Avanti col Trc, dice la Regione, ma per il secondo tratto non ci sono i soldi

Ad oggi per il secondo tratto della metropolitana di costa mancano le risorse. Lo sostiene l'assessore regionale Raffaele Donini nella risposta alla c

Ad oggi per il secondo tratto della metropolitana di costa mancano le risorse. Lo sostiene l’assessore regionale Raffaele Donini nella risposta alla consigliera regionale del movimento 5 stelle, Raffaella Sensoli.
“Sul progetto preliminare della tratta Rimini FS-Fiera, secondo stralcio funzionale del Trc Rimini-Riccione-Cattolica è stata presentata richiesta di finanziamento da parte di Agenzia Mobilità di Rimini nel luglio 2009, con istanza al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, del 60% del costo dell’intervento (pari a 29,74 milioni di euro su 49,57), a valere sui fondi della L. 211/1992 (interventi nel settore dei sistemi di trasporto rapido di massa)”. Ma, continua l’assessore, “su 50 istanze presentate a livello nazionale, solo 26 furono a suo tempo ritenute valutabili; tra queste solo 17 sono risultate ammissibili e i relativi interventi collocati in graduatoria. Nel giugno 2012 è stata pubblicata la delibera Cipe che ha approvato il relativo programma di interventi, in cui il progetto Rimini FS-Fiera del Trc si posizionava all’ottavo posto. Il progetto quindi, pur collocato utilmente in graduatoria, non è risultato ammesso a finanziamento visto l’ammontare delle risorse disponibili al tempo e le risorse statali risultano tuttora da reperire”. Mica un particolare da niente. Donini assicura poi che il collegamento del Trc fra la stazione di Rimini e la Fiera “è inserito tra le priorità di breve periodo nel nuovo atto aggiuntivo all’intesa generale quadro del 19 aprile 2013 tra governo e Regione”. Ma anche le priorità per diventare opere hanno bisogno di pecunia e sui finanziamenti si giocherà la vera partita del Trc.

Per Raffaella Sensoli quella di Donini è una “non risposta”. “Le mie domande erano semplici, ma hanno ottenuto un trattamento da Azzeccagarbugli. Considerato che il progetto era tanto obsoleto da doppiare un sistema attualmente in uso (circa 18 treni FS per ogni direzione di binario) e da non considerare l’evoluzione urbanistica della zona interessata, chiedevo se non fosse il caso di interrompere l’iter di approvazione e, magari, usare i soldi dei contribuenti per altro”, commenta. “Pur ammettendo che le risorse sono tuttora da reperire, mi è stato risposto che questo ramo del TRC è inserito tra le priorità a breve periodo nell’Intesa Generale Quadro tra Governo e Regione. Come dire la stufa a legna è superata, ma ci siamo messi d’accordo diversamente, non conta ci siano i fornelli a gas, ordiniamo un bel carico di ghisa. Nessuna apertura verso le vere esigenze del territorio e dalla risposta si evince che Donini, o chi scrive le risposte per lui, non ha idea di cosa si stia parlando”.

Tutto tace invece dal governo. “Perlomeno la mia collega ha avuto l’onore di una risposta, la mia interrogazione in commissione a risposta orale, formula che ho scelto proprio per rendere più snello l’Iter, non ha ancora sortito effetto”, fa sapere l’onorevole 5 stelle Giulia Sarti. “Non si può certo dire che le domande poste non siano di pubblico interesse visto i disagi che il TRC ha già dimostrato di saper procurare e viste le diffide accumulate da parte di WWF, Enpa, LIPU e LAV. Sono in attesa di capire se perlomeno la mia seconda interrogazione, dati i recenti coinvolgimenti nella cronaca giudiziaria di componenti il CDA di Italiana Costruzioni, sia stata presa in considerazione. Sarebbe un bel sollievo sapere se Comitato di Coordinamento per l’Alta Sorveglianza delle grandi opere abbia svolto i controlli di sua competenza sul tratto in oggetto del TRC e, in caso positivo, quali ne siano state le risultanze”.

Ancora un’altra musica se si passa a Rimini. Il consigliere comunale grillino Gianluca Tamburini si dice confuso: “Ogni grado istituzionale risponde in maniera diversa riguardo ad un Iter che dovrebbe essere condiviso. Non più tardi di qualche settimana fa l’Assessore Biagini del Comune di Rimini, ad una mia interrogazione sul medesimo argomento, aveva risposto che in effetti per un’opera del genere sarebbero molte le cose da riconsiderare a causa della situazione della zona interessata. Sembra che Comune, Regione e Stato diano (o non diano) risposte diverse allo scopo di eludere decisioni per cui non è previsto appello. Tutti i riminesi e in particolare i residenti a San Giuliano devono sapere del grosso problema nel quale, presto o tardi, potrebbero incorrere”.

Visto quel che sta succedendo a Riccione, se finissero i soldi gli abitanti dei territori “sventrati” non piangerebbero di certo.

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