40 anni di Meeting: le virate di Vittadini su immigrazione, dialogo e governi

40 anni di Meeting: le virate di Vittadini su immigrazione, dialogo e governi

"I migranti sono una risorsa", dice oggi. "Sono i Paesi africani che debbono rendersi conto di come lasciar partire all'avventura i propri cittadini verso i nostri porti sia controproducente", sosteneva prima. Sul dialogo con l'islam metteva in guardia dal "sincretismo religioso". Renzi, Berlusconi, Monti? Dal sostegno alla delusione. Filogovernativo sempre. o No?

“I migranti sono una risorsa, “umana”, demografica, lavorativa, una linfa per un Paese addormentato. Lo vedrete al Meeting nella presenza ormai stabile dei nuovi italiani”. Non c’è Meeting senza intervista “inaugurale” di re Giorgio. Naturalmente Vittadini. Questa volta il “vittapensiero” è stato veicolato da Repubblica qualche giorno fa, in una conversazione con Paolo Rodari che ha toccato vari temi, fra cui anche quello dell’immigrazione, e non è mancata la stoccata a Salvini, non invitato a Rimini nemmeno per l’edizione del quarantennale: “Mi dispiace per la strumentalizzazione, l’esperienza cristiana è ben altra cosa”, ha troncato Vittadini a proposito del rosario mostrato al comizio dal ministro dell’Interno e capo della Lega. Lo scorso anno stesso spartito: “Sui migranti ho idee diverse da Salvini: considero i migranti una risorsa del Paese, come abbiamo dimostrato al Meeting con le mostre e i convegni sui nuovi italiani”. Domanda: cosa pensa che debba fare il governo con i richiedenti asilo della Diciotti? Risposta: “Esseri umani in quelle condizioni vanno salvati e accolti”. (1)

Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando il presidente dichiarava che “la CdO è sempre stata più vicina al centro destra che al centro sinistra” (2). Sui migranti il suo è stato un ribaltamento di posizione. Meeting 2009, esattamente dieci anni fa. Ed esattamente lo stesso intervistatore, Paolo Rodari, seppure per il quotidiano Il Riformista. Domanda: la Lega è in rotta di collisione con la Chiesa sull’immigrazione, lei da che parte sta? “Occorre essere equilibrati. L’argomento lo richiede. Credo che servano regole e insieme carità. Una carità senza regole è inutile mentre le regole senza carità sono ingiuste… Sono i Paesi africani che debbono rendersi conto di come lasciar partire all’avventura i propri cittadini verso i nostri porti sia controproducente“. E poi attaccava Merkel e Sarkozy perché “dovrebbero imparare dalle politiche immigratorie di Blair: integrazione ma anche regole”. (3) Regole, aiutarli a casa loro, altroché porti aperti.

Stesso anno. Stavolta a raccogliere l’opinione di Vittadini è Libero: “Apprezzo la linea di Maroni che, se da un lato esige il rispetto della legalità, dall’altro ha un approccio con il problema dell’immigrazione che secondo me è quello giusto, perché punta su una politica di accordi bilaterali funzionali allo sviluppo di Paesi da cui provengono quei disperati. Che è il modo più serio di affrontare il problema”. Domanda: quindi le battute di Bossi e Calderoli? “Mi sembra che il problema dei morti nel canale di Sicilia richieda un approccio organico” (4), rispose Vittadini prima di cambiare discorso.
Nel canale di Sicilia si era registrato un dramma: 73 eritrei morti nel tentativo di raggiungere l’Italia. Il giornale della Cei, Avvenire, fece il paragone con gli ebrei trascinati a morire nei lager tra l’indifferenza generale. Calderoli, all’epoca ministro per la Semplificazione del governo Berlusconi, non ci andava per il sottile, sostenendo che è sbagliato illudere gli extracomunitari che il nostro é il Paese di ‘Bengodi’ e che c’è lavoro per tutti, visto che il lavoro manca anche per gli italiani. Sbagliato aprire le porte a migliaia di persone destinate a finire nella rete delle illegalità, della criminalità o dello sfruttamento. Le posizioni della Lega di ieri e di oggi. Nel 2009 il governo Berlusconi approvava il “pacchetto sicurezza” e il presidente del Pontificio consiglio della pastorale per i migranti, monsignor Antonio Maria Vegliò, gridava che “i migranti hanno il diritto di bussare alle nostre porte. Basta demonizzare e criminalizzare il forestiero. L’arrivo dei migranti non è certo un pericolo. Sbagliato trincerarsi dentro le proprie mura”. Aggiornate i nomi dei governanti e quelli degli esponenti ecclesiali e avrete la fotografia esatta di quello che sta avvenendo oggi. Eugenio Scalfari nel 2009 scriveva editoriali dal titolo “La guerra dichiarata al nemico migrante”. Ma Vittadini e più in generale Cl e il Meeting, non erano ancora “francescani”, anche perché il papa argentino era molto lontano dal soglio di Pietro.

