Ampliamento Fiera, i cittadini alzano il velo sul “duetto” tra Amminstrazione e CNA: “Così presentano decisioni già orientate, escludendo la partecipazione di chi vive il territorio ogni giorno”

Ampliamento Fiera, i cittadini alzano il velo sul “duetto” tra Amminstrazione e CNA: “Così presentano decisioni già orientate, escludendo la partecipazione di chi vive il territorio ogni giorno”

"Da tempo denunciamo che a Rimini si continua a dare priorità alle grandi opere di presunto interesse pubblico, mentre le infrastrutture realmente necessarie vengono rinviate o subordinate a progetti la cui realizzazione è spesso incerta o prevista in un futuro indefinito"

Dai cittadini un’altra sonora “sberla” ai rappresentanti istituzionali e a quanti – a dire dei cittadini stessi – ne supportano (anche per convincere tutti della bontà delle loro azioni) certe operazioni da calare, appunto, sulla testa dei cittadini. Il “giro” è ormai quello, lo sanno tutti, ma ora c’è – anche a Rimini – un fatto nuovo: i cittadini ne sono consapevoli e non ci cascano più. Anzi. Fanno leva proprio su questo tipo di comunicazione organizzata per chiedere ciò che evidentemente è l’ultima cosa che la politica di governo della città vorrebbe: essere ascoltati. Essere ascoltati prima che le decisioni vengano prese.
L’ATTACCO A CNA
Dopo l’Amministrazione Comunale, sempre più determinata a mandare avanti il progetto dell’ampliamento della Fiera di Rimini – nonostante le osservazioni depositate, supportate da relazioni tecniche che probabilmente in Comune speravano di non ricevere mai – l’Osservatorio Ampliamento Fiera mette nel mirino anche i rappresentanti delle categorie economiche, in particolare CNA. “Siamo rimasti incuriositi dalle dichiarazioni emerse dall’Assemblea annuale di CNA Rimini”, avvertono. “Abbiamo letto che si è parlato di infrastrutture necessarie e della volontà di migliorare la qualità della vita dei cittadini, “Economia e infrastrutture: costruire valore sul territorio” Siamo pienamente d’accordo: migliorare la qualità della vita deve essere l’obiettivo di ogni amministrazione. Proprio per questo riteniamo che le scelte destinate a incidere sul territorio e sulla vita delle persone non possano essere prese senza il coinvolgimento di chi quel territorio lo vive ogni giorno. Le parole ascoltate non sembrano trovare riscontro nella realtà dei fatti”.
La battaglia non è nuova: “Da tempo denunciamo che a Rimini si continua a dare priorità alle grandi opere di presunto interesse pubblico, mentre le infrastrutture realmente necessarie vengono rinviate o subordinate a progetti la cui realizzazione è spesso incerta o prevista in un futuro indefinito. Ma il problema non riguarda soltanto le opere. Riguarda soprattutto il metodo. I cittadini dei quartieri interessati dagli interventi non vengono coinvolti nella fase di progettazione. Si ritrovano davanti a decisioni già assunte, spesso venendone a conoscenza soltanto attraverso una raccomandata o quando i progetti sono ormai definiti. Anche l’Assemblea di CNA ha confermato questo approccio: il confronto si è svolto tra amministratori, associazioni di categoria e rappresentanti istituzionali, mentre i riminesi, in quanto cittadini, continuano a non essere chiamati a partecipare alle decisioni strategiche che riguardano il territorio in cui vivono”.
Insomma, “riteniamo che questo sia il tratto distintivo dell’attuale amministrazione: privilegiare il confronto con i portatori di interessi e presentare decisioni già orientate, anziché promuovere un autentico percorso di ascolto e partecipazione pubblica. Quando si parla di imprese, inoltre, sarebbe opportuno ricordare che esistono anche quelle attività che rischiano di pagare il prezzo delle scelte dell’Amministrazione. Ci sono aziende che il Comune intende espropriare per consentire la realizzazione di altri interventi e favorire nuove iniziative imprenditoriali. Anche queste imprese fanno parte del tessuto economico riminese e hanno il diritto di essere