“Cannabis light? Così si apre la porta allo sballo”. Intervista al medico di Sanpa

“Cannabis light? Così si apre la porta allo sballo”. Intervista al medico di Sanpa

La canapa è tornata di moda. Credo che dietro ci sia un business gigantesco. Probabilmente sta nascendo una rete commerciale pronta alla legalizzazione della cannabis. Ma attenzione, anche in passato vennero messe in commercio sostanze ritenute legali che poi, dopo approfonditi studi, furono ritirate. A Sanpa arrivano minorenni in astinenza da cannabis. Tutte le droghe, anche quelle leggere, incidono nell'area cerebrale della gratificazione. Parla Antonio Boschini, responsabile sanitario della comunità di San Patrignano.

Due pesi e due misure: per il Comune di Rimini i luoghi sensibili valgono solo per le slot
Nei giorni scorsi Palazzo Garampi ha annunciato di avere messo a punto la pianta delle localizzazioni dei luoghi sensibili presenti sull’intero territorio comunale: istituti scolastici di ogni genere e grado, luoghi di culto, impianti sportivi, strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o sociosanitario, strutture ricettive per categorie protette, luoghi di aggregazione giovanile e oratori. Attorno a questi luoghi, nel raggio di 500 metri, sarà impedito l’insediamento di nuove attività riconducibili al gioco d’azzardo. Ma in questa materia il Comune usa due pesi e due misure. Perché il gioco d’azzardo deve essere tenuto lontano dalle scuole e negozi che vendono prodotti a base di cannabis no? Sono “legali” entrambi, perché solo nei confronti del gioco d’azzardo si usa il pugno di ferro? Va ricordato che il negozio che ha aperto a Rimini e che vende cannabis light lo fa nella zona in cui sorgono più scuole, medie e superiori. I numeri dicono che quello del gioco d’azzardo a Rimini è l’ultimo dei problemi, mentre il primo riguarda la droga. L’amministrazione comunale sta concentrando il proprio impegno contro prostituzione e gioco d’azzardo, dimenticando le minacce che riguardano la fascia più indifesa della popolazione: i giovani. Anche dal semplice punto di vista del messaggio educativo, palazzo Garampi soffre di un preoccupante strabismo.

“Dietro il ritorno di moda della cannabis in generale e della cosiddetta cannabis light in particolare, credo ci sia un obiettivo commerciale gigantesco, un enorme business, un po’ come è già avvenuto negli Stati Uniti: si è ridotto il mercato delle sigarette ed è esploso quello della cannabis. Non vorrei che il mondo politico italiano coltivasse la speranza di creare un nuovo monopolio sulla cannabis per fare cassa, cioè per portare introiti miliardari allo Stato”. Chi parla è Antonio Boschini (nella foto), medico a San Patrignano dal 1987, responsabile sanitario della comunità, dove si occupa anche del percorso terapeutico perché, come dice lui, “l’area medica confina con quella educativa”. Il suo è un osservatorio privilegiato, perché da qui ha potuto seguire nel corso dei decenni migliaia di ragazzi, attualmente 1300 quelli che vivono sulla collina di Ospedaletto.

Ci spieghi meglio.
La mia impressione è che si stia cercando di creare del glamour attorno alla cannabis. Siccome nulla accade a caso, sarà bene chiedersi perché questo stia avvenendo…

Si dia la risposta.
Ritengo che questo avvenga per creare un terreno fertile, per sdoganare qualcosa di innocuo (come dicevo si registra un ritorno di moda della canapa come pianta) su cui magari far poi scivolare qualcosa di meno innocuo. Forse ci si aspetta che nel breve tempo anche la cannabis più potente potrà essere commercializzata e intanto si crea una rete di vendita rivolta a questa “clientela”.

Stanno aprendo centinaia di negozi che vendono la cannabis light, compreso il CbWeed di Rimini, cosa ne pensa?
La prima cosa che colpisce e che fa riflettere è che questi negozi sono comparsi praticamente all’improvviso, non c’è stato un vero e proprio dibattito, ce li siamo trovati aperti, magari davanti alle scuole, punto e basta.

Le risultano studi scientifici per valutare l’impatto di questi prodotti venduti legalmente, perché con un thc che non supera lo 0,6 per cento, sugli assuntori?
Io non ho letto nulla al riguardo. Mi auguro comunque che non siano stati messi sul mercato senza valutazioni scientifiche. Ricordo molto bene che anni fa venne messa in circolazione la salvia divinorum, legale anche se sostanza psicotropa, e in Italia veniva venduta negli smart shop. Poi a seguito di valutazioni dell’Istituto Superiore di Sanità, alle quali diedi anche il mio contributo, emerse la sua dannosità e nel 2005 il Ministero della Salute ha inserito la pianta e il suo principio attivo (salvinorina A) nella lista delle sostanze vietate. Ma c’è di più…

