Agenzia Mobilità cerca soldi, ma quadruplica il compenso alla neopresidente

Agenzia Mobilità cerca soldi, ma quadruplica il compenso alla neopresidente

Tutto come anticipato ieri da Rimini 2.0. Nuovo presidente di Agenzia Mobilità, con un compenso quasi quadruplicato rispetto a quello percepito da Rob

Tutto come anticipato ieri da Rimini 2.0. Nuovo presidente di Agenzia Mobilità, con un compenso quasi quadruplicato rispetto a quello percepito da Roberta Frisoni, è Monica Zanzani, fino al 4 agosto presidente dei revisori del Comune di Rimini. Bilancio approvato ma col voto contrario di quattro Comuni: Riccione, Bellaria Igea Marina, Coriano e Montefiore. Per il nuovo presidente non sarà una passeggiata e il Comune di Rimini dimostra di voler controllare fino in fondo Agenzia Mobilità in una fase, però, che si preannuncia molto difficile soprattutto per la gestione dell’opera Trc, anzitutto dal punto di vista finanziario ma anche progettuale, con tutte le conseguenze legate al fallimento della società olandese che avrebbe dovuto fornire i mezzi. E i revisori dei conti di Agenzia Mobilità hanno messo in fila tutte le problematiche aperte, che lasciano poco margine di tranquillità al consiglio di amministrazione, oltre che ai Comuni di Rimini e Riccione.

A spiegare il punto di vista della Perla verde ci pensa il sindaco Renata Tosi, che parla di un bilancio che lascia intatte, senza per nulla risolverle, le moltissime perplessità che hanno accompagnato la relazione del presidente del Cda, la dimissionaria Roberta Frisoni, e che si conclude con un’amara riflessione: viene spiegato a chiare lettere che resta da capire come risolvere “il problema della costante ricerca di disponibilità di liquidità fino, almeno, alla messa in esercizio del sistema e comporta l’indifferibile esigenza del ricorso al credito per far fronte alle esigenze di finanziamento, sia proprio che di quello di anticipazione delle quote di contributo di competenza di altri soggetti, se non disponibili”.

Secondo Renata Tosi, che infila il coltello nella piaga delle drammatiche inefficenze, dell’incapacità e degli sprechi che la realizzazione del Trc sta facendo pesare sui cittadini riccionesi e non solo, “si va avanti mantenendo ferma la barra dell’improvvisazione”.
Ce n’è non solo per “l’imbarazzante gestione con cui si sta procedendo”, ma anche per la neopresidente: “Una nomina che porta tutto sotto il controllo del cerchio magico del Comune di Rimini, che sembra già precaria perché in odore di una evidente incompatibilità”, commenta il sindaco di Riccione. “Monica Zanzani è attualmente presidente dei revisori dei conti del Comune di Rimini” ed è stata nominata in AM quando è ancora presidente dei revisori di Palazzo Garampi (il nuovo s’insedia il 4 agosto), “percepirà da AM un compenso di 38.400 euro l’anno, più oneri previdenziali e contributivi, quattro volte quello percepito da Roberta Frisoni”. E sembra che il maggior compenso sia dovuto alle mutate responsabilità del presidente che avrà anche l’incarico di amministratore delegato.
“Al di là che la spesa conferma l’antica predisposizione di AM a elargire compensi milionari, andando diametralmente in senso opposto a quanto indicato dalla normativa sulla spending review, fa particolare sensazione la motivazione per cui si è deciso, con il mio assoluto voto contrario e quello dei comuni di Bellaria, Montefiore e Coriano, di disporre questo verticale aumento di compenso, tenuto conto che Roberta Frisoni, con più o meno analoghe responsabilità e maggiori problemi, aveva un compenso complessivo di 10 mila euro l’anno”.

Si è detto – spiega il Comune di Riccione – che questo aumento è dovuto agli obiettivi che il nuovo presidente dovrà a breve conseguire, ovvero “la conclusione delle transazioni sui 10 milioni di euro di debiti regressi con Start Romagna, la sigla di un contratto con una Banca di interesse nazionale per il mutuo di 7 milioni di euro a copertura del co-finanziamento del TRC, la conclusione delle procedure che completeranno il progetto di trasformazione del consorzio Agenzia Mobilità in una società consortile e la nascita di P.M.R. s.r.l., la ormai tristemente famosa società degli asset”. “Obiettivi,” conclude il sindaco di Riccione, “che erano già previsti nella piena responsabilità e nelle funzioni del precedente presidente. Per cui non si capisce bene perché riconoscere alla Zanzani quello che non veniva riconosciuto alla Frisoni”.