“Variazioni irregolari del fondale” nel mare antistante piazzale Kennedy, ora c’è la prova e scatta il divieto di balneazione

“Variazioni irregolari del fondale” nel mare antistante piazzale Kennedy, ora c’è la prova e scatta il divieto di balneazione

Dai primi accertamenti svolti dalla Capitaneria di porto emerge quello che in tanti avevano sostenuto: si sono create "buche" che rendono pericolosa la balneazione. Tanto che il sindaco ha subito emesso un'ordinanza. Ma un uomo ha già perso la vita.

A seguito dell’annegamento avvenuto nello specchio acqueo davanti a piazzale Kennedy, per il quale la procura della Repubblica ha aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio colposo, la Capitaneria di porto di Rimini ha svolto rilievi tecnici all’altezza dei bagni 27 e 28 riscontrando “alcune variazioni irregolari del fondale a partire da circa 90 metri dalla riva verso l’esterno”. Ora c’è la prova che qualcosa di anomalo si è verificato e in molti hanno messo in relazione le buche con i lavori connessi alla posa delle condotte sottomarine del Psbo. Purtroppo, però un uomo di 69 anni, Leandro Moretti, ha già perso la vita. Perché nessuno ha raccolto le segnalazioni dei marinai di salvataggio che hanno fatto presente di avere svolto fino a undici interventi al giorno per andare in aiuto di chi, trovandosi a fare il bagno in quel punto, si è trovato improvvisamente in difficoltà a causa di dislivelli notevoli e pericolose correnti di risacca?
La Capitaneria di porto ha svolto gli appronfondimenti, il primo luglio ha messo nero su bianco le “variazioni irregolari del fondale” e poi deciso per l’interdizione alla balneazione. La stessa cosa ha fatto oggi il sindaco Gnassi con una ordinanza, nella quale muove dalle decisioni della Capitaneria.
“Ritenuto, in via precauzionale e cautelativa, nelle more dell’acquisizione di ulteriori informazioni circa l’effettivo stato dei fondali marini, anche attraverso l’effettuazione di rilievi tecnici specifici, interdire la balneazione nello specchio acqueo prospiciente l’area segnalata dalla Capitaneria”, si legge nell’ordinanza, “dato che nella zona di mare di cui sopra, a partire dal metro 201 dalla riva, la Capitaneria di Porto di Rimini, ha già provveduto ad adottare provvedimento di interdizione alla balneazione; ordina il divieto di balneazione nello specchio acqueo prospiciente gli stabilimenti balneari nn. 27, 28/A e 28 a partire da circa 51 metri dalla riva e sino a 200 metri dalla stessa. La presente ordinanza è immediatamente esecutiva, pubblicata all’Albo Pretorio e sul sito istituzionale dell’Ente”.
Dinnanzi al tragico decesso, Hera si era affrettata a precisare che «la zona nella quale sono in corso i lavori di posa delle condotte sottomarine è segnalata e delimitata da boe, nonché interdetta alla balneazione. Dai rilievi eseguiti non risultano anomalie. Sono in corso le operazioni per l’eliminazione delle ultime palancole rimaste, utilizzate per circoscrivere la zona di posa: tale intervento si completerà nel giro di pochi giorni, insieme al contestuale ripristino del fondale all’interno della zona di lavorazione». Ma l’ordinanza di divieto alla balneazione arriva oggi. L’amministrazione comunale invece, che continua ad incensare il Psbo e ad organizzare visite guidate dal sindaco su quel cantiere che sembra interminabile,  non ha ancora commentato.
I lavori procedono con ritardo, non solo sul lungomare, ma anche nel cantiere in mare aperto. I disagi sono notevoli per il turismo di Marina centro, ma a questi si aggiunge adesso il fatto che nessuno aveva messo in conto: il riminese che il 24 giugno era andato in spiaggia insieme alla moglie e aveva deciso di fare il bagno (in un orario non sorvegliato dal servizio di salvataggio) all’altezza dello stabilimento 27, a circa 80 metri dalla riva, ma non è uscito vivo.
Oggi il Corriere di Rimini pubblica l’intervista di Andrea Rossini al figlio di Leandro Moretti, Marco: «Mio padre era un uomo sportivo, direi atletico per la sua età e in salute e sapeva nuotare bene. Camminava in mare a poca distanza dalla riva, con l’acqua all’altezza della vita. Da un metro d’acqua si è trovato a sprofondare all’improvviso, dicono a cinque metri, e in mezzo a un vortice che lo ha risucchiato. C’era qualcosa che lo portava a fondo. Un qualcosa di cui molti parlano, ma del quale non si conosce la causa e non è segnalato come pericolo. Lo scopo è evitare che possa accadere ad altri quello che è accaduto a mio padre. Di lì può passare anche un bambino». Fa anche notare di non essere un esperto «ma parlando in questi giorni con gente del posto che frequenta la zona credo che in determinate condizioni climatiche quel tratto di mare diventi una trappola mortale. Dicono che ultimamente sia pieno di buche e altri dissesti che creano forti correnti. E dicono anche, ma si tratta di voci e io non ho elementi per accusare nessuno, che fino a qualche tempo fa non fosse così. La mia principale preoccupazione è avvertire tutti del pericolo»

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