Dica.
Il primo effetto collaterale inatteso che venne fuori circa 20 anni fa e che fece capire come la cannabis non fosse una sostanza “leggera”, fu l’associazione fra cannabis e psicosi. Fu uno studio pubblicato sulla rivista scientifica The Lancet che metteva in luce un netto aumento del rischio di sviluppare psicosi a distanza di anni nelle persone che da giovani avevano fumato spinelli. Poi sono seguiti molti altri studi che l’hanno confermato. Negli ultimi anni si è scoperto qualcosa di più: il rischio di psicosi risulta molto forte in persone che hanno una particolare variabile genetica, per le quali l’assunzione della cannabis diventa ulteriormente a rischio perché li rende più vulnerabili rispetto alla sostanza. Così come è ormai chiaro che i danni maggiori la cannabis li crea in assuntori giovani, più l’utilizzo è precoce e più devastanti sono le conseguenze.

La cannabis light è innocua, non sballa, si dice. E l’etichetta di “legale” rassicura. E’ così?
Lo sballo è intrinsecamente collegato alla motivazione per cui si fa una determinata cosa. L’alcol è pericoloso, ma se bevi un bicchiere di vino a tavola durante il pasto, lo consideri un “alimento” non uno sballo. Il sommelier non cerca lo sballo. Invece se bevi alcol perché non riesci a socializzare, scherzare con gli amici, eccetera, in quel caso equivale allo spinello. Non ho mai visto nessuno che si fuma una canna e che non cerca lo sballo. La canna, che sia light o no, è sempre ricercata per vivere una certa esperienza, cioè la sostanza assunta con un obiettivo. Se assumi la cannabis light e scopri che, magari in dosi superiori, questo ti rende più “sociale”, continuerai a farlo e in questo modo avrai già creato un meccanismo problematico. Sarai portato a provare altro, ad aggiungere magari alcol o pasticche o entrambi, o sostanze meno light. A quel punto avrai aperto quella porta che si apre per cercare di modificare se stessi con delle sostanze. Al di là della tossicità di una sostanza, avrai già imboccato una strada pericolosissima. Ecco perché non c’è light che tenga, il messaggio che viene veicolato è comunque sbagliato.

I minorenni che arrivano a San Patrignano quali droghe hanno provato?
Fondamentalmente cannabis, ne ho visto uno anche stamattina, entrato in comunità da pochi giorni: a 16 anni è in astinenza da cannabis. La nostra utenza è composta da persone con problemi di cocaina ed eroina principalmente, ma il 98% ha cominciato con la cannabis e quel 2% che non l’ha fatto è solo perché l’uso di questa sostanza gli provoca una sintomatologia psichiatrica, attacchi di panico, manie persecutorie, ecc.
Fra i nostri ospiti è sempre più frequente la poliassunzione, la normalità per l’87,6% delle nuove persone accolte in comunità, anche se la cocaina resta la sostanza più utilizzata, dal 90,3% dei neoentrati nel 2016. La maggior parte dei nostri ospiti hanno più dipendenze in contemporanea: alcol, eroina e cocaina, ad esempio, oppure cocainomani che sono anche assuntori di alcol ed hanno il vizio del gioco. In una fascia più adulta riscontriamo queste tre dipendenze associate: alcol, cocaina e gioco d’azzardo e spesso chi si dedica al video poker lo fa dopo avere assunto cocaina. La dipendenza da alcol fra i nostri ospiti è salita dal 20% degli anni 80 al 40% di oggi. C’è un altro dato significativo: il 68% dei presenti non ha mai fatto uso di sostanze per via iniettiva, a conferma di un cambiamento, ma non un calo, nella modalità di assunzione delle sostanze, in particolare cocaina ed eroina. L’età media del primo contatto con le sostanze è a 14-15 anni.

Il percorso terapeutico a Sanpa dura quattro anni, non è troppo?
Il programma di San Patrignano è mirato alla persona non alla sostanza. La droga provoca cambiamenti celebrali, modifica i centri che sovrintendono alla capacità di creare gratificazione…

Tutte le droghe?
Certo, anche le cosiddette leggere. Al di la dell’effetto specifico che varia da droga a droga, tutte agiscono tramite un neurotrasmettitore comune che è la dopamina, e causano delle perturbazioni nell’area cerebrale della gratificazione.

Ci spieghi con un linguaggio comprensibile ai non addetti ai lavori.
Le normali fonti di gratificazione, il cibo, il sesso, le relazioni sociali e così via, assumono un valore secondario, privo di interesse, e l’unica possibilità di attivare questi centri della gratificazione diventano le droghe. E gli studi dicono che questo tipo di danno cerebrale richiede anni di lavoro specifico prima che si possa recuperare e rieducare il cervello a ritrovare la gratificazione verso i normali stimoli che ogni persona normalmente vive. Su soggetti con 30 anni di metadone alle spalle diventa molto difficile il recupero, ed è questo uno dei motivi per cui siamo contrari all’uso del metadone come mantenimento.