ascoltate prima che le decisioni vengano assunte. Una città migliora davvero la qualità della vita quando investe anche nella partecipazione, nella trasparenza e nel dialogo con la propria comunità e le scelte che incideranno sul territorio per i prossimi decenni devono nascere da un confronto aperto, pubblico e inclusivo. Oppure i cittadini ricoprono il ruolo di semplici spettatori di decisioni prese altrove? Per questo chiediamo all’Amministrazione comunale di aprire un vero percorso di scelte partecipate, coinvolgendo cittadini, comitati, imprese e tutte le realtà interessate. Solo così il futuro di Rimini potrà essere costruito insieme alla sua comunità e non soltanto nelle sedi istituzionali o tra gli addetti ai lavori”.
LA LETTERA APERTA AL SINDACO
“Siamo cittadini riminesi, nati e cresciuti in questa città. Abbiamo scelto di continuare a vivere qui perché, nonostante le criticità, Rimini resta la nostra casa”, scrivevano pochi giorni fa in una lettera aperta al Sindaco. “Da anni conviviamo con l’impatto delle manifestazioni fieristiche sulla vita quotidiana. Il calendario degli eventi scandisce le nostre giornate: visite mediche, appuntamenti di lavoro, impegni familiari vengono organizzati in funzione del traffico e delle inevitabili difficoltà di spostamento che accompagnano le principali fiere. Abbiamo sempre accettato questi disagi”, premettono, “nella convinzione che rappresentassero un sacrificio sostenibile per lo sviluppo della città e con la promessa che sarebbero stati accompagnati da interventi capaci di migliorare la viabilità e la qualità della vita dei residenti. Quelle promesse, tuttavia, non si sono mai concretizzate”. E adesso? “Oggi l’Amministrazione propone un ulteriore ampliamento del polo fieristico attraverso la realizzazione di una nuova Arena Eventi, con nuovo consumo di suolo, senza che siano state prima realizzate le infrastrutture necessarie a sostenere un ulteriore incremento dei flussi di traffico. Ancora una volta si sceglie di costruire prima, rinviando a un secondo momento la soluzione delle conseguenze. Di fronte a un progetto destinato a incidere profondamente sul futuro del territorio, abbiamo esercitato un diritto fondamentale: chiedere di conoscere gli atti e i documenti su cui si fondano queste scelte. A tale richiesta hanno fatto seguito rinvii, silenzi e il mancato accesso alle informazioni necessarie per una partecipazione consapevole. È proprio questo l’aspetto che più ci preoccupa”, spiegano i residenti. “Una comunità non può essere coinvolta soltanto quando le decisioni sono già state prese. La partecipazione richiede trasparenza, confronto e accesso agli atti nel momento in cui le scelte possono ancora essere discusse, non quando sono ormai definitive. Riteniamo che il benessere di una città debba partire dai suoi cittadini. Una città che non tutela la qualità della vita di chi la abita ogni giorno difficilmente potrà definirsi realmente accogliente anche per chi la visita. Per queste ragioni esprimiamo la nostra contrarietà alla realizzazione della nuova Arena Eventi nell’area individuata. Se Rimini ritiene di aver bisogno di una nuova struttura per ospitare grandi eventi, chiediamo che venga aperto un confronto serio sulla localizzazione dell’opera, privilegiando il recupero di aree già compromesse o di grandi edifici dismessi, anziché consumare nuovo territorio e aggravare una situazione viabilistica già oggi fortemente critica. Il nostro impegno proseguirà con determinazione, senso civico e rispetto delle istituzioni. Proprio perché non abbiamo trovato un reale spazio di confronto con l’Amministrazione, continueremo a costruire occasioni di informazione, partecipazione e dialogo con la cittadinanza. La nostra non è una contrarietà ideologica. È la volontà di contribuire a un futuro diverso per Rimini, nel quale le trasformazioni del territorio siano condivise, trasparenti e realmente orientate all’interesse pubblico”.

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