marco Croatti al Teatro Galli: «Questa mattina, nonostante il momento delicato per la situazione di crisi del governo, ho partecipato insieme al mio collega, senatore Marco Croatti, al Teatro Galli, alle celebrazioni in ricordo delle vittime della Shoah», scrive fra l’altro la parlamentare riminese pentastella. Questa volta raccoglie non poche approvazioni, in mezzo a qualcuno che posta: «ma che fine aveva fatto? E’ tanto che non la sento dopo il trambusto».
Altro post altre sciabolate. Sempre il 26 gennaio: «Pieno sostegno al presidente Conte, che con umiltà e fermezza ha saputo tracciare la strada, con tutta l’eleganza e la moralità che lo contraddistingue».
Impallinarla è un attimo: «Saluti Di Maio quando lo vede, per noi cittadini non è più tanto facile incontrarlo…dai treni in seconda classe alle auto blu è stato tutto molto repentino»; «riesumato profilo abbandonato? Quando è guerra è guerra…», «pagliacci», «e i 5 stelle dopo i “mai con il partito di Bibbiano” e “mai con Renzi e Boschi” accetteranno tutto pur mantenere la poltrona?», «poltronari», «sostegno o no, noi stagionali vedremo qualche ristoro come a dicembre in questo mese di gennaio oppure no Giulia Sarti?», e così via.
Altro picco di critiche quando Giulia Sarti diffonde il comunicato stampa sul nuovo ufficio aperto a Rimini dalla deputata e dal senatore Croatti. C’è chi gradisce («Era ora. Rimini, un territorio di tanti M5Stelle, doveva fare questo passo, dare la possibilità alla città di votare un amministrazione 5 Stelle»; «finalmente si fa sul serio, bene», «brava», «in bocca al lupo ragazzi», «grazie per dare questa opportunità ai vostri concittadini») ma in tanti cannoneggiano parlando di «traditori» o «vi suggerisco di prenotarvi un colloquio di orientamento con i navigator che avete assunto nei centri per l’impiego… quanta delusione» e anche «non vi voglio più vedere per favore uscite dalle mie pagine fb, avete fatto tutto il contrario del promesso. Da il cambiamento a lacchè del PD».
Fra chi protesta per le posizioni assunte dal M5S c’è anche l’ultimo candidato alle regionali Simone Benini. Prima ha condiviso la presa di posizione di Alessandro Di Battista che si concludeva con la minaccia di dire addio alla compagnia («se il Movimento dovesse tornare alla linea precedente io ci sono. Altrimenti arrivederci e grazie») aggiungendoci un laconico «…adesso basta…» e poi ha rilanciato in maniera ancora più chiara rivolgendosi a Crimi: «Non posso assistere al tradimento degli Stati generali che stai facendo con tanta, troppa leggerezza. La versione di capo politico che ci siamo dati come movimento 5 stelle era una figura di portavoce unico che sapesse diffondere ciò che la base democraticamente aveva deciso. Resto basito e sconcertato dalle tue fughe in avanti, le stesse fughe in avanti che con egual poco rispetto commetteva il tuo predecessore, ma almeno lui era stato acclamato dalla base con una votazione come da statuto. Caro Vito Crimi, aspetto le tue scuse al movimento, alla base, e nonostante io e tanti altri le si chieda da mesi, ormai 1 anno, le tue dimissioni ed elezione immediata del nuovo capo politico come da statuto».

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