Anche al Meeting 2010 Vittadini ribadiva che “se da una parte la xenofobia è male, dall’altra parte pensare che possa essere accolto chi non potrebbe essere accolto perché non viene a lavorare è assurdo. Voi andate negli Stati Uniti d’America che sono il paese dell’immigrazione e voi sapete benissimo che non può entrare nessuno che non sia americano se non ha un lavoro (5). Interveniva in quella edizione il ministro dell’Interno Maroni, che nella sostanza ripeteva le posizioni odierne di Salvini: “Se una persona viene onestamente per lavorare, certamente si integrerà nella società, se viene senza mezzi di sostentamento, magari portata dai criminali, che poi per farsi pagare il viaggio sfruttano queste persone, queste persone non riusciranno, o con grande fatica, a liberarsi dalla schiavitù, dallo schiavismo che li ha portati qui e fatalmente finiranno nel circuito della criminalità organizzata”. Non solo. “Combattere l’immigrazione clandestina significa combattere la tratta degli esseri umani e combattere anche le reti criminali che hanno appoggi in Italia. Abbiamo scoperto recentemente attraverso intercettazioni telefoniche che ormai c’è un accordo tra il racket gestito nei paesi africani da consorterie africane e la ’Ndrangheta, c’è un accordo molto stretto di collaborazione che non riguarda solo la tratta degli esseri umani, questa è una complessità nella complessità, ma riguarda l’individuazione di canali dall’Africa in Europa, attraverso l’Italia, attraverso cui far passare la tratta egli esseri umani ma anche il traffico di droga. Il contrasto all’immigrazione clandestina non è la guerra contro i poveri cristi, è un aspetto della lotta alla criminalità organizzata, che riceve dal traffico degli essere umani gran parte dei suoi profitti, gran parte del fatturato”. Chiariva anche la posizione nei confronti dell’Europa, non molto diversa da quella dell’attuale ministro dell’Interno: “Noi abbiamo fatto molto come Italia, non possiamo fare i gendarmi dell’Europa e occuparci di tutti i paesi dell’Europa, occorre che l’Europa si dia una mossa, occorre che la Commissione europea capisca che l’immigrazione clandestina nel Mediterraneo non è un problema dell’Italia o di Malta, è una questione che deve coinvolgere tutti i paesi europei”. Usò l’espressione “cari paesi del Nord Europa, voi che ci fate tanto la morale perché non ci date una mano a gestire questo fenomeno?”, e raccontò che la risposta fu: “no grazie, arrivano da voi ve li tenete”. Concludeva: “Tutte queste iniziative ci hanno portato addosso tante critiche, l’accusa a me personalmente di essere peggio di Hitler, me le sono segnate tutte, di aver rifatto le leggi razziali, di aver riaperto i campi di concentramento, dimenticando che i Cie (Centri di Identificazione ed Espulsione, ndr) li aveva inventati Giorgio Napolitano quando era Ministro dell’Interno”.

Se si passa ai temi del dialogo e dell’accoglienza, la mutazione genetica di Vittadini non è meno evidente. “Nella società esistono gli altri, i diversi per etnia, religione, cultura, ideali. Si può cercare di schiacciarli, spaventarti dalla loro diversità, o sentirli come un bene da cui imparare, anche quando siano ostili” (6). Così parlò il presidente della Fondazione per la sussidiarietà lo scorso anno al Corriere.
Meeting 2004. Alla tavola rotonda su “Mediterraneo: si può convivere così?” con Vittadini partecipano il ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu, Magdi Allam (nei panni di vice direttore del Corriere della Sera), Mario Mauro e Gianni De Michelis.
“C’è una guerra in atto che il fondamentalismo islamico apre verso l’occidente, una guerra che non ha origini innanzitutto economiche (come invece ha sostenuto nel 2017 papa Francesco: “Il terrorismo fondamentalista è frutto di una grave miseria spirituale, alla quale è sovente connessa anche una notevole povertà sociale”, ndr) ma culturali, ideologiche, ha origini in un’ideologia religiosa e fa fuori l’idea stessa di convivenza”, fu la versione di Vittadini. Che mise in guardia anche dalla “idea uguale e contraria che non c’è guerra, che non c’è contrasto, che bisogna abbracciare gli imam terroristi, come avviene purtroppo in un sincretismo religioso che non ha senso e in una perdita di visione della civiltà occidentale, come se la civiltà occidentale non avesse portato dei valori positivi”. Il Meeting si interrogava per capire “se c’è la possibilità di un dialogo che non sia confusione” e Vittadini di Magdi Allam valorizzava il “punto di chiarezza assoluta su questa possibilità di dialogo culturale senza sincretismi, senza confusione, che coraggiosamente ci ha mostrato la strada del discernere, quella di cui c’è bisogno oggi”. E ribadiva che “non è vero che il terrorismo nasce dalla povertà, lo ripetono questi falsi profeti europei che non hanno ancora capito il valore della dignità dell’uomo nella civiltà occidentale. Che vadano a vivere sotto certi fondamentalismi!”.
14 agosto 2019 a Repubblica. Domanda: “Il Papa ha parlato di difesa dell’Europa, lotta a populismi e sovranismi e dialogo interreligioso: che contributo portate?”. Risposta: “Il Papa ha ragione. Anche in questo Meeting ci saranno personalità di diverse culture e fedi, come musulmani, ebrei, ortodossi. E tante persone comuni che provengono da ogni parte del mondo. Vogliamo mostrare come le differenze ideologiche, etniche, religiose non impediscono di vivere insieme, da amici”. (7) Ormai la parola d’ordine è solo dialogo.

