A Rimini si piantano semi di città avanti

A Rimini si piantano semi di città avanti

Il gruppo perpiù vuole “la rivolta del bello” e lancia il movimento ArteAvanti! In mostra dal 14 dicembre le opere degli Artisti Avanti! che vogliono

Il gruppo perpiù vuole “la rivolta del bello” e lancia il movimento ArteAvanti! In mostra dal 14 dicembre le opere degli Artisti Avanti! che vogliono renderci consapevoli dell’orrido che ci circonda. E’ solo uno degli undici progetti voluti da un manipolo di professionisti, guidati dall’architetto Marino Bonizzato, che punta alla rigenerazione urbana, al rinascimento civile e alla riqualificazione edilizia della città. Presente anche l’assessore alla cultura Massimo Pulini che benedice questo “vulcano di idee”.

Marino Bonizzato è un bimbo con diverse primavere sulle spalle che si diverte ancora a gettare i sassi nello stagno. Professionista affermato, autore della darsena (apprezzata dai più) e del complesso residenziale La Prua (molto dibattuto, per usare un eufemismo), con una lunga storia politica e con la battaglia per il teatro Galli alle spalle, Bonizzato continua a imperversare nel dibattito cittadino con il piglio del monello. In questa avventura sono al suo fianco i colleghi Gladis Grossi e Maurizio Vitri, assieme a decine di professionisti di ogni campo che si riconoscono in questo slancio, non a destra o a sinistra, ma in avanti (vedi www.perpiu.net). Alla galleria Soleri, in via Giordano Bruno, è stata presentata la mostra “La rivolta del bello”, battesimo del movimento ArteAvanti!
Come le avanguardie dell’inizio del secolo scorso, dietro alle opere c’è un complesso ragionamento, condito di sigle, giochi di parole, concetti (per chi vuole averne una visione completa prego cliccare www.semidicittaavanti.net) che provocano un evidente divertimento in Marino e i suoi compagni d’avventura. E l’esordio della conferenza stampa di presentazione della mostra, mantiene lo stesso registro. Bonizzato si presenta infatti con il calembour “Si vis pacem impara il bello” e spiega che l’ArteAvanti! vuole resuscitare il bello innato in ciascuno di noi, che il trascorrere del tempo e l’inserimento nella società, diventata “sistema di poteri”, ci portano via. Ed ecco che ci si para davanti la BrillA!rte che copia dai bambini come si copiano i capolavori dei maestri. Proprio il fanciullesco è il termine di paragone usato da Bonizzato: ciascuno di noi è un diamante grezzo che deve diventare un brillante. Segue la SolA!rte dove gli artisti mostrano il loro sole privato, irradiando chi è vicino con invenzioni e storie. Non può mancare la parte goliardica con la MavalA!rte, cioè la presa in giro dei più noti artisti contemporanei, da Cattelan alla cui mano con il dito medio alzato è stato messo un preservativo, a Fontana cui vengono suturati i tagli. Insomma tanti spunti di riflessione e divertimento offerti dagli artisti MayBe (cioè lo stesso Bonizzato), Th8Z (Thomas Otto Zinzi) noto regista teatrale, attore e scrittore, Fix (Simona Foglia) che prende metalli abbandonati e li trasforma in animali, Ivo (Ivo Gigli) che raggiunta da un pezzo la maturità può permettersi di ridiventare bambino e MV (Maurizio Vitri) che con la carta assembla le sue macchinine di pace che poi invia ai potenti della terra (a proposito, la Regina Elisabetta ha risposto, da leggere la lettera, piena di educazione e garbo, in mostra, datata Windsor Caste).
Alla presentazione era presenta anche un divertito assessore Massimo Pulini che ha elogiato questo “vulcano di idee” presentato dal gruppo perpiù con cui l’amministrazione ha in corso un dialogo. E Pulini non ha mancato di rimarcare come proprio questi progetti, vissuti sul territorio e a contatto con il prossimo, siano l’antidoto a quella ricerca di un “altrove” astratto che cerchiamo attraverso la tecnologia. Secondo Pulini l’arte fatta nelle strade, tra la gente ci salva dalla “solitudine di prossimità” dove nessuno conosce più il vicino ma pensa di essere in contatto con il mondo attraverso l’utilizzo di un computer o di un telefonino.
Come detto ArteAvanti! è solo uno degli undici progetti attuativi che il gruppo “perpiù” ha in cantiere. Lo spunto viene anche dalle tante esperienze di social street che si stanno affermando in tutto il mondo. E via Giordano Bruno vuole essere il territorio in cui viene esplorato questo nuovo modo di fare città. Tra i progetti già realizzati c’è il rilievo in 3D della strada e la “seneteca”. In particolare questo progetto, attuato in collaborazione con gli studenti dell’Università, parte dal presupposto che “quando scompare un anziano è come se bruciasse una biblioteca”. Per questo saranno effettuate, dal gennaio del prossimo anno, delle videoregistrazioni degli anziani che vogliono raccontare la loro storia che saranno poi custodite nella “seneteca”, visibile a tutti presso la Biblioteca Gambalunga. Tra questi progetti, che puntano tutti ad una riqualificazione di una via storica di Rimini, ci sono il recupero dell’atelier dello scultore Elio Morri, la riqualificazione edilizia delle facciate, mercatini in strada, una campagna di scavi archeologici nell’area di Palazzo Lettimi, l’apertura di una “porta” tra la sede universitaria dell’ex istituto Alberti e via Giordano Bruno, la “trasformazione” dell’hotel Duomo in un portale per avventure nel passato della città.
Insomma tanta carne al fuoco, tanto che qualcuno potrebbe parlare di utopia. Ma Bonizzato, spesso accusato di essere un utopista, ha pronta la risposta: “Questa non è un’utopia, ma un’eutopia, cioè il luogo dove il bello può essere raggiunto”. E a scanso di equivoci, visto che il movimento parla anche di una rigenerazione politica, l’architetto subito mette le mani avanti: “Non vogliamo trasformarci in una lista civica e non ci presenteremo alle elezioni”.

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