Alberto Marvelli “à la carte” piace anche a Gnassi

Alberto Marvelli “à la carte” piace anche a Gnassi

Il sindaco Andrea Gnassi, seduto di fianco al vescovo di Rimini, mons. Lambiasi, martedì ha fatto atto di fede nella “Carta Marvelli”. Una sorta di de

Il sindaco Andrea Gnassi, seduto di fianco al vescovo di Rimini, mons. Lambiasi, martedì ha fatto atto di fede nella “Carta Marvelli”. Una sorta di decalogo (però con soli otto “comandamenti”) dei buoni propositi per amministratori e politici. Le “carte” in genere sono quelle raccolte di principi che tutti richiamano ma nessuno osserva. Firmarle, però, fa molto saggezza, animo nobile e politicamente corretto. Gnassi l’ha firmata senza troppi pensieri, anche perché è una carta debole.
Marvelli non merita di essere associato ad una carta così. Lui non avrebbe mai pensato ad una raccolta di valori di carta, figurarsi se avesse visto il sindaco Gnassi apporvi sotto la propria firma.

Al Palazzo dell’Arengo, si è parlato di Marvelli come si parla di uno che odora di incenso, un buono che si comportò da santerello fra i laici, impegnandosi per i poveri, secondo il cliché del cattolico democratico che collaborò con tutti, anche coi comunisti, nella fase della ricostruzione.

Marvelli se fosse consigliere comunale ai tempi di Gnassi probabilmente lo sfiderebbe a duello nella pubblica piazza. Lui, che scrisse nel suo Diario “essere intransigente al massimo. Non compromessi”, non avrebbe accettato di conformarsi alla mentalità di questo secolo. Avrebbe parlato chiaro anche sulle unioni gay. Gnassi martedì ha firmato la carta Marvelli e il giorno dopo ha dichiarato di essere pronto a portare in giunta il registro per i matrimoni fra persone dello stesso sesso. Libero, ovviamente, di pensarla come crede, ma non con l’aureola di Marvelli in testa, poggiatagli per giunta dal vescovo.
Marvelli avrebbe idee diverse e opposte a quelle del pensiero unico dominante su famiglia, matrimonio, sessualità, eterologa e compagnia cantante. Invece, purtroppo, la diocesi di Rimini continua a farne un santino digeribile da tutti. Anche da Gnassi.

Stampare in migliaia di copie il Diario di Marvelli (magari la vecchia edizione di “Gioventù Studiosa” a cura di Maria Massani con introduzione di Luigi Gedda, perché ancora libera da letture farlocche appiccicate postume sul Beato) e distribuirlo agli angoli delle strade, piuttosto che celebrarlo con parole e carte vuote. Marvelli verga nel Diario: “Il silenzio è il mezzo ottimo per santificarsi, per non dire sciocchezze…”.

Il Diario di Marvelli si apre così. Ottobre 1933: “Dio è grande. Il maggior pericolo per un giovane è costituito prima dagli occhi, poi dalle orecchie. Chi riesce a dominare questi due sensi, la vista e l’udito, ha già fatto un passo importante nella via della perfezione”.

Gennaio 1934. “La preghiera è il più gran conforto in tutte le tentazioni, in tutti i pericoli”.

Pasqua 1935. “Non ci può essere una via di mezzo, non si possono conciliare Gesù e il diavolo”.

Settembre 1938. “Il mare, come vita di spiaggia, è la negazione del bene, il peccato, la indifferenza, lo sfrenato appagamento delle passioni, il dimenticatoio di ogni sano principio. Ma perché al mare deve essere tutto permesso, perché giovani cattolici debbono dimenticare non solo il distintivo ma la testa nella propria città d’origine? Signore, perdona tanti peccati che si commettono, Vergine Santissima, proteggi tanta gioventù abbandonata a se stessa, difendila dagli attacchi di satana e fa che ritrovi se stessa”.

Cosa dice invece la carta Marvelli? Servire è meglio che farsi servire. Sceglietevi collaboratori onesti e capaci. Stringetevi tutti fraternamente la mano. Sette buoni propositi senza l’ombra di una pietra, nemmeno una pietruzza, d’inciampo. Gnassi ha sbadigliato e firmato. Non una parola nella carta Marvelli sulla difesa della vita. Sull’ultimo “precetto”, però, qualche dubbio se lo sarebbe dovuto porre. Parla di “… difendere, con la verità e l’onestà, la civiltà cristiana”. A meno che la civiltà cristiana per il sindaco di Rimini non sia lastricata di notti rosa, sardoncini & dj e nozze gay.

Marvelli è un santo scomodo, molto scomodo. Non un santino à la carte.

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