Taglio del nastro del Bus travestito da metro

Taglio del nastro del Bus travestito da metro

Discorsi, sogni, promesse, benedizioni e autogol nel giorno dell'avvio del Metromare. Comunque una data storica.

Il grande giorno è arrivato. Bisogna segnarlo sul calendario con un pallino rosso. 23 novembre 2019. Il Metromare si è messo in movimento. E’ stato anche benedetto dal parroco che ha portato pure i saluti del vescovo. Nessuno però ha avuto un pensiero per quei residenti che hanno dovuto subire le ruspe in casa, o quasi, e che in termini personali hanno pagato un prezzo molto alto sull’altare della mobilità pubblica attesa alla prova dei fatti.
Il nome è figo (Metromare) ma c’entra poco col mezzo sul quale oggi, con partenza da Riccione, sono salite le autorità, mentre il popolo è stato fatto accomodare su altri veicoli. Perché è un bus che corre su una strada asfaltata ad una o due corsie, non una metropolitana, e non transita sul mare, ma parallelo alla linea ferroviaria. Sarebbe più giusto chiamare “metromare” il filobus numero 11. Quasi una pubblicità ingannevole chiamarlo Metromare. Oggi e domani si viaggia gratis. Da lunedì mattina dalle 7.04 entrerà in funzione a regime.

Partiamo dalle informazioni ufficiali uscite dall’ufficio stampa che ha curato la comunicazione del taglio del nastro.
“Il Metromare aggiunge un elemento strategico per ridisegnare il sistema della mobilità sul territorio. L’obiettivo finale è quello di alleggerire il peso del traffico veicolare quotidiano, offrire l’opportunità di spostamenti rapidi, sicuri e meno inquinanti, facilitare la connessione con i punti nevralgici degli arrivi legati all’industria turistica. Il Metromare migliora la raggiungibilità e la mobilità di un territorio che attrae decine di milioni di presenze turistiche annue. La realizzazione del nuovo sistema di trasporto è stata, e sarà, occasione per interventi di riqualificazione urbana lungo tutta la tratta”. E’ “un unicum”, perché vede “la contemporanea presenza di vari elementi: la corsia dedicata per i bus, la trazione elettrica (quando arriveranno i nuovi mezzi, ndr), la gestione programmata delle fermate. Non esiste in Europa un sistema così congegnato, chiamato nel settore BRT Bus Rapid Transit“.

I promotori sono convinti che permetterà un “risparmio ambientale”, che quantificano – secondo una indagine di qualche tempo fa e un utilizzo a pieno regime – in una riduzione del traffico sulla direttrice costiera riminese “di oltre diecimila auto al giorno”. Le “analisi sugli impatti indicano che l’inquinamento atmosferico da polveri sottili sarà ridotto dell’11%. Si tratta di circa 50 tonnellate in meno di polveri sottili all’anno. Risparmi anche di tempo rispetto alle attuali possibilità: nel periodo estivo anche del 60%”. Cifre quasi miracolose, ma si spera che poi per valutare i miracoli e decretare la santità green del Metromare si proceda almeno secondo la prassi della chiesa cattolica, cioè ascoltando testimoni e analizzando scientificamente i fatti.

Gli enti che hanno voluto questa infrastruttura (che, va ricordato, è stata pensata 27 anni fa) sono convinti che meriti di essere proseguita. “Nei prossimi giorni verrà siglato un protocollo d’intesa tra Regione, Provincia e i comuni interessati, per garantire il proseguimento del Metromare da Riccione a Cattolica. Un impegno previsto dall’Accordo di Programma sottoscritto nel 2008 da tutti gli enti interessati In questo modo anche Misano Adriatico e Cattolica, non servite dalla rete dell’Alta Velocità”.
Avanti anche verso l’interno: “Stesso ragionamento vale per il Comune di Santarcangelo. Il secondo tratto del Metromare raggiungerà la Fiera di Rimini, ma da lì dovrà proseguire verso la Stazione di Santarcangelo, che così diventerà la porta d’accesso della Valmarecchia. Gli spostamenti dei pendolari, studenti e lavoratori, ne trarranno grande vantaggio e l’intero sistema turistico finalmente potrà muoversi lungo la costa. e non solo, con grande facilità e comodità. Verrà assicurato non solo maggiore velocità e certezza dei tempi, ma anche grande cura dell’ambiente, auto che vengono tolte dalle strade, meno CO2 prodotta e un’idea seria e realizzabile della mobilità sostenibile, a vantaggio di tutti, superando divisioni e campanilismi”. Costi, tempi e modalità di realizzazione di queste “estensioni” del Metromare o Metromarecchia, si vedrà, qualcuno prima o poi le dettaglierà.

Torniamo al tratto inaugurato oggi, Rimini-Riccione. “Collega le due più grandi città della Provincia in meno di 25 minuti (sui tempi di percorrenza torneremo a breve, ndr) attraverso 15 fermate intermedie; ha avuto un costo di 92,053 milioni di Euro finanziato per il 60% dallo Stato e per il restante 40% dagli enti locali sottoscrittori dell’Accordo di Programma: Regione Emilia Romagna, Provincia di Rimini, Comune di Rimini, Comune di Riccione e Patrimonio Mobilità Provincia di Rimini (PMR). Il progetto è stato gestito con grande efficienza da PMR, tutti i contratti stipulati sono stati gestiti all’interno del limite di spesa, tutte le fasi di collaudo dei contratti si sono esaurite senza contenziosi, compresi i 680 espropri (residuano gli ultimi 14 procedimenti)”, spiegano gli inauguratori.

