Bologna lontana dal mare, Salvini: “La riavvicineremo”

Bologna lontana dal mare, Salvini: “La riavvicineremo”

Mentre la sinistra si balocca in piazza con le sardine, le categorie economiche vanno sul concreto con la Lega. E al Capitano chiedono una nuova Emilia-Romagna, con investimenti e incentivi per il porto, la cantieristica, gli sport nautici, la pesca, le “autostrade del mare”.

“Bologna è lontana, vediamo di riavvicinarla”: lo ha detto Matteo Salvini incontrando durante un pranzo al Club Nautico di Rimini i rappresentanti delle darsene della Romagna (CNR, Marina di Rimini e altri), delle federazioni sportive di vela e motonautica, della pesca (Coop Pescatori), della cantieristica (CNA Mare), Ucina (costruttori barche di Confindustria), Federlegno e tanti altri.

Ha fatto gli onori di casa Bonfiglio Mariotti: “portiamo all’attenzione del Capitano Matteo oggi qui con noi – ha detto il Vicepresidente CNR – una realtà di 36 circoli nautici in 140 km di costa emiliano-romagnola, con 10.000 ragazzi e meno giovani iscritti alle varie federazioni sportive. Un movimento imponente che si sostiene solo grazie ai privati e alle famiglie. Chiediamo una presa di coscienza da parte di chi governerà, perché lo sport nautico è quanto di più educativo si possa immaginare per un giovane”.
A convocare l’incontro è stata la Consulta del Porto di Rimini, presieduta da Gianfranco Santolini che ha subito introdotto gli argomenti entrando nel merito di ciò che serve per il rilancio. “Negli ultimi anni siamo stati abbandonati dalla politica regionale e nazionale. A Rimini ci sono voluti decenni, grazie all’impegno della Consulta e alla collaborazione del Comune, per mettere in sicurezza l’ingresso nel porto con due dighe foranee, che la Regione ha accettato obtorto collo. Ma l’opera è incompiuta, occorre una infrastruttura in pietra che garantisca ormeggi sicuri a navi e traghetti, dal costo di 6,4 milioni. Ci inseriremmo così nelle autostrade del mare, con conseguente creazione di un grande indotto economico”. Un altro progetto indispensabile per la diportistica e la pesca è la creazione di una zona di alaggio e varo: “oggi con i verricelli siamo fermi a una gestione medievale, al limite della sicurezza”, ha sottolineato Santolini.
Tra una portata e l’altra gli imprenditori e rappresentanti di categoria hanno picchiato duro sugli incredibili condizionamenti e vessazioni cui sono sottoposte le attività economiche da parte della politica, della burocrazia e della piovra chiamata UE. Ne facciamo una sintetica rassegna.

Luigi Ferretti, Presidente Marina di Rimini, ha denunciato “uno Stato inaffidabile in mano a una Banda Bassotti” con riferimento alla Finanziaria del 2007 che quadruplicò i canoni di concessione demaniale, addirittura retroattivamente (“un certo Prodi, mi vengono i brividi al solo sentirlo nominare”). Devastanti gli effetti per le 100 darsene italiane, ancora oggi imbrigliate in cause civili milionarie e – nel caso di Rimini, ad esempio – con i conti correnti aziendali sequestrati dall’ufficio imposte. Nel frattempo una sentenza favorevole della Corte Costituzionale non è stata fatta rispettare e un emendamento della Lega alla manovra dell’anno scorso è passato ma poi è stato di nuovo bloccato: “porcherie allucinanti”, ha esclamato Ferretti chiedendo a Salvini, una volta tornato al governo, di ribaltare la situazione.

Non meno duro è stato Giancarlo Cevoli per le categorie della pesca: “siamo letteralmente massacrati dalla burocrazia europea, ci hanno demonizzato e non ci fanno più vivere, imponendo in Mediterraneo leggi scritte per il nord Europa. Una barca a strascico deve tenere a bordo 19 (diciannove) registri…”. Altro esempio paradossale, l’obbligo di portare a terra il pescato fuori standard, e poi di distruggerlo pur essendo ancora vivo per farne farina di pesce. Governo sotto accusa per le accise sul carburante e perché “il ministro Costa considera la pesca socialmente dannosa”. Per non parlare della Regione Emilia-Romagna: “di 39 milioni di euro di fondi europei non ha speso nella pesca nemmeno un euro”.

