“Maleducazione istituzionale? Bonaccini si legga le intercettazioni di Tecnopolo e Acquarena”

“Maleducazione istituzionale? Bonaccini si legga le intercettazioni di Tecnopolo e Acquarena”

"Legga le intercettazioni, è citato anche Lei, quindi Le dovrebbero interessare". Roberto Biagini non si associa al coro e anche oggi ricorda quello che il Pd, da Rimini a Bologna, vuole assolutamente dimenticare. E al presidente uscente consiglia i dialoghi "che vedono coinvolti tre soggetti istituzionali del suo partito ed in particolare un suo assessore".

“A proposito di “Maleducazione Istituzionale mai vista in Regione” è bene che Stefano Bonaccini si legga le intercettazioni telefoniche che vedono coinvolti tre soggetti istituzionali del suo partito ed in particolare un suo assessore”. Al coro non si unisce Roberto Biagini, ex assessore delle giunte Ravaioli e Gnassi, colui che ha scoperchiato la “pozza”, e che è all’origine dell’inchiesta Tecnopolo e Acquarena, sulla quale ovviamente il governatore uscente e tutta la sua squadra si tengono alla larga come si fa con un virus molto infettivo. Sulla sua pagina Facebook Biagini attacca così: “Il Presidente della Regione Stefano Bonaccini ha parlato di “Maleducazione Isituzionale” stigmatizzando l’assenza del Sindaco di Riccione Renata Tosi all’inaugurazione del Metromare. Può darsi che sia così ed in ogni caso saranno gli elettori a “sanzionare” chi ha ragione o torto: è uno dei pregi e delle conquiste della democrazia”. Ma poi infilza Bonaccini ricordandogli il mutismo sullo scenario inquinato descritto dalle carte note fin qui, che parlano di un alto funzionario infedele, di un sistema che ha alterato le regole della sana competizione tra imprese facendo aumentare i costi dei servizi pubblici, di atti pubblici falsi, prodotti per ottenere contributi pubblici, turbative che sarebbero finalizzate a condizionare la scelta dei vincitori degli appalti e dell’attività di un “faccendiere” di casa in via Rosaspina e non solo.
Prosegue Biagini: “Le frasi sessiste, volgari, omofobe rivolte alla consigliera Nadia Rossi (senza che l’assessore regionale dicesse nulla…) che emergono dalle conversazioni non credo siano un esempio fulgido di “EDUCAZIONE ISTITUZIONALE REGIONALE”. E’ bene “Rompere il silenzio” e anche contro gli attacchi verbali e sessisti perpetrati nei confronti delle donne soprattutto se provengono da soggetti che ricoprono incarichi istituzionali. Non esistono “violenze” di serie A e di serie B; esiste l’ipocrisia, Presidente Bonaccini, ed è quella che bisogna denunciare e colpire. Legga pure le intercettazioni, è citato anche Lei quindi Le dovrebbero interessare”. E sotto a queste parole posta i documenti, ovvero le intercettazioni telefoniche dei dialoghi fra Funelli e Petitti. Buona domenica.