Ora si attendono i nuovi mezzi da Exqui.City, “il cui ritardo nella consegna ha una penale per il costruttore di mille euro per singolo mezzo, al giorno, a partire dal 22 agosto 2019. Ad oggi la stima di PMR è che tutti i mezzi previsti per la configurazione definitiva del Metromare siano disponibili a fine di febbraio 2020”. Data nella quale avremo forse una seconda inaugurazione.

Da ultimo, i pistolotti di rito. La ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli, vede nel Metromare “volontà di scegliere, determinazione, visione”, ma forse nessuno le ha spiegato le traversie che hanno preceduto la giornata odierna, perché ha candidamente affermato che è stato inaugurato “nei tempi e nei modi previsti”.
Il presidente Stefano Bonaccini ha parlato di una infrastruttura “importante per tutta la costa”, ma la costa comincia ai lidi di Comacchio e termina a Cattolica, e se per realizzare meno di 10 chilometri sono stati necessari tempi biblici, chissà quando il Metromare assumerà una parvenza di bus di costa. Parentesi: a dare l’idea plastica del tempo trascorso, c’erano oggi alla inaugurazione ex amministratori di altre ere politiche, quando esistevano ancora Pds e Ds, Udeur, Patto Segni e altre sigle da memorabilia della prima Repubblica.

Premio Metropolitana d’oro a Riziero Santi, presidente della Provincia. Ecco le sue parole: “Non è azzardato affermare che il nostro territorio si è sempre posto all’avanguardia nel sistema dei trasporti. Nel 1861 viene inaugurata la linea ferroviaria Forlì-Rimini, mentre nel 1877 l’omnibus, la carrozza a cavalli per tutti, collega il primo stabilimento balneare con il centro. Nel 1927 si inaugura la tranvia, che da Rimini arriva a Riccione. E nel 1939 apre la filovia Rimini–Riccione, il primo impianto di questo genere della Regione Emilia-Romagna. Oggi parte Metromare, la prima linea su sede protetta della nostra Regione”. Tradotto: le amministrazione di sinistra dal dopoguerra hanno prodotto, ma impiegando quasi trent’anni, il Metromare. E il confronto con tranvia e filovia nate in 12 anni e sotto un altro padrone, non depone proprio a favore dei timonieri locali made in Pci ed eredi vari.

Andrea Gnassi, sindaco di Rimini: “Con l’apertura di Metromare, Rimini e la Riviera di Rimini fanno un nuovo salto di qualità mettendosi alle spalle un modello di sviluppo che in 50 anni ha, è vero, creato ricchezza e garantito benessere, ma che sul finire dello scorso decennio ha mostrato i suoi limiti, incrociando la crisi economica generale. Rimini sta cambiando pelle verso un orizzonte sostenibile, aperto, ecologico, europeo attraverso gli investimenti come questo, come il teatro, come il museo Fellini, come il Psbo, come il Parco del Mare. Rilanciamo il nostro territorio, riqualificandolo radicalmente. In questo momento in Italia forse nessuno sta mettendo in atto un’opera di rigenerazione urbana di questa portata. Metromare è un pezzo strategico di questo straordinario puzzle e con oggi chiudiamo ufficialmente anche 20 anni di polemiche che sin qui avevano solo portato alla paralisi. A bordo per il futuro… passaparola da Rimini”. Non si possono commentare gli effetti speciali.

Massimo Paganelli, amministratore unico PMR, ha fra l’altro ringraziato l’ing. Ermete Dalprato, “figura strategica affinché il progetto fosse declinato e rispettato”. L’unica nota di realismo fra i tanti che si prendono meriti, se meriti ci sono, non dovuti.

Per Roberto Sacchetti, presidente di Start Romagna, “il Metromare rappresenta un modello di trasporto pubblico locale interessante e innovativo; consente ai mezzi pubblici di viaggiare senza interferenza, garantisce puntualità, tempi rapidi e certi, cardini di una crescita dell’utilizzo del TPL, sempre più elemento determinante per la crescita sostenibile dei territori. A noi di START Romagna il compito, raccogliendo la volontà delle Istituzioni, di condurre questa nuova opzione con la professionalità riconosciuta al nostro personale”. Da Start e da tutti gli altri enti interpellati dai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, si attendono le relative risposte.

Per muoversi col Metromare si potrà utilizzare un nuovo titolo di viaggio, Rail Smart Pass, nato dall’accordo tra Trenitalia e Start Romagna, con la regia della Regione Emilia-Romagna, valido sull’intera offerta di trasporto pubblico su strada e su ferrovia del bacino romagnolo. Praticamente un unico biglietto per viaggiare sui bus e sui treni regionali.
Validità per 3 o 7 giorni, costerà nel primo caso 25 euro e nel secondo 50 euro.

Viaggiatori, passate davvero parola perché di qui a poco, archiviate le inaugurazioni e i discorsi da campagna elettorale, bisognerà far quadrare i conti. E allora si spera non diventino bus amari.