L’avvocato Roberto Neglia (Ucina): “solo nei porti turistici dell’Emilia-Romagna sono a rischio più lavoratori di quelli della Whirlpool; in tutta Italia il settore impiega 180mila persone, ma la politica non se ne interessa”.

Lucio Paesani: “in un mondo surreale Salvini vive con i piedi per terra”, ha detto il presidente del consorzio dei locali di intrattenimento del porto di Rimini sollevando il tema delle pertinenze demaniali. “Nel 2006 rilevai un locale ormai al fallimento, feci un investimento ma la Finanziaria 2007 fece passare il canone da 5.500 euro a 150mila. Questo non è uno Stato ma un distillato di follia”.

Marco Mussoni per la CNA: “Questa estate per arrivare a Rimini da Bolzano occorrevano 12 (dodici) ore… Il problema numero uno sono le infrastrutture, non si riesce più ad arrivare: non abbiamo un aeroporto degno di questo nome, le ferrovie chiedono cifre enormi per un collegamento con le città europee. E’ un danno economico ed anche di immagine”.

Roberto Sancisi, Yacht Club di Bellaria-Igea Marina: “la Regione Emilia-Romagna è troppo lontana, ci servono interlocutori nell’amministrazione che capiscano i nostri problemi”.

L’Ammiraglio Cingolani: “chi amministra non può essere un burocrate, deve sapere di cosa si tratta. Si parla tanto di ambiente, ma a Rimini non c’è nemmeno una stazione di pompaggio delle acque nere per chi fa diporto. Basterebbe un piccolo impianto nel porto”. Per non parlare del fatto che i rifiuti rinvenuti in mare, plastica, reti incagliate, compresi i tronchi delle mareggiate sono considerati rifiuti speciali e non ci sono strutture dove le barche li possano portare.

Riepilogando, Bonfiglio Mariotti ha sottolineato il ruolo virtuoso delle associazioni sportive di nautica e vela: “tutti i settori economici di cui abbiamo parlato presuppongono che i giovani e le famiglie si avvicinino al mare e alla sua cultura. Attraverso i sani valori sportivi si crea così una educazione che rafforza la società e la rende più coesa”.

“Davanti a quello che ho ascoltato – ha detto Matteo Salvini tirando le fila – ci sono due reazioni possibili. La prima è la depressione. La seconda: più la sfida è difficile, più è bello vincerla. Ecco, io sono per la seconda. E’ la mentalità di qualcuno che non funziona – ha proseguito il leader della Lega entrando nel tema politico della campagna elettorale regionale -, per cui se hai la barca ti spenno, per poi redistribuire. I sei milioni per il porto sarebbero, sì, una spesa all’inizio, ma costituirebbero poi un moltiplicatore per tutta l’economia negli anni a seguire. Quanto alle autostrade del mare, ci stava lavorando il nostro sottosegretario Rixi, genovese nato sul mare, ma la firma spettava a Toninelli. Spiegargli il concetto è stato una missione difficile …”, ha ironizzato l’ex ministro, per poi concludere riprendendo il tema lanciato da Mariotti. “Ritrovarsi per fare sport, mandare i figli al club nautico per permettere ai genitori di andare a lavorare, ha un valore sociale e per la famiglia. Il pubblico dovrebbe dirvi grazie, anziché guardare in cagnesco chi ha la barca e poi aumentare i canoni. Senza i privati, nello sport come nella scuola e nella sanità, il paese salta. Certi problemi non li ha risolti l’assessore al turismo, che pure vive distante da qui pochi chilometri: evidentemente qualcosa non va. Bologna è lontana, vediamo di riavvicinarla. Vi garantisco che il prossimo assessore al turismo sarà l’assessore al turismo di tutta la regione Emilia-Romagna, e non solo di una parte”.