Vittadini e i politici. E’ un altro capitolo tutto da approfondire, ma anche questo pieno di sorprese. “Non vogliamo governi tecnici” (8), sentenziava il Nostro nel 2010. Qualche Meeting dopo fu il pieno sostegno convinto al premier Mario Monti.

I cattolici sono “coscienza critica”, che mettono in primo piano “l’etica della vita, i valori non negoziabili” (9). Salvo poi virare a favore delle “unioni civili” promosse da Vittadini ad “un compromesso accettabile per chi desideri un altro tipo di famiglia” (10).

“Il Meeting in questi anni è stato coerente: da Monti a Letta, sempre attento alla richiesta di governabilità…” Siete governativi, come sempre, gli evidenzia Tommaso Ciriaco della Repubblica nel 2014. “Da sempre. Ci hanno accusato di essere montiani, lettiani” (11), risponde Vittadini.
“Al Meeting viene contestato di essere filogovernativo. Che giudizio dà del governo Renzi?”, gli chiede nel 2016 Marco Ascione del Corriere: “Non filogovernativi, ma da tempo preoccupati che l’Italia s’impoverisca. L’azione di questo governo sullo scenario internazionale è giusta, anche perché è benemerito tutto questo lavoro di rappresentanza dei nostri interessi senza appiattirsi sull’Europa“. (12)

“Questo governo, non uno tecnico o istituzionale, deve andare avanti per cinque anni perché è uscito dalle elezioni” (13) dirà del Berlusconi IV. Blindò anche il governo Letta: “duri tutta la legislatura” (14). “Il primo approccio che noi abbiamo coi politici, tutti, da Chiti a Letta, a Tremonti a Berlusconi, è: come possiamo aiutarti? Ce l’ha insegnato don Giussani, quando diceva che la responsabilità del politico è verso il bene comune, il che lo rende bisognoso di tutto l’aiuto che uno può dargli”. (15) Oggi l’opzione aiuto verso i politici gialloverdi non è nemmeno presa in considerazione. “È venuto il momento di un Governo costituente, in cui si metta mano ai veri bisogni del Paese”, ha pontificato su Repubblica nei giorni scorsi.

“Renzi non viene al nostro raduno? Noi facciamo il tifo per il suo governo. Guardiamo con speranza alla sua azione”. (16)  Gentiloni? “Smentisce l’idea dell’uomo solo al comando che risolve tutti i problemi. Segna lo stacco con i Renzi, i Grillo, i Berlusconi, i Monti. Perché viene da una strada di esperienza. La politica è pratica che parte del basso». (17) Nel 2012, col professore alla guida di un governo di lacrime e sangue sbarcato nei saloni della Fiera di Rimini, Vittadini si era detto “in profonda sintonia con quel che lei sta facendo col suo governo”. (18)

1) Avvenire, 25/8/2018: intervista di Vittadini a Paolo Viana

2) Libero, 23.8.2007: intervista a Vittadini di Mario Prignano

3) Il Riformista, 25.8.2009: intervista di Vittadini a Paolo Rodari

4) Libero, 26.8.2009: intervista di Vittadini a Mario Prignano

5) Giorgio Vittadini, Meeting 25.8.2010

6) intervento di Vittadini sul Corriere della Sera, 24.8.2018

7) La Repubblica, 14.8.2019: intervista di Vittadini a Paolo Rodari

8) Il Giornale, 28.8.2010: intervista di Vittadini a Antonio Signorini

9) Avvenire, 27.8.2011: intervista di Vittadini a Paolo Viana

10) Corriere, 16 agosto 2018: intervista di Vittadini a Marco Ascione

11) La Repubblica, 19.8.2014: intervista di Vittadini a Tommaso Ciriaco

12) Corriere della Sera, 17.8.2016: intervista di Vittadini a Marco Ascione

13) La Repubblica, 26.8.2010: intervista di Vittadini a Marco Marozzi

14) Ansa, 19 Agosto 2013

15) Libero, 23.8.2007: intervista a Vittadini di Mario Prignano

16) La Repubblica, 19.8.2014: intervista di Vittadini a Tommaso Ciriaco

17) Corriere, 16 agosto 2017: intervista di Vittadini a Marco Ascione

18) Vittadini, “I giovani per la crescita, incontro inaugurale XXXIII Meeting”, 19 